Bando 5% Fondo Globale

Bando 5% Fondo Globale

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L’Agenzia per la Cooperazione ha pubblicato la quarta edizione del bando “5% Fondo Globale“ per il finanziamento diretto di iniziative sinergiche con gli interventi del Fondo Globale realizzate nei Paesi beneficiari di Grant del Fondo Globale. Si tratta di uno dei meccanismi con cui la Cooperazione Italiana sostiene l’azione del Fondo Globale per la lotta all’AIDS, alla Tubercolosi e alla Malaria. L’impegno italiano per il Fondo Globale nel triennio 2020-2022 ammonta a 161 milioni di Euro, il cui 5% è pari a 8.050.000, di cui 2.700.000 Euro sono a valere sull’annualità 2021 e costituiscono la dotazione di questo bando, gli eventuali residui saranno riservati dall’AICS per l’affidamento di attività di valutazione.

Anche questo bando è stato formulato nel rispetto delle “Procedure Generali per la concessione di contributi e la gestione e rendicontazione di Iniziative promosse da Soggetti pubblici e privati no-profit di Cooperazione di cui al Capo VI della legge n.125/2014 e fondate su approccio RBM” approvate dal Comitato Congiunto nel 2020.

Obiettivo del Bando è promuovere iniziative innovative che siano sinergiche e complementari con gli investimenti del Fondo Globale e in particolare con gli Obiettivi Strategici 2017-2022:

1.“Maximize impact against HIV, TB and malaria”,

2.“Build Resilient and Sustainable Systems for Health” e 3.“Promote and Protect Human Rights and Gender Equality”. Le proposte potranno riguardare una sola o entrambe le linee di intervento.

Il bando è suddiviso in due lotti sulla base della tipologia di proponente ammissibile:

  • Lotto 1: € 2.200.000 (81.48%) per iniziative proposte da Organizzazioni della Società Civile (OSC) regolarmente iscritte all’elenco di cui all’articolo 26 della L. 125/2014.
  • Lotto 2: € 500.000 (18.52%) per iniziative proposte da Enti pubblici di ricerca (come definiti dall’art. 1 del Decreto Legislativo 25 novembre 2016, n. 218) e/o Università, come da articolo 24 della L.125/2014

I progetti potranno essere realizzati in uno dei Paesi africani di seguito elencati:

  • Angola
  • Burkina Faso
  • Camerun
  • Repubblica Centrafricana
  • Repubblica Democratica del Congo
  • Etiopia
  • Guinea
  • Kenya
  • Malawi
  • Mozambico
  • Senegal
  • Sierra Leone
  • Somalia
  • Sudan
  • Sud Sudan
  • Tanzania
  • Uganda

I proponenti dovranno dimostrare di possedere comprovata e documentabile esperienza (almeno 3 anni per le OSC e 2 anni per gli Enti pubblici di ricerca/Università) nella realizzazione di iniziative per il contrasto alla malattia per la quale viene richiesto il finanziamento (indicare quale tra AIDS, Tubercolosi e Malaria) nel Paese di intervento.

Le proposte con la documentazione completa dovranno essere trasmesse entro il termine perentorio del 1 settembre 2021.

Bando della Regione Veneto per progetti di cooperazione allo sviluppo sostenibile

Bando della Regione Veneto per progetti di cooperazione allo sviluppo sostenibile

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La Regione Veneto ha recentemente pubblicato il bando 2019 per la presentazione di iniziative a contributo in tema di Progetti di Cooperazione allo sviluppo sostenibile riservate agli Enti privati di cui alla legge regionale 21 del 2018. Si tratta di uno stanziamento complessivo di 400.000 euro, in diminuzione di 100.000 euro rispetto alla dotazione dell’anno scorso.

Come nelle scorse edizioni i progetti dovranno essere presentati obbligatoriamente in forma associata da almeno tre soggetti (un ente capofila privato, un partner pubblico in Veneto e un partner (pubblico o privato) nel Paese di destinazione del progetto. I soggetti proponenti dovranno avere sede legale in Italia ed almeno una sede operativa in Veneto ed essere in possesso dei requisiti indicati all’art. 26 della Legge n. 125/2014. Cambia invece la griglia di valutazione che non indica più degli ambiti tematici prioritari ma inserisce punteggi specifici sulla sostenibilità dell’intervento, il monitoraggio e la valutazione e l’empowerment femminile. Restano prioritari gli interventi che verranno implementati in Africa, un punto di ulteriore premialità verrà accordato ai progetti nei paesi prioritari per la Cooperazione italiana nel documento di programmazione triennale 2019-2021 del MAECI.

La Regione del Veneto contribuirà al finanziamento dei progetti approvati fino alla misura massima del 50% dei costi preventivati, considerati ammissibili. Il finanziamento regionale non potrà comunque superare l’importo massimo di € 40.000 per ogni progetto ammesso al finanziamento. Ogni soggetto capofila potrà proporre una sola iniziativa e per lo stesso progetto potrà essere presentata una sola domanda. La durata dei progetti dovrà essere annuale.

Scadenza: 23 Agosto 2021.

Aperta la seconda call di Tecnologie per lo Sviluppo Sostenibile

Aperta la seconda call di Tecnologie per lo Sviluppo Sostenibile

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Al via la seconda Call per Organizzazioni della Società Civile. La call è aperta a organizzazioni interessate a realizzare progetti di impatto in Africa con soluzioni di innovazione frugale, servizi data-driven e tecnologie civiche. Per questa edizione potranno essere proposte, entro il 15 settembre 2021, soluzioni tecnologiche adattabili e replicabili prodotti e servizi data-driven, tecnologie civiche. Le proposte potranno già essere testate sul campo oppure essere basate su concept e prototipi.

