Bando “Comincio da zero” per incrementare i servizi per la prima infanzia

Bando “Comincio da zero” per incrementare i servizi per la prima infanzia

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CON I BAMBINI Impresa sociale è Soggetto Attuatore del “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, nato da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da ACRI, il Forum Nazionale del Terzo Settore ed il Governo. Il Fondo sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.

Il bando “Comincio da zero” ha l’obiettivo di ridurre i divari nei servizi educativi e di cura per la prima infanzia con interventi focalizzati nelle aree del Paese in cui si riscontra maggiore carenza degli stessi, ampliandone e potenziandone l’offerta attraverso l’adozione di soluzioni innovative e integrate e la sperimentazione di nuovi modelli di welfare di comunità.

Le proposte presentate dovranno prevedere interventi volti ad incrementare e qualificare le possibilità di accesso e fruibilità dei servizi di cura ed educazione dei bambini nella fascia di età 0-6 anni e delle loro famiglie, attivandone nuovi o potenziando quelli esistenti, attraverso un’offerta educativa di qualità e soluzioni innovative e flessibili, prevalentemente in contesti territoriali in cui si registra una minore presenza o una carente e non efficace fruizione degli stessi, in particolare da parte delle famiglie più fragili.

I progetti – che potranno essere regionali o interregionali – dovranno prevedere che almeno due terzi degli “ambiti territoriali sociali” in cui la proposta intende intervenire siano classificati, nella tabella B allegata al bando, in “fascia 1”.

Considerando la buona capacità di offerta raggiunta nella fascia 3-6, il focus dovrà essere dedicato alla fascia 0-3 anni, anche attraverso la sperimentazione di poli integrati per l’infanzia 0-6.

Sarà importante sviluppare iniziative che prevedano l’integrazione di tutti i servizi per la prima infanzia, adottando un approccio multidimensionale (servizi educativi, sanitari, sociali, culturali, legali, ecc.) capace di rispondere in modo flessibile e integrato ai diversi bisogni dei bambini e delle famiglie, ampliare l’offerta e superare la frammentazione, nell’ottica di una presa in carico globale e di welfare comunitario. Per tali motivi, è fortemente auspicata l’integrazione dei nuovi servizi educativi con i piani di zona, anche nell’ottica di favorire la loro continuità.

Le iniziative dovranno, inoltre, prevedere azioni di sostegno e potenziamento della genitorialità, della maternità e della conciliazione famiglia-lavoro, e azioni di rafforzamento delle relazioni, del ruolo, delle competenze e delle professionalità di tutti gli attori della “comunità educante” coinvolti nel processo educativo.

La durata complessiva dei progetti dovrà essere non inferiore ai 36 e non superiore ai 48 mesi.

Potranno presentare la candidatura per la presente iniziativa i partenariati costituiti da almeno tre soggetti, che assumeranno un ruolo attivo nella co-progettazione e nella realizzazione del progetto.

Il soggetto responsabile, alla data di pubblicazione dell’iniziativa, deve essere un Ente del Terzo settore, essere stato costituito da almeno due anni in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata e avere la sede legale e/o operativa nella regione di intervento. Oltre al soggetto responsabile, la partnership dovrà essere composta da:

  • almeno un altro ente di terzo settore;
  • soggetti appartenenti, oltre che al mondo del terzo settore e della scuola, anche a quello delle istituzioni, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dell’università, della ricerca e al mondo delle imprese la partecipazione di enti for profit in qualità di soggetti della partnership non dovrà essere finalizzata alla ricerca del profitto, ma all’apporto di competenze e risorse per la crescita e lo sviluppo del territorio e della comunità locale).

N.B. Ogni soggetto potrà presentare un solo progetto, in qualità di soggetto responsabile, o prendere parte a un solo progetto, in qualità di partner, pena l’esclusione di tutti i progetti in cui esso è presente. Fanno eccezione unicamente le università e i centri di ricerca, le amministrazioni locali (compresi i nidi e le scuole d’infanzia a gestione comunale diretta) e le scuole del sistema nazionale di istruzione che possono partecipare, in qualità di partner, a più progetti.

Il bando mette a disposizione un ammontare complessivo di 30 milioni di euro, con un plafond di 22 milioni di euro dedicato ai progetti con dimensione regionale e un plafond di 8 milioni di euro per i progetti a dimensione interregionale (ovvero con interventi localizzati in ciascuna delle aree geografiche previste dal bando: Nord; Centro; Sud e isole).

Il contributo richiesto deve:

  • nel caso di progetti regionali, essere compreso tra 250 mila e 1 milione di euro e garantire un cofinanziamento monetario di almeno il 10% del totale;
  • nel caso di progetti interregionali, essere compreso tra 0,5 e 1,5 milioni di euro e garantire un cofinanziamento monetario di almeno il 15% del totale.

I progetti, corredati di tutta la documentazione richiesta, devono essere compilati e inviati esclusivamente on line attraverso la piattaforma entro le ore 13:00 del 4 dicembre 2020.

Promozione del welfare aziendale e della flessibilità nelle PMI – Enti Bilaterali

Promozione del welfare aziendale e della flessibilità nelle PMI - Enti Bilaterali

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La finalità del presente avviso pubblico della Regione Puglia è di selezionare Enti Bilaterali, quali soggetti beneficiari più qualificati, per scopi istituzionali, a raggiungere e supportare le piccole e medie imprese pugliesi, realizzando attività di animazione, disseminazione e sensibilizzazione nel tessuto produttivo regionale degli strumenti regionali volti a favorire l’adozione di modelli di organizzazione family friendly da parte delle imprese. Obiettivo dell’iniziativa è favorire una cultura condivisa sul tema della conciliazione vita-lavoro e del benessere organizzativo e promuovere l’adozione di politiche di gestione del personale orientate al benessere dei lavoratori, delle lavoratrici e delle loro famiglie all’interno del tessuto produttivo pugliese.

