COSME – Sostegno a consorzi per appalti pubblici per l’innovazione

COSME - Sostegno a consorzi per appalti pubblici per l’innovazione

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La Commissione europea – Agenzia esecutiva per le PMI (EASME) ha lanciato un bando con il quale intende migliorare l’accesso delle PMI europee al mercato dell’Unione nel settore degli appalti pubblici per l’innovazione.

Si parla di appalti pubblici per l’innovazione (PPI) quando il settore pubblico utilizza il proprio potere d’acquisto per agire come precursore nell’adozione di soluzioni innovative che non sono ancora in commercio su larga scala.

L’accesso agli appalti pubblici è difficile per le PMI europee e attraverso questo bando la Commissione si aspetta di aumentare la percentuale di PMI che hanno accesso al mercato degli appalti pubblici e di migliorare la visibilità e la consapevolezza dei vantaggi degli appalti di innovazione per un numero crescente di acquirenti pubblici.

Il bando ha tre obiettivi principali:

– incoraggiare la cooperazione tra gli acquirenti pubblici per promuovere l’uso degli appalti pubblici al fine di contribuire allo sviluppo di soluzioni innovative che rispondano alle loro esigenze

– aumentare l’impatto degli appalti pubblici sull’innovazione. Gli appalti pubblici possono essere utilizzati come strumento per promuovere l’innovazione in settori di forte interesse pubblico come, ad esempio, l’energia pulita (che contribuisce agli obiettivi di Parigi per la lotta al cambiamento climatico) o l’assistenza sanitaria. Ciò a sua volta incoraggerà le aziende innovative dell’UE, in particolare le PMI, a sviluppare nuove soluzioni per affrontare le sfide della società.

– collegare e stabilire sinergie con progetti di ricerca e innovazione finanziati dall’UE, quando possibile, in particolare con i due progetti finanziati dal bando COSME 2018 (omonimo di questo bando) e i c.d. progetti Innobroker finanziati nell’ambito del programma COSME (i consorzi sono invitati a prendere in considerazione anche altre iniziative dell’UE sul PPI per evitare di ripetere le stesse attività e per massimizzare l’impatto dei loro progetti).

Attraverso questo bando la Commissione sostiene la creazione di consorzi di acquirenti pubblici di almeno due paesi ammissibili: tali consorzi dovranno progettare e dare attuazione a un appalto pubblico per una soluzione innovativa (PPI). Gli acquirenti pubblici membri del consorzio acquisiranno le soluzioni innovative individuate, se possibile in modo congiunto, nel rispetto delle norme (UE e nazionali) vigenti in materia di appalti pubblici.

I consorzi che si candidano devono essere in grado di dimostrare che le soluzioni previste con l’appalto sono nuove per l’acquirente pubblico (committente), che non sono ancora in commercio su larga scala e che la soluzione (o le soluzioni) può essere replicabile e di interesse per gli acquirenti pubblici di altri Stati UE.

La proposta progettuale deve prevedere attività specifiche precisate nel bando.

Possono presentare una proposta progettuale in qualità di acquirenti pubblici enti dotati di personalità giuridica quali ad esempio:

– organizzazioni senza scopo di lucro (private o pubbliche);

– autorità pubbliche (nazionali, regionali, locali);

– università o istituti di istruzione;

– centri di ricerca;

– entità a scopo di lucro;

Il proponente deve presentare la proposta progettuale assieme ad almeno un altro soggetto di un diverso Stato ammissibile (oltre agli Stati membri UE sono ammissibili i paesi indicati qui).

Il budget disponibile per il bando ammonta a 5 milioni di euro, che andranno a co-finanziare 1/2 proposte di progetto (la Commissione si aspetta che il valore indicativo del contributo vada da 2 a 5 milioni di euro).