Le OSC potranno proporre soluzioni innovative di tre tipi:

  • Soluzioni tecnologiche adattabili e replicabili nel contesto africano, frutto di innovazione frugale, low-tech e low-cost, progettate nell’ambito di relazioni virtuose con il mondo dell’innovazione locale (startup, università, fablab, designer, creativi);
  • Prodotti e servizi data-driven come applicazioni, piattaforme e soluzioni ICT, mobile e cash transfer, blockchain, intelligenza artificiale, Internet of Things (IoT), machine learning, soluzioni open source;
  • Tecnologie civiche: soluzioni che abilitino la cittadinanza a contribuire allo sviluppo della comunità come piattaforme per il crowdfunding rivolte a progetti a impatto sociale che migliorino gli spazi pubblici oppure finalizzate a favorire il consumo collaborativo nella diffusione della sharing economy.

Sono incluse nel novero delle soluzioni prodotti e servizi essenziali nel contenimento del contagio e degli impatti negativi da Covid-19. I progetti dovranno proporre soluzioni che siano:

  • Pensate mettendo le persone fruitrici principali al centro del progetto (secondo i principi dello human-centered design);
  • Sviluppate in una logica di sistema e filiera;
  • Basate su concept, prototipi o modelli applicativi;
  • Accessibili, adattabili e fruibili nel tempo, integrate in contesti locali che necessariamente varieranno in termini economici, politici e culturali, con un’attenzione alla “diffusione” della tecnologia e/o delle soluzioni data-driven;
  • Sostenibili nel medio-lungo periodo;
  • Compatibili con modalità di condivisione open-source.

Gli ambiti di applicabilità delle soluzioni sono: educazione e formazione, salute, Water, Sanitation and Hygiene (WASH), sviluppo economico, sviluppo rurale, sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, economia circolare, disabilità e inclusione, ambiente e cambiamenti climatici, energia, tecnologie civiche.

La call si rivolge a:

  • Singole Organizzazioni della Società Civile (OSC) attive nella cooperazione internazionale allo sviluppo;
  • Partenariati composti da diversi soggetti (OSC, associazioni delle diaspore e delle nuove generazioni, dipartimenti universitari, imprese sociali).

Sono considerate cruciali le collaborazioni con:

  • Partner locali, espressione della società civile o del mondo universitario e dell’innovazione (con un particolare focus all’attivazione dei giovani) nei Paesi africani di intervento;
  • Startup, organizzazioni del settore privato orientato all’innovazione responsabile, singoli professionisti.

Le organizzazioni dovranno dimostrare di poter operare in uno dei seguenti Paesi:

  • Burkina Faso, Etiopia, Kenya, Mozambico, Niger, Tunisia, Senegal, Sudan (Paesi prioritari per la cooperazione italiana allo sviluppo);
  • Costa d’Avorio, Madagascar, Marocco, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Tanzania, Uganda, Zambia, Zimbabwe (Paesi non prioritari, ma dove le OSC operano all’interno di relazioni consolidate).

La dotazione finanziaria è pari a 500.000 euro. La richiesta di contributo dovrà essere compresa tra 15.000 e 50.000 euro e non dovrà essere superiore al 90% dei costi totali del progetto. I progetti dovranno avere una durata tra i 6 e i 18 mesi.

Dall’UNESCO un fondo per sostenere l’economia creativa nei paesi in via di sviluppo

Dall’UNESCO un fondo per sostenere l’economia creativa nei paesi in via di sviluppo

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L’UNESCO ha recentemente aperto le candidature al Fondo internazionale per la diversità culturale (IFCD). Si tratta di un ente costituito dalla Convenzione del 2005 sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, l’IFCD è un fondo multi-donatore volontario che sostiene l’emergere di settori culturali dinamici nei paesi in via di sviluppo. Quest’anno vista la celebrazione dell’Anno internazionale dell’economia creativa per lo sviluppo sostenibile, il fondo vuole sostenere soprattutto progetti che mirano a dare un forte contributo all’economia creativa nei paesi in via di sviluppo che sono parti della Convenzione.

Le istituzioni pubbliche e le organizzazioni non governative (ONG) dei paesi ammissibili sono invitate a presentare le loro proposte, così come le ONG internazionali registrate nei paesi che sono parti della Convenzione. I progetti devono chiaramente portare a cambiamenti strutturali attraverso:

  • Introduzione e /o elaborazione di politiche e strategie che hanno un impatto diretto e strutturale sulla creazione, produzione, distribuzione e accesso a una diversità di beni e servizi culturali;

Rafforzamento delle competenze nel settore pubblico e nelle organizzazioni della società civile per sostenere industrie e mercati culturali locali e regionali sostenibili nei paesi in via di sviluppo.

  • Tutti i progetti contribuiranno in ultima analisi all’ecosistema creativo sostenibile e all’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Dal 2010, l’IFCD ha investito 8,7 milioni di dollari attraverso 120 progetti in 60 paesi in via di sviluppo. Queste diverse iniziative hanno favorito l’emergere di sistemi sostenibili di governance culturale, in particolare creando un ambiente favorevole per gli imprenditori culturali, l’accesso a nuovi mercati di beni e servizi culturali e l’accessibilità a diverse espressioni culturali. Ogni progetto potrà essere sostenuto con un grant di massimo 100.000 USD e la durata dei progetti dovrà essere compresa tra 12 e 24 mesi.

