Agricoltura e allevamento: nuovo bando per la sostenibilità e la circolarità

Agricoltura e allevamento: nuovo bando per la sostenibilità e la circolarità

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Sono aperte le candidature a una nuova Joint Call 2021 per progetti di ricerca volti a migliorare la sostenibilità del sistema agricolo e degli allevamenti, dal titolo “Circularity in mixed crop and livestock farming systems, with emphasis on greenhouse gas mitigation”.

La call è lanciata congiuntamente dagli ERA-NET Cofund SusAn (Sustainable Animal Production Systems), FACCE ERA-GAS (Monitoring & Mitigation of Greenhouse Gases from Agri- and Silvi-culture), ICT-AGRI-FOOD (ICT-enabled agri-food systems) e SusCrop (Sustainable Crop Production).

L’obiettivo del bando è di sostenere progetti transnazionali di ricerca interdisciplinare sulla (re)integrazione dei sistemi di coltivazione e di allevamento con l’obiettivo di migliorare la circolarità tra questi sistemi e quindi la sostenibilità delle aziende agricole.

Il budget a disposizione del bando ammonta a un totale di 16 milioni di euro stanziati da 30 enti finanziatori di 23 paesi. Per l’Italia partecipa il MIPAAF con 600.000 euro. Possono partecipare al bando enti di ricerca pubblici e privati no-profit e università. Ogni progetto potrà ricevere un contributo massimo di 200.000 euro.

I consorzi devono essere composti da almeno 3 soggetti indipendenti provenienti da 3 diversi Stati membri dell’UE o paesi associati, che ricevono finanziamento da un minimo di 3 diversi enti finanziatori. Si raccomanda un numero massimo di 10 partner.

La scadenza del bando è il 26 maggio 2021.

FLAG Costa dell’Emilia-Romagna – Intervento 3.A.2 – Obiettivo 3 Promuovere la diversificazione delle produzioni ittiche e delle attività della pescaa

FLAG Costa dell’Emilia-Romagna – Intervento 3.A.2 – Obiettivo 3 Promuovere la diversificazione delle produzioni ittiche e delle attività della pesca

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Azione: Azione 3A) “ Diversificazione dei prodotti ittici e delle attività della pesca”

Intervento 3.A.2. Azioni a finalità collettive, progetti pilota per l’applicazione di tecniche e modalità per diversificare le produzioni ittiche e le tecniche di pesca e di allevamento

Beneficiari:

  • imprese ittiche o acquicole di qualsiasi forma giuridica che esercitano l’attività di pesca professionale o di acquacoltura come attività principale, in forma singola o associata (le imprese in forma associata devono già essere costituite al momento della presentazione della domanda), i cui interventi siano realizzati nell’area del FLAG della Costa dell’Emilia-Romagna;
  • organismi scientifici o tecnici pubblici o privati, riconosciuti dal diritto nazionale dello Stato membro con sede legale nel territorio dell’Unione Europea e sede strutturale e operativa nel territorio della Regione Emilia-Romagna, ovvero:

– enti pubblici che esercitano statutariamente attività di ricerca e sperimentazione;

– organismi scientifici di cui all’elenco degli Istituti riconosciuti dal MIPAAF – Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura. Tale elenco è consultabile al link;

– organismi non governativi senza scopo di lucro che non rientrano tra quelli di cui alla lett. b).

I soggetti richiedenti di cui alla lettere a) e c) che intendono presentare un progetto di diversificazione dovranno necessariamente attivare una collaborazione con un organismo scientifico o tecnico tra quelli sopra indicati alle lettera b) nella realizzazione degli interventi nell’area del FLAG della Costa dell’Emilia-Romagna come indicato al Par.4, al fine di validarne i risultati e garantire la divulgazione. collettiva dei risultati.

I soggetti di cui alle lettere b) che intendono presentare un progetto di diversificazione dovranno necessariamente attivare una collaborazione con imprese di cui alla lettera a) sopra indicata, per la realizzazione degli interventi nell’area del FLAG della Costa dell’Emilia-Romagna come indicato al Par.4, al fine di indirizzare le attività sugli effettivi bisogni del settore, garantendo la divulgazione collettiva dei risultati.

Il progetto scadrà il 23.04.2021 alle ore 13:00.

Impegno:

– per beneficiari pubblici, quali Organismi scientifici o tecnici quali Università, Istituti e centri di ricerca riconosciuti come organismi di diritto pubblico come definito dal diritto comunitario pari al 100% della spesa ammissibile

– per i beneficiari privati il contributo pari all’80% delle spese ammesse

La spesa ammissibile dei progetti presentati dovrà rispettare i seguenti limiti:

euro 20.000,00 quale limite minimo;

euro 120.000,00 quale limite massimo

I progetti presentati dovranno avere carattere collettivo e garantire la diffusione dei risultati.

Le principali categorie di spese ammissibili sono:

  1. Spese in conto capitale (fino al massimo del 30% dell’investimento:

– costi per l’acquisto di attrezzature, anche tecnologiche e programmi informatici, strettamente funzionali alla realizzazione del progetto;

  1. Spese correnti (fino al massimo del 100%dell’investimento):

– costi per personale qualificato: stipendi dei dipendenti e di altro personale qualificato non amministrativo,

– costi di viaggi e trasferte del personale dipendente non amministrativo,

– costi per consulenze professionali e specialistiche (es. esperti di settore, università, centri di ricerca pubblici o privati che abbiano competenze coerenti con la natura del progetto presentato) e costi per servizi sostenuti per la realizzazione del progetto;

– costi di diffusione per la pubblicizzazione e promozione del progetto e la diffusione dei risultati: grafica e stampa di materiale; incontri e seminari (locazione e utenze, noleggi e leasing di attrezzature, altri servizi di supporto quali allestimenti, interpretariato, spazi pubblicitari, ecc.);

– spese per studi/indagini/analisi preliminari (ad es. chimico-fisiche, verifiche strutturali, rilievi geologici);

– spese legate a sistemi informatici per le attività di studio e ricerca;

– utilizzo delle attrezzature per la realizzazione dell’operazione, noleggi;

– costi di affitto di aree vallive di acqua dolce o acqua salmastra in cui vengono praticate attività di acquacoltura o vallicoltura (con le condizioni nei limiti previsti dal bando).

– spese generali (costi generali e costi amministrativi) fino ad una percentuale massima del 12% dell’importo totale ammesso, (con le condizioni nei limiti previsti dal bando).