Bando 2020 per iniziative promosse da organizzazioni della società civile e gli altri soggetti senza finalità di lucro

Bando 2020 per iniziative promosse da organizzazioni della società civile e gli altri soggetti senza finalità di lucro

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Il bando per la concessione di contributi ad iniziative proposte dalle Organizzazioni della società civile e dai soggetti senza finalità di lucro (di seguito “OSC”) è finalizzato alla selezione di iniziative da realizzarsi conformemente agli indirizzi programmatici del Documento Triennale di Programmazione e di Indirizzo 2019-2021 che la Cooperazione italiana intende contribuire a realizzare nel periodo di riferimento.

Il bando è suddiviso in 3 lotti:

  • Lotto 1 riservato alle iniziative proposte dalle OSC da realizzare nei Paesi prioritari: Egitto, Tunisia, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Burkina Faso, Niger, Senegal, Mozambico, Giordania, Iraq, Libano, Palestina, Albania, Bosnia Erzegovina, Cuba, El Salvador, Afghanistan, Myanmar, Pakistan;
  • Lotto 2 riservato alle iniziative proposte dalle OSC da realizzare nei Paesi non Prioritari in cui vi è competenza territoriale di AICS: Mali, Mauritania, Guinea, Guinea Bissau, Sierra Leone, Ciad, RCA, Eritrea, Camerun, Gibuti, Algeria, Libia, Marocco, Burundi, Tanzania, Uganda, RDC, Rwanda, Zimbabwe, Malawi, Bangladesh, Vietnam, Laos, Cambogia, Colombia, Bolivia, Ecuador, Perù, Nicaragua, Honduras, Guatemala, Costa Rica, Belize, Repubblica Dominicana, Haiti, Kosovo.

I progetti che saranno finanziati su entrambi i lotti dovranno prevedere interventi nei seguenti settori:

  • Ambiente;
  • Servizi di base, con riferimento specifico a salute e istruzione;
  • Sviluppo del settore privato, sostegno alle PMI e creazione di posti di lavoro;
  • Migrazioni e sviluppo delle comunità locali;
  • Sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile;

Considerando lo scenario in cui si troveranno ad operare le OSC, segnato dagli effetti negativi causati dalla pandemia, tutti i progetti dovranno tenere adeguatamente in conto iniziative volte a mitigare i danni causati dal Covid. Saranno valutati con un elemento di premialità progetti che si realizzeranno nei seguenti Paesi: Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad e Mauritania.

Lotto 3 riservato alle iniziative proposte dalle OSC per il finanziamento di interventi a sostegno delle comunità cristiane nelle aree di crisi in cui vi è competenza territoriale di AICS: Egitto, Tunisia, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Burkina Faso, Niger, Senegal, Mozambico, Giordania, Iraq, Libano, Palestina, Albania, Bosnia Erzegovina, Cuba, El Salvador, Afghanistan, Myanmar, Pakistan, Libia, Mali, Repubblica Centrafricana, Eritrea, Gibuti, Guinea, Guinea Bissau, Kosovo.

Nel terzo lotto sono eleggibili azioni in favore di comunità cristiane che costituiscono una minoranza nel Paese di intervento.

Organizzazioni della società civile (OSC) che alla data di scadenza della presentazione delle proposte, risultino regolarmente iscritte all’elenco di cui all’articolo 26, comma 3 della Legge n. 125/2014 e all’articolo 17 del D.M. n. 113/2015.

Le Iniziative potranno prevedere l’attivazione di partenariati tra il Soggetto Proponente e:

  • i soggetti indicati al Capo VI della Legge n. 125/2014 che, per la loro expertise e natura, apportino un contributo qualificante;
  • i partner locali, in possesso di comprovata e specifica capacità tecnica e operativa, in un’ottica non solo di promozione dell’ownership dei processi di sviluppo, ma anche di sostenibilità dell’Iniziativa nel medio-lungo termine. La presenza di almeno un partner locale è obbligatoria.

Inoltre è consentita la creazione di Associazioni Temporanee di Scopo tra OSC iscritte all’Elenco, atte a promuovere un maggiore impatto anche attraverso programmi multi-paese.

Lo stanziamento totale è di 91.013.879,00 milioni di euro ripartito come segue:

  • 000.000 euro per il Lotto 1;
  • 000.000 euro per il Lotto 2;
  • 013.879,00 euro per il Lotto 3.

Per i lotti 1 e 2 la durata deve essere compresa tra 24 e 36 mesi e il contributo massimo richiedibile non può essere superiore al 95% del costo totale dell’iniziativa e rispettare i seguenti limiti: non deve essere superiore a 1.800.000 euro per iniziative di durata triennale, a 1.200.000 euro per iniziative di durata biennale; l’importo minimo del contributo AICS per entrambe le durate è di 800.000 euro; per le Iniziative che si intendono realizzare in ATS, non deve essere superiore a 3.600.000 euro per una durata di 36 mesi.

Per il lotto 3 la durata deve essere compresa tra 12 e 24 mesi e il contributo massimo richiedibile non può essere superiore al 95% del costo totale dell’iniziativa e rispettare i seguenti limiti: non superare i 400.000 euro per iniziative di durata annuale, gli 800.000 euro per iniziative di durata biennale; l’importo minimo del contributo AICS per entrambe le durate è di 150.000 euro.

La proposta deve essere inviata entro le ore 13:00 dell’8 aprile 2021 utilizzando obbligatoriamente gli appositi modelli forniti in allegato al bando.