Nel 2021, mentre il settore creativo deve affrontare una sfida senza precedenti causata dalla pandemia COVID-19, l’IFCD ribadisce il suo impegno a continuare a investire in cultura e creatività come motori dello sviluppo sostenibile. Questa Call for Applications ha scadenza il 16 giugno 2021.

 

 

IURC – Cooperazione internazionale per le città e le regioni europee

IURC - Cooperazione internazionale per le città e le regioni europee

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Nel quadro del programma di cooperazione internazionale urbana e regionale (IURC), il 14 aprile è stato aperto un bando per incoraggiare le città e le regioni di fare rete e condividere soluzioni a problemi comuni, contribuendo agli obiettivi della Nuova Agenda Urbana, dell’Agenda 2030, dell’Agenda urbana per l’UE e agli obiettivi della politica di coesione europea, attraverso una diplomazia city-to-city e sforzi di collaborazione regionale per superare le sfide comuni.

Il bando intende capitalizzare i risultati e gli insegnamenti tratti dalla prima fase del programma, denominato IUC (che prevedeva cooperazione solo fra città) con l’obiettivo di ottimizzare il valore aggiunto della cooperazione internazionale, trasformando il nuovo programma in una rete internazionale di riferimento per l’innovazione urbana e regionale e lo sviluppo urbano sostenibile.

Finanziato dallo Strumento di partenariato – PI, il bando IURC presenta due componenti:

  1. Cooperazione city-to-city nel settore dello sviluppo urbano sostenibile, fra città dell’UE e città non-UE stabilite nelle Americhe (ovvero Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Messico, Perù e USA), in Asia (Cina, India, Indonesia, Giappone, Malesia, Repubblica di Corea , Thailandia e Vietnam) e nel Pacifico (Australia e Nuova Zelanda).

Nella definizione di città sono comprese le città con più di 100.000 abitanti, le Aree metropolitane e le aree funzionali. Per candidarsi le città devono inoltre aver approvato una strategia di sviluppo urbano (o documento similare).

  1. Cooperazione fra regioni nel settore dell’innovazione, che coinvolge regione dell’UE con regioni della Cina e dell’America latina (Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Perù).

I temi di cooperazione, distinti fra le due componenti, sono organizzati all’interno di 3 reti tematiche:

  1. Transizione ecologica e Green Deal (un’Europa più verde)

– economia circolare, gestione dei rifiuti e plastica (cooperazione city-to-city)

– soluzioni basate sulla natura, inverdimento, gestione delle acque (cooperazione city-to-city)

– agricoltura urbana sostenibile, cibo sano, orti urbani (cooperazione city-to-city)

– renovation wave decarbonizzata, efficienza energetica degli edifici (cooperazione city-to-city)

– agricoltura urbana sostenibile, catene agrofood, sistemi di nutrizione, tecnologie 4.0 (cooperazione tra regioni)

  1. Rinnovamento urbano e regionale e povertà urbana (un’Europa più connessa e sociale)

– agende urbane/pianificazione urbana, strategie di sviluppo urbano, spazi pubblici, modelli urbani (cooperazione city-to-city)

– mobilità e trasporti, strade per le persone, superblocks, connessioni metropolitane (cooperazione city-to-city)

– povertà urbana, alloggi, coesione sociale (cooperazione city-to-city)

– industria 5.0, competitività, diversificazione produttiva (cooperazione tra regioni)

  1. Ecosistemi innovativi sostenibili e ad emissione zero e settori strategici

– turismo e cultura (cooperazione city-to-city)

– salute, life science, invecchiamento, bio economia (cooperazione city-to-city)

– istruzione, lavori e competenze, centri per l’innovazione, business clusters (cooperazione city-to-city)

– turismo e cultura, diversificazione, slow-food e forniture (cooperazione tra regioni)

– innovazione regionale e Smart & Sustainable Specialization Strategies – RIS4 (cooperazione tra regioni)

– istruzione, lavori e competenze (cooperazione tra regioni)

Oltre a 3 sfide trasversali:

– Transizione digitale e smart cities

– Transizione energetica e cambiamenti climatici

– Ripresa post Covid – giustizia sociale e inclusione.

Per partecipare le città/regioni devono inviare la loro candidatura compilando un formulario (specifico per categoria) all’interno del quale dovranno selezionare le aree di cooperazione di loro interesse fra quelle previste per la loro categoria. Le candidature pervenute saranno valutate e selezionate e quindi le città/regioni abbinate con loro omologhe non-UE interessate agli stessi temi/sotto-temi, con caratteristiche simili, che organizzeranno incontri e scambi reciprocamente proficui.

Le città partecipanti (selezionate e appaiate con loro omologhe non-UE) diverranno parte di un’ampia comunità di pari e stakeholder coinvolti a vari livelli:

  • Reti globali: che organizzeranno eventi tematici e di networking, sessioni tecniche e formazione su temi specifici
  • Abbinamenti 1 a 1: i rappresentanti delle città/regioni abbinateorganizzeranno scambi di apprendimento, condivisione di conoscenze e attività di capacity building e svilupperanno insieme un piano d’azione per la cooperazione urbana/regionale (uno schema condiviso in cui gli obiettivi sono identificati e le azioni sono pianificate con l’obiettivo di creare politiche e pratiche nell’ambito delle priorità tematiche scelte) che fungerà da roadmap nel corso della cooperazione
  • Cluster: le città/regioni abbinate avranno l’opportunità di formare piccoli cluster all’interno dei quali condividere soluzioni e conoscenze su sfide similari e temi di cooperazione all’interno della stessa area geografica

La cooperazione avrà una durata di 18-24 mesi.