Il processo di selezione e valutazione segue una metodologia a 2 fasi: nella prima fase deve essere presentato il progetto in forma embrionale e una sintesi del budget (utilizzando la modulistica presente sul portale funding and tender). Fra tutti i progetti pervenuti la Commissione selezionerà i sei con i maggiori punteggi che verranno invitati a presentare la proposta completa di progetto, con il budget dettagliato, nella seconda fase (scadenza 8 giugno 2021)

Scadenza per la presentazione delle proposte progettuali (prima fase): 19/01/2021

Progetti di promozione internazionale digitale dei Consorzi – Anno 2021

Progetti di promozione internazionale digitale dei Consorzi - Anno 2021

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Il bando, approvato con Delibera della Giunta regionale n. 1270 del 28/09/2020, favorisce percorsi di internazionalizzazione delle Pmi regionali in forma aggregata, anche sui canali digitali internazionali, sostenendo le attività di promozione internazionale svolte collettivamente attraverso i Consorzi per l’internazionalizzazione.

Possono partecipare al bando i Consorzi per l’internazionalizzazione con sede nella Regione Emilia-Romagna.

Sostegno a specifici progetti aggregati di promozione internazionale digitale realizzati dai Consorzi, attinenti alle attività promozionali e a quelle permanenti di cooperazione produttiva, commerciale e tecnologica all’estero.

Spese ammissibili:

Analisi per l’adozione di servizi digitali e virtuali

Preparazione di un piano export digitale

Spese di personale – Temporary export manager e/0 Digital export manager

Spese di marketing digitale

Spese di consulenza per avvio e sviluppo di business online (b2b e b2c)

Spese di comunicazione e di promozione

Spese per il sito web

Spese di partecipazione a incontri B2B ed eventi (virtuali o in presenza)

Spese di partecipazione a fiere internazionali, sia in Italia che all’estero (virtuali o in presenza)

L’agevolazione prevista dal presente bando consiste in un contributo quantificabile fino al 50% della spesa ammissibile.

Le spese devono essere sostenute nel periodo dal 1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2021 e devono rispettare il regime d’aiuto de minimis.

Le risorse stanziate ammontano  complessivamente € 1.691.500,00

La domanda di partecipazione al contributo va compilata e trasmessa tramite l’applicazione Sfinge 2020, dalle ore 10 del 26 ottobre 2020 alle ore 16 del 15 marzo 2021.

Por Fesr 2014-2020, Asse 3, Azione 3.4.1 – Contributi ai consorzi per l’internazionalizzazione

Por Fesr 2014-2020, Asse 3, Azione 3.4.1 - Contributi ai consorzi per l’internazionalizzazione

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Il bando, approvato con delibera della Giunta Regionale n.269 del 18/02/2019, favorisce i processi di internazionalizzazione delle Pmi regionali in forma aggregata sostenendo le attività svolte collettivamente attraverso i consorzi per l’internazionalizzazione.

Possono partecipare al bando i Consorzi per l’internazionalizzazione di cui alla Legge n. 134 del 7 agosto 2012. I Consorzi per l’internazionalizzazione devono avere sede legale in Emilia-Romagna ed essere costituiti da imprese prevalentemente con sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna. Per poter accedere al contributo regionale i Consorzi dovranno essere già in possesso o aver già richiesto l’accreditamento “Entry level” o “Advanced Level” entro la data di presentazione della domanda di contributo a questo bando.

L’oggetto del presente bando è il sostegno a specifici progetti esteri aggregati realizzati dai Consorzi per l’internazionalizzazione costituiti da piccole e medie imprese industriali, commerciali e artigiane. I progetti sono attinenti alle attività promozionali e a quelle permanenti di cooperazione produttiva, commerciale e tecnologica all’estero in un’ottica di medio e lungo periodo da attuarsi in base a interventi pluriennali.

Spese ammissibili:

  • Spese promozionali
  • Spese di incoming relative alla ospitalità di operatori esteri in Emilia-Romagna
  • Spese di consulenza e accreditamento
  • Spese di partecipazione a fiere (in Italia e all’estero) in forma collettiva
  • Spese di comunicazione
  • Spese di personale e di gestione

Contributo concedibile:

L’agevolazione prevista dal presente bando consiste in un contributo quantificabile fino al 50% della spesa ammissibile. Il contributo non potrà comunque superare l’importo di 150.000 euro. Le spese devono essere sostenute nel periodo dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2020 e devono rispettare il regime d’aiuto de minimis. Saranno esclusi i progetti con spesa complessiva ritenuta ammissibile dalla Regione inferiore a 30.000 euro.

Scadenza:  17 maggio 2019.