Possono partecipare Enti Bilaterali pugliesi riconosciuti; ai soggetti ammessi a finanziamento saranno affidate, per un periodo di 12 mesi, le seguenti attività: a) attività di animazione, informazione e sensibilizzazione volte a promuovere la diffusione di conoscenze tecno-specialistiche sugli strumenti del welfare aziendale e della flessibilità oraria e organizzativa; b) attività di promozione degli interventi regionali volti a favorire la conciliazione vita-lavoro e la diffusione di modelli di organizzazione family friendly .

Il contributo erogabile è di importo massimo inferiore ad € 100.000,00 a progetto. La documentazione dovrà essere inviata all’indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) servizisociali_pariopportunita@pec.rupar.puglia.it e riportare come oggetto Candidatura Avviso di Selezione “Promozione del welfare aziendale e della  flessibilità nelle PMI” entro il 18.05.2020

Progettazione e attivazione di interventi di welfare aziendale

Progettazione e attivazione di interventi di welfare aziendale

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Obiettivo della Misura è favorire l’implementazione di esperienze virtuose di welfare aziendale di secondo livello, da parte di aziende private, in risposta alla domanda di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sviluppare e/o ottimizzare i servizi per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, dei loro familiari nonché della cittadinanza in generale.

La Misura, che si rivolge prioritariamente alle piccole e medie imprese, anche incoraggiando la collaborazione inter-aziendale, è finalizzata alla progettazione e implementazione, soprattutto condivisa, di servizi di welfare aziendale. Le grandi imprese possono presentare proposte progettuali, purché fortemente condivise con il territorio, anche in ATI con PMI del territorio stesso.

La Misura finanzierà, con obbligo di cofinanziamento, progetti di Imprese singole o di Associazioni Temporanee di Imprese – ATI, che, mediante reti territoriali di soggetti funzionali al raggiungimento dell’obiettivo, sviluppino sistemi di welfare destinati al loro personale dipendente ed, eventualmente, ad altri/e lavoratori o lavoratrici del territorio di riferimento.

In particolare, verranno finanziate le attività inerenti la definizione e l’avvio dei Piani di welfare finalizzati all’erogazione di servizi nelle macro-aree “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, “politiche per le pari opportunità” e “sostegno alla cultura di benessere globale delle lavoratrici e dei lavoratori”, nonché azioni di volontariato aziendale e attività organizzative e di raccordo delle reti territoriali.

Soggetti beneficiari:

Possono presentare domanda per i contributi di cui al presente Bando:

Piccole e medie imprese (PMI), singole o raggruppate in Associazioni Temporanee di Imprese (ATI), costituende o già costituite;

Grandi imprese, a condizione che venga adottato un nuovo Piano di welfare territoriale oppure che un Piano di welfare aziendale esistente venga ampliato e messo a disposizione del territorio di riferimento. In entrambi i casi dovrà avere una forte condivisione con Enti o altri soggetti locali, anche in continuità con gli Ambiti territoriali individuati per la sperimentazione del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), di cui alla D.G.R. n. 29-3257 del 09/05/2016, titolari delle sperimentazioni di azioni innovative di welfare territoriale (FSE 1 della Strategia WE.CA.RE.) e/o si dovrà configurare come forma di integrazione/sinergia con iniziative di welfare locale e di comunità già esistenti o fase di definizione. Verrà data una priorità alle proposte progettuali presentate da ATI, nelle quali, oltre alla grande impresa con funzione di capofila, siano inserite in partenariato anche PMI del territorio.

I soggetti che presentano domanda di contributi, sia in forma singola che associata, devono avere la sede legale o unità operativa in Piemonte. I raggruppamenti, inoltre, individuano un soggetto con funzione di capofila, unico referente nei confronti della Regione Piemonte.

I beneficiari dei contributi devono essere operanti nei settori ammissibili del Regolamento (UE) n. 1407/2013 relativo all’applicazione degli artt. 107 e 108 del TFUE agli aiuti di importanza minore “de minimis”.

Scadenza: ore 12.00 del 27/02/2020.

Bando: “Animazione e comunicazione istituzionale sulla cultura di welfare aziendale per il territorio piemontese”

Bando: “Animazione e comunicazione istituzionale sulla cultura di welfare aziendale per il territorio piemontese”

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Obiettivo della Misura è realizzare un’azione di sistema finalizzata ad animare l’intero territorio piemontese e a promuovere ad ampio respiro presso le imprese piemontesi, le tematiche inerenti al benessere in azienda, alle politiche e ai bisogni di welfare aziendale e di conciliazione vita-lavoro.

L’intervento si concretizza nella realizzazione di azioni di informazione/formazione, che coinvolgano l’universo delle imprese del territorio piemontese, finalizzate a favorire un’evoluzione culturale sulle tematiche sopra indicate; l’azione comunicativa deve necessariamente provenire da interlocutori istituzionalmente qualificati che la rendano credibile e creino le necessarie condizioni di fiducia nella bontà del messaggio; deve inoltre garantire la sensibilizzazione e l’animazione di tutte le aree territoriali del Piemonte, soprattutto le più decentrate o più culturalmente distanti da tali tematiche.

L’intervento può anche essere realizzato veicolando il messaggio attraverso interlocutori e canali diversi di informazione/formazione; la diffusione in sedi e contesti differenti può essere di stimolo e animazione per creare una nuova cultura di welfare.

Il valore di ciascun progetto deve essere compreso tra un minimo di € 60.000 e un massimo di € 100.000.

Scadenza: 11 gennaio 2019