La scadenza per la compilazione delle domande è il 31 maggio 2021.

Investo in Senegal, un bando per selezionare nuove idee imprenditoriali

Investo in Senegal, un bando per selezionare nuove idee imprenditoriali

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Il bando “Investo in Senegal”, per la selezione di idee imprenditoriali per lo sviluppo del tessuto socio-economico senegalese. Il bando fa parte di PASPED – Projet de contraste à la migration irrégulière à travers l’appui au Secteur Privé et à la création d’emplois au Sénégal – finanziato dall’Unione Europea all’AICS all’interno del Fondo fiduciario di emergenza dell’UE per l’Africa. Un ampio programma con una dotazione finanziaria di oltre 13 milioni di euro che contiene una serie di componenti anche sviluppate da attori diversi.

E’ questo il caso di “Investo in Senegal” che mira alla valorizzazione della diaspora senegalese che vive in Italia ed in generale in Europa, l’azione è frutto di un finanziamento AICS Dakar e sarà implementata da Amref Health Africa in collaborazione con una serie di altri attori tra i quali CNA, LVIA e diverse associazioni del mondo delle diaspore, delle comunità africane ed in particolare del contesto senegalese.

Il bando “Investo in Senegal” è finalizzato alla selezione di idee imprenditoriali e al loro supporto formativo e di affiancamento. Dal 15 aprile al 31 maggio si potrà inviare la propria candidatura. Settanta di queste candidature saranno presentate per il finanziamento alla commissione di conformità di PLASEPRI/PASPED, al fine di fornire assistenza finanziaria ad almeno 50 di esse, che di fatto saranno i progetti di impresa selezionati. Si tratta di un’opportunità di sovvenzione – da un minimo di 5mila ad un massimo di 30mila euro- di progetti di attività imprenditoriali esistenti o costituende (start up) nelle regioni senegalesi di Dakar, Diourbel, Kaolack, Louga, Saint Louis, Thiès.

Vi possono partecipare tutti i cittadini e le cittadine senegalesi che, al momento della pubblicazione del presente bando, hanno compiuto 18 anni e sono presenti legalmente in Italia e più in generale in Europa. Le idee di impresa saranno valutate da una commissione, formata da esperti nominati dai partner, che ne analizzeranno qualità, rilevanza, fattibilità e possibile sostenibilità, al fine di identificare quelle che hanno il maggior potenziale di successo.

I progetti di impresa che rientreranno nella graduatoria potranno ricevere una sovvenzione, da un minimo di 5.000 EUR ad un massimo di 30.000 EUR, a copertura delle spese ammissibili del progetto di attività imprenditoriale presentato. L’importo della sovvenzione sarà commisurato ai livelli di esperienza e competenza dei progetti di impresa.

Categoria A

Da 5.000 a 20.000 EUR

Livelli minimi di:

  • Competenza nel settore di investimento,
  • Competenza amministrativa e gestionale di impresa,
  • Esperienza professionale specializzata pregressa

Importo totale disponibile 750.000 EUR

Categoria B

Da 20.001 a 30.000 EUR

Livelli buoni o ottimi di:

  • Competenza nel settore di investimento,
  • Competenza amministrativa e gestionale di impresa,
  • Esperienza professionale specializzata pregressa.

Importo totale disponibile 450.000 EUR

Il bando è finalizzato a selezionare i progetti imprenditoriali di imprese costituite o costituende, in Senegal, che dimostrano di avere già (o di avere previsto) una capacità di funzionamento giuridico-legale, bancario e tecnico, e che soddisfano i seguenti criteri minimi:

  • Sono presentate da cittadini senegalesi che soddisfano tutti i requisiti previsti per i soggetti proponenti (v. sezione successiva).
  • Realizzano, o intendono realizzare, le loro attività in una o più delle seguenti regioni: Dakar, Diourbel, Kaolack, Louga, Saint Louis, Thiès. Nel caso di imprese costituite o costituende in altre regioni del Senegal, le idee imprenditoriali saranno prese in considerazione a condizione che intendano sviluppare filiali o aree di attività specifiche nelle aree di intervento ammissibili ai fini del presente bando.

Realizzano, o intendano realizzare, attività produttive nei seguenti settori: industria, artigianato, produzione e trasformazione dei prodotti agricoli, allevamento, pesca, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, turismo. Non sono ammissibili idee imprenditoriali che sviluppino, o intendano sviluppare, attività nel settore del commercio.

DCI II – Autorità Locali: Partnership per città sostenibili 2021

DCI II – Autorità Locali: Partnership per città sostenibili 2021

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Promuovere lo sviluppo urbano integrato attraverso partnership tra le Autorità locali degli Stati dell’UE e dei paesi partner in conformità con l’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile.

Il bando è articolato in tre lotti (ciascuno con un budget indicativo dedicato). Una proposta progettuale deve riguardare un solo lotto e avere ad oggetto la creazione di nuove partnership (o il miglioramento di quelle esistenti) finalizzate a promuovere lo sviluppo urbano sostenibile attraverso lo sviluppo di capacità e la fornitura di servizi alle AL dei Paesi terzi del lotto prescelto ricorrendo agli scambi peer to peer e all’erogazione di servizi.

Lotto 1 – Africa Sub-sahariana

Lotto 2 – Asia e Pacifico

Lotto 3 – America latina e Caraibi

I progetti devono riguardare i seguenti Obiettivi specifici:

  1. Rafforzare la governance urbana sostenendo la capacità delle AL come decisori politici autonomi, un migliore accesso ai servizi da parte dei cittadini (inclusa l’e-governance) e promuovendo un “approccio territoriale” allo sviluppo locale.
  2. Assicurare che le città siano inclusive prevenendo sia le cause sia gli effetti delle disuguaglianze, dell’emarginazione e della segregazione, anche affrontando i bisogni delle donne, dei bambini, dei giovani e dei gruppi emarginati e vulnerabili come i disabili, i migranti e gli sfollati
  3. Rendere più verdi le città e migliorarne la resilienza incrementando la qualità della vita, promuovendo la crescita verde urbana e rendendo le città più efficienti sotto il profilo delle risorse attraverso modalità sostenibili di produzione e consumo;
  4. Migliorare la prosperità e l’innovazione nelle città incoraggiando economie locali sostenibili, compresa l’economia circolare, promuovendo la transizione digitale e creando occupazione

Una proposta progettuale deve occuparsi di realizzare l’Obiettivo specifico 1 e almeno uno fra gli obiettivi 2, 3 e 4

Settori/temi:

– Supporto alla buona governance

– Green deal

– crescita

– creazione di occupazione

– digitalizzazione

– migrazione

I progetti devono promuovere l’approccio RBA (Right base approach), l’approccio basato sui diritti che comprende i diritti umani, compresa la partecipazione e l’accesso al processo decisionale, la non discriminazione (compresa la parità di genere) e la parità di accesso, responsabilità e accesso a Stato di diritto, trasparenza e accesso alle informazioni. Nella proposta progettuale deve essere chiaramente evidenziato come i proponenti intendono operare per raggiungere questa priorità.

Proponente (Applicant): Autorità locali o loro associazioni, comprese le reti di città costituite in accordo con la normativa dello Stato di cui fanno parte, stabiliti negli Stati UE, o nei paesi specificati nell’Allegato L.

Possono partecipare in qualità di co-proponente (co-applicant) anche enti/agenzie/organizzazioni di pubblica utilità private, semi-pubbliche o pubbliche, università e centri di ricerca.

Il contributo comunitario può coprire fino al 95% dei costi ammissibili (e non può scendere al di sotto del 50%) per un ammontare massimo di 3 milioni di euro. Non saranno presi in considerazione per la valutazione progetti che richiedano un contributo inferiore a 1 milione di euro

I progetti devono avere una durata compresa fra 24 e 36 mesi e devono prevedere un partenariato di almeno 2 soggetti ammissibili così costituito:

– almeno 1 partner UE,

– almeno 1 partner dello Stato beneficiario (uno degli stati ammissibili del lotto selezionato)

Il proponente può essere stabilito indifferentemente nell’UE o nello Stato beneficiario.

Le proposte di progetto devono essere scritte in inglese e devono realizzarsi in massima parte in uno (solo uno) dei Paesi ammissibili del lotto considerato (si veda l’Allegato M del bando): sono possibili eccezioni per una parte marginale di attività, come workshop, seminari ed eventi dedicati, (che vanno adeguatamente giustificate), che possono svolgersi in territorio UE

Il bando è qualificato come “ristretto” e questo implica che la presentazione delle proposte di progetto avvenga in due fasi: la prima consiste nell’invio delle proposte di progetto attraverso la compilazione del concept note, un formulario meno dettagliato attraverso il quale presentare il progetto in modo sintetico; solo i progetti valutati positivamente saranno inseriti in una short list e i loro proponenti saranno invitati a presentare le proposte complete di progetto. Le proposte complete devono essere CONFORMI CON QUELLE PRESENTATE ATTRAVERSO IL CONCEPT NOTE (ovvero: gli elementi presentati nel concept note non possono essere modificati nella proposta completa).

Sia il proponente sia i partner devono essere registrati nel sistema PADOR: il proponente deve esserlo già al momento della presentazione del concept note, mentre i partner è sufficiente che lo siano al momento della presentazione della proposta completa del progetto.

La presentazione dei concept note deve essere fatta esclusivamente attraverso il sistema PROSPECT con scadenza 23 aprile 2021 (concept note).

Tecnologie energetiche pulite: bando per progetti di ricerca e sviluppo in cooperazione con il Giappone

Tecnologie energetiche pulite: bando per progetti di ricerca e sviluppo in cooperazione con il Giappone

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L’organizzazione giapponese NEDO ha aperto un bando per progetti di ricerca e sviluppo inerenti alle tecnologie energetiche pulite.

Il bando è rivolto a enti di ricerca e università giapponesi che dovranno obbligatoriamente presentare progetti di R&S in cooperazione con partner istituzionali.

I progetti potranno affrontare le seguenti tematiche:

  • Theme 1: Sviluppo di tecnologie innovative che possono contribuire a realizzare l’industrializzazione del riciclo del carbonio, come la separazione e la cattura di CO2 a basso costo e la produzione di materiali utili
  • Theme 2: Sviluppo di tecnologie innovative per la significativa promozione ed espansione dell’utilizzo dell’idrogeno
  • Theme 3: Sviluppo di tecnologie innovative di immagazzinamento dell’energia sia per la creazione di batterie a basso costo e durevoli che per l’immagazzinamento di calore per un uso efficace dell’energia rinnovabile variabile
  • Theme 4: Sviluppo di materiali e componenti innovativi che permettono la riduzione di massa di CO2 attraverso l’implementazione su larga scala

I progetti potranno ricevere un contributo massimo di 50 milioni di yen all’anno.

La scadenza per partecipare è il 16 aprile 2021.

ENI SUD- Rafforzare l’innovazione sostenendo la cooperazione tra cluster e gli ecosistemi di start-up nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo

ENI SUD- Rafforzare l’innovazione sostenendo la cooperazione tra cluster e gli ecosistemi di start-up nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo

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Bando nel quadro dello strumento ENI per il sostegno alla cooperazione tra cluster e agli ecosistemi di start-up nei paesi della sponda sud del Mediterraneo al fine di rafforzare l’innovazione

I Paesi beneficiari del bando, dove dovrà svolgersi il progetto, sono i Paesi dell’asse Sud del programma ENI, ovvero Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia.

Il bando è articolato in 2 lotti; una proposta progettuale deve riguardare un solo lotto.

Lotto 1: Sostenere lo sviluppo di ecosistemi di start-up nei Paesi destinatari e accrescere le capacità degli attori locali, attraverso organizzazioni di assistenza all’innovazione e Hub tecnologici, perché possano generare attività a valore aggiunto, nuove fonti di crescita economica e occupazione.

Priorità

– stimolare la dimensione regionale dell’innovazione nei Paesi destinatari attraverso dialogo politico, competenze peer-to-peer, partenariati rafforzati e networking;

– sostenere l’innovazione e contribuire alla maturazione di ecosistemi di start-up rafforzando la capacità istituzionale degli Hub tecnologici (incubatori, acceleratori, ecc.) e degli abilitatori all’innovazione nei paesi destinatari e migliorando la loro offerta di servizi;

– sviluppare le reti euromediterranee per le imprese e gli investimenti, fornendo sostegno adeguato, rafforzamento delle capacità e servizi di collegamento per le micro imprese e le PMI, in settori promettenti a livello regionale o subregionale

– sviluppare partenariati regionali, con attori stabiliti nell’UE e nella regione destinataria;

– sostenere iniziative pilota di organizzazioni per l’innovazione, start-up e PMI innovative nella regione destinataria per generare nuove fonti di crescita economica e occupazione e promuoverle attraverso la diffusione di esperienze di successo;

– sostenere l’internazionalizzazione di start-up, scale up e PMI dei Paesi destinatari al fine di rafforzarne la competitività, la crescita e il potenziale di innovazione;

– sostenere finanziariamente, ad esempio attraverso un programma di sub-granting, una serie di iniziative promettenti nei Paesi destinatari con forte potenziale in termini di creazione di posti di lavoro e innovazione tecnico/sociale; il programma di sub-granting non si concentrerà sulla fase di avvio ma sulla fase di scaling up.

Attività ammissibili:

– promozione di dialoghi (a tutti i livelli) e collegamenti tra gli stakeholder dell’innovazione al fine di sostenere un ambiente favorevole all’imprenditorialità innovativa;

– assistenza tecnica e capacity building volti a rafforzare gli ecosistemi delle start-up e in particolare le organizzazioni di supporto all’innovazione (incubatori, acceleratori, ecc…) e gli Hub tecnologici;

– analisi di programmi e iniziative di politica dell’innovazione sviluppati nella regione destinataria e identificazione degli stakeholder dell’innovazione al fine di aumentare le informazioni disponibili sugli ecosistemi dell’innovazione;

– sostegno al matchmaking tra investitori, società, istituti di istruzione superiore e imprenditori e il networking con i responsabili delle decisioni;

– sostegno alla cooperazione regionale e ai partenariati per le imprese e l’innovazione al fine di facilitare il networking e lo scambio di buone pratiche tra le strutture di supporto all’innovazione e altri soggetti interessati (come cluster, parchi tecnologici, incubatori di imprese, uffici di trasferimento tecnologico, acceleratori di startup, business angels e investitori nella fase iniziale), compreso il networking internazionale in particolare con le controparti dell’UE;

– programmi di sostegno mirati a promuovere giovani e donne innovatrici/imprenditrici (come  coaching, tutoraggio, offerta di lavorare in incubatori di imprese e parchi scientifici della regione, collegamenti con potenziali investitori, ecc.);

– progettare e attuare uno schema di sovvenzione finalizzato a offrire supporto finanziario a iniziative promettenti con un forte potenziale di creazione di posti di lavoro e innovazione tecnico/sociale. Tali iniziative possono riguardare la cooperazione tra strutture di sostegno all’innovazione/stakeholder rilevanti e gli imprenditori e quella con gruppi di imprenditori o singole imprese con un forte potenziale di innovazione. Attraverso un processo competitivo si dovranno selezionare almeno 40 entità e/o gruppi di imprenditori e promuoverli a livello nazionale e regionale;

– disporre competenze su misura per aziende/imprenditori attraverso un maggiore accesso a clienti, privati ​​e pubblici e alla giusta combinazione di finanziamenti e prospettive di espansione transfrontaliera;

– sviluppo di capacità specifiche e formazione delle donne imprenditrici, sulla base di una valutazione dei bisogni rispondente alle esigenze di genere;

– diffusione di informazioni agli stakeholder dell’innovazione dei paesi destinatari sulle opportunità di finanziamento dell’UE, promuovendo la partecipazione a programmi quali Enterprise Europe Network, Horizon 2020, COSME e l’Iniziativa dell’UE per l’inclusione finanziaria.

I progetti presentati dovranno inoltre proporsi di creare collegamenti fra il settore pubblico e le strutture di sostegno all’innovazione da un lato e le iniziative private, come i business angels, i leader del settore industriale e gli acceleratori privati dall’altro. Gli aspetti del networking mireranno anche a sostenere iniziative promosse dalla diaspora scientifica, di innovazione e imprenditoriale, formata o operante nell’UE, in settori di attività industriale rilevante.

Circa il 30% della sovvenzione totale del progetto dovrebbe essere re-distribuita attraverso attività di sub-granting, che dovrebbero concentrarsi su almeno 4 dei seguenti paesi: Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Palestina e Tunisia

Lotto 2: sostenere lo sviluppo di cluster in settori specifici e rafforzare la cooperazione tra cluster con l’Europa al fine di generare nuove fonti di crescita economica e occupazione

Priorità

– promuovere la cooperazione tra cluster e un approccio di rete tra le parti interessate, ad es. individuare e sostenere collegamenti strategici e sinergie tra le imprese e tra queste e le loro istituzioni di sostegno per aiutarle ad affrontare congiuntamente le minacce e sfruttare le opportunità sui mercati locali, regionali e internazionali;

– facilitare lo sviluppo di cluster di micro e PMI nella regione destinataria e sfruttare le opportunità derivanti da una più stretta cooperazione e integrazione, compreso lo sviluppo di capacità per rafforzare la governance dei cluster nella loro capacità di fornire servizi di qualità alle imprese;

– sviluppare le reti euromediterranee di imprese e di investimento, fornendo un sostegno adeguato, servizi di messa in rete e di collegamento per le microimprese e le PMI, in una varietà di settori promettenti a livello regionale o subregionale;

– stimolare la dimensione regionale dei cluster nei Paesi destinatari attraverso dialogo politico, scambi di esperienze tra pari, partenariati rafforzati creazione di reti;

– sostenere iniziative collettive di cluster di innovazione/industriali che generano nuove fonti di crescita economica e di occupazione e promuoverle attraverso la diffusione di esperienze di successo.

Attività ammissibili (elenco non esaustivo):

– facilitare la cooperazione internazionale fra i cluster, tra quelli della regione destinataria e dell’UE e fra i membri dei cluster (aziende, istituzioni di ricerca e sviluppo, altri attori);

– promuovere il coinvolgimento dei cluster della regione destinataria e dei loro membri nella European Cluster Collaboration Platform (ECCP);

– fornire supporto e sviluppo di capacità a cluster, reti e membri selezionati, nei settori più promettenti per ottenere migliori capacità di gestione dell’innovazione, creazione di posti di lavoro e maggiore competitività (le azioni dovrebbero concentrarsi sull’agevolazione della transizione verde e digitale dei cluster e dei loro membri e sull’aiutare i cluster a fornire competenze alla forza lavoro);

– promuovere la cooperazione regionale al fine di facilitare il networking e gli scambi di buone pratiche tra i cluster e altre strutture di supporto all’innovazione e gli stakeholder rilevanti (parchi tecnologici, incubatori di imprese, uffici di trasferimento tecnologico, acceleratori di start-up, business angel e investitori sulle imprese in avvio); rafforzare la collaborazione transfrontaliera tra cluster dell’UE e della regione destinataria o progetti comuni di internazionalizzazione e accesso reciproco a mercati terzi;

– sostenere i membri del cluster nella regione destinataria nel realizzare la produzione e il commercio di prodotti a più alto valore aggiunto e nel soddisfare gli standard e i requisiti normativi e di certificazione europei;

– sostenere un’ampia diffusione di esperienze di successo a scopo dimostrativo, in particolare sulle PMI innovative membri di cluster della regione;

– aumentare la disponibilità di informazioni sui cluster attraverso l’analisi di programmi e iniziative sviluppate nella regione destinataria.

I progetti proposti devono mirare inoltre a mettere in collegamento il settore pubblico e le strutture di sostegno dei cluster/industriali da un lato e le iniziative private, come i business angels, i leader dell’industria e gli acceleratori privati. Per garantire sinergie con l’Europa, sarà data particolare attenzione alla Nuova strategia industriale per l’Europa in cui sono identificati 14 settori prioritari

Le azioni e le iniziative proposte, per entrambi i lotti, devono mirare a creare posti di lavoro e sostenere le transizioni verde e digitale, sviluppando così la competitività delle PMI e degli imprenditori nelle economie della regione destinataria. Dovrebbero in particolare contribuire all’emancipazione delle donne e dei giovani.

Settori/temi (elenco non esaustivo):

– Sviluppo del settore privato e dell’ecosistema dell’innovazione

– Politiche industriali

– Crescita verde / energia verde

– Digitalizzazione (tecnologie dell’informazione e della comunicazione)

– Agroalimentare

– Mobilità sostenibile

– Industrie creative

Beneficiari del bando sono ONG, operatori del settore pubblico, Autorità locali e organizzazioni (intergovernative) internazionali stabilite nell’UE, in uno dei Paesi beneficiari della sponda sud del Mediterraneo, nei Paesi beneficiari dello strumento di allargamento (IPA II) o nei paesi EFTA/SEE.

Il contributo comunitario può coprire fino al 90% delle spese ammissibili per un contributo massimo di

Lotto 1: 8.000.000 euro (non saranno presi in considerazione progetti che richiedano un contributo inferiore a 7.000.000 euro)

Lotto 2: 7.000.000 euro (non saranno presi in considerazione progetti che richiedano un contributo inferiore a 6.000.000 euro).

Sarà finanziato un progetto per ogni lotto

Il proponente (applicant) deve proporre il progetto in partenariato con al massimo 3 co-proponenti (ciascuno stabilito in un diverso stato beneficiario). I diversi partner devono avere una esperienza dimostrabile e complementare nelle aree del progetto.

I progetti devono svolgersi in almeno quattro Paesi beneficiari del bando, essere scritti in inglese o francese e avere una durata prevista fra 48 e 54 mesi.

Il bando è qualificato come “ristretto” e questo implica che la presentazione delle proposte di progetto avvenga in due fasi: la prima consiste nell’invio delle proposte di progetto attraverso la compilazione del concept note, un formulario meno dettagliato attraverso il quale presentare il progetto in modo sintetico; solo i progetti i cui concept note siano stati valutati positivamente saranno inseriti in una short list e i loro proponenti saranno invitati a presentare le proposte complete di progetto. Le proposte complete devono essere CONFORMI CON QUELLE PRESENTATE ATTRAVERSO IL CONCEPT NOTE (ovvero: gli elementi presentati nel concept note non possono essere modificati nella proposta completa).

Sia il proponente sia i partner devono essere registrati nel sistema PADOR: il proponente deve esserlo già al momento della presentazione del concept note, mentre i partner è sufficiente che lo siano al momento della presentazione della proposta completa del progetto.

La presentazione dei concept note deve essere fatta esclusivamente attraverso il sistema PROSPECT entro l’08/04/2021.

Un bando UE per città più verdi nella sponda sud del Mediterraneo

Un bando UE per città più verdi nella sponda sud del Mediterraneo

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La Commissione europea ha recentemente aperto il bando Climate for Cities nel quadro dello strumento ENI per supportare e accelerare l’attuazione dei Piani d’Azione per il Clima e l’Energia Sostenibile e iniziative simili volte ad aumentare la resilienza climatica e l’uso sostenibile delle risorse naturali a livello locale nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo beneficiari della politica di vicinato.

Questo bando intende contribuire allo sviluppo umano sostenibile nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, promuovendo una transizione verso città più verdi e resilienti ai cambiamenti climatici, in linea con gli impegni assunti da questi Paesi nell’ambito dell’accordo di Parigi, e fare un uso ottimale degli strumenti di finanziamento sul clima. I Paesi beneficiari del bando, dove dovrà svolgersi il progetto, sono i Paesi dell’asse Sud del programma ENI, ovvero Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia.

Il bando promuove approcci locali integrati che avranno come risultato un miglioramento della coesione sociale a livello locale, attraverso la costruzione di partenariati tra autorità locali, società private, investitori locali, ONG e società civile.

Una proposta progettuale deve rispondere alle seguenti priorità:

1) Implementazione a livello locale dei Piani d’Azione per il Clima e l’Energia Sostenibile, parzialmente o integralmente;

2)  attuazione di piani alternativi già sviluppati concentrati su misure sostenibili e integrate di mitigazione e/o adattamento al clima a livello locale, in linea con i piani nazionali e locali esistenti e con gli impegni internazionali dei paesi in materia di cambiamenti climatici;

3) Attuazione di misure non vincolanti per integrare e massimizzare l’impatto a livello locale delle priorità 1) e 2).

Componenti infrastrutturali

  • Realizzazione delle componenti infrastrutturali
  • Attuazione di progetti inclusivi di mitigazione del clima e/o adattamento climatico

Componenti “soft”

  • Campagne di sensibilizzazione mirate inclusive a livello municipale (per famiglie, scuole, aziende private, ecc.),
  • Workshop di formazione per i rappresentanti delle amministrazioni locali/cittadine
  • Supporto tecnico ai centri accademici e di ricerca nello sviluppo di nuovi programmi di istruzione o formazione
  • Capacity building per le banche commerciali locali o altri attori finanziari
  • Capacity building per i media locali
  • Sviluppare piani inclusivi di preparazione alle catastrofi e di riduzione dei rischi

Le proposte devono prevedere partenariati efficaci e coerenti tra un’autorità locale e gli attori locali rilevanti (comprese le ONG, le imprese private locali/gli investitori privati, le organizzazioni della società civile, gli istituti di finanziamento ed eventualmente altre municipalità). Possono essere applicant le Autorità locali e organizzazioni pubbliche locali di istruzione, accademiche o di ricerca stabilite nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo beneficiari del bando e le ONG stabilite negli stessi Paesi o nell’UE.

Il contributo comunitario può coprire fino al 50% delle spese ammissibili (minimo 5%) per un contributo massimo di 3.500.000 euro. Non saranno considerati per la valutazione progetti che richiedano un contributo inferiore a 2.500.000 euro. Il contributo non può coprire più del 30% della componente infrastruttura del progetto. Il proponente deve proporre il progetto in partenariato con almeno 2 (massimo 3) co-applicant.

Scadenza per la presentazione dei concept note (prima fase) è fissata per il 31 marzo 2021.

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