ENI SUD- Climate for Cities (C4C) nelle città della sponda sud del Mediterraneo

ENI SUD- Climate for Cities (C4C) nelle città della sponda sud del Mediterraneo

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Bando nel quadro dello strumento ENI per supportare e accelerare l’attuazione dei Piani d’Azione per il Clima e l’Energia Sostenibile (SECAPs) e iniziative simili volte ad aumentare la resilienza climatica e l’uso sostenibile delle risorse naturali a livello locale nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo beneficiari della politica di vicinato.

I Paesi beneficiari del bando, dove dovrà svolgersi il progetto, sono i Paesi dell’asse Sud del programma ENI, ovvero Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia.

Questo bando intende contribuire allo sviluppo umano sostenibile nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, promuovendo una transizione verso città più verdi e resilienti ai cambiamenti climatici, in linea con gli impegni assunti da questi Paesi nell’ambito dell’accordo di Parigi, e fare un uso ottimale degli strumenti di finanziamento sul clima.

Il bando promuove approcci locali integrati che avranno come risultato un miglioramento della coesione sociale a livello locale, attraverso la costruzione di partenariati tra autorità locali, società private, investitori locali, ONG e società civile.

Una proposta progettuale deve rispondere alle seguenti priorità:

1) Implementazione a livello locale dei Piani d’Azione per il Clima e l’Energia Sostenibile, parzialmente o integralmente,

2) Qualora non sia stato ancora sviluppato il SECAP, attuazione di piani alternativi (come i piani d’azione per città verdi della BERS) già sviluppati concentrati su misure sostenibili e integrate di mitigazione e/o adattamento al clima a livello locale, in linea con i piani nazionali e locali esistenti e con gli impegni internazionali dei paesi in materia di cambiamenti climatici,

3) Attuazione di misure non vincolanti per integrare e massimizzare l’impatto a livello locale delle priorità 1) e 2).

Una proposta progettuale deve riguardare le piorità 1) e 3) oppure le prioirità 2) e 3) e deve essere composta da un pacchetto coerente di attività che comprenda una combinazione di una o più componenti infrastrutturali ecocompatibili e di misure “soft”, complementari, nelle quali deve essere applicato un approccio equilibrato sotto il profilo del genere e nelle quali si devono tenere in considerazione le esigenze dei vari gruppi di popolazione (compresi quelli che si trovano nelle situazioni più vulnerabili).

Componenti infrastrutturali

  • Realizzazione delle componenti infrastrutturali di un SECAP, che possono riguardare, ad esempio: efficienza energetica negli edifici pubblici, soluzioni di energia rinnovabile, misure di efficienza idrica, illuminazione stradale efficiente dal punto di vista energetico, mobilità sostenibile e intelligente, infrastrutture di trattamento delle acque reflue, gestione dei rifiuti solidi ecc, purché possano dimostrare di contribuire agli obiettivi dell’azione per il clima.
  • Attuazione di progetti inclusivi di mitigazione del clima e/o adattamento climatico (ad es. riguardanti la preparazione alle catastrofi e gli interventi di riduzione del rischio) basati su piani già sviluppati in linea con i piani e gli impegni nazionali del Paese (come i Contributi Determinati a Livello Nazionale o i Piani di Adattamento Nazionali) e i piani di sviluppo locale sostenibile esistenti.

Componenti “soft”

– Campagne di sensibilizzazione mirate inclusive a livello municipale (per famiglie, scuole, aziende private, ecc.),

– Workshop di formazione per i rappresentanti delle amministrazioni locali/cittadine sulla gestione efficiente delle risorse naturali e sui metodi e i principi di governance urbana sostenibile,

– Supporto tecnico ai centri accademici e di ricerca nello sviluppo di nuovi programmi di istruzione o formazione che promuovono l’ecoinnovazione e la diffusione delle tecnologie verdi,

– Capacity building per le banche commerciali locali o altri attori finanziari nell’identificazione di nuovi settori di credito con un impatto climatico elevato e positivo e nello sviluppo di meccanismi di finanziamento innovativi appropriati per una più ampia replicabilità,

– Capacity building per i media locali per migliorare la loro comprensione e promozione dell’efficienza nell’uso delle risorse naturali e della resilienza di fronte ai cambiamenti climatici,

– Sviluppare piani inclusivi di preparazione alle catastrofi e di riduzione dei rischi e fornire una formazione corrispondente agli utenti interessati, come parte di interventi più ampi, che possono avere una componente infrastrutturale. Le proposte dovrebbero garantire la complementarità ed evitare duplicazioni con altre iniziative pertinenti a livello nazionale o locale.

Le proposte devono prevedere partenariati efficaci e coerenti tra un’autorità locale e gli attori locali rilevanti (comprese le ONG, le imprese private locali/gli investitori privati, le organizzazioni della società civile, gli istituti di finanziamento ed eventualmente altre municipalità) al fine di cooperare su un progetto integrato a livello locale; devono poi basarsi su piani di finanziamento bancabili sicuri e solidi, che identificano chiaramente investitori e partner finanziari e dimostrano il fermo impegno di tali partner verso la sostenibilità del progetto a lungo termine. Devono inoltre dimostrare il pieno impegno e i mezzi che l’autorità locale coinvolta nel partenariato dispone per integrare l’azione proposta all’interno del suo piano di sviluppo e per assegnare risorse umane esperte per guidare e seguire l’attuazione dell’azione.

Le proposte devono dimostrare il loro potenziale di replicabilità e/o riproduzione in scala maggiore e il loro potenziale in termini di mobilitazione di ulteriori fonti di finanziamento per progetti di mitigazione e/o adattamento ai cambiamenti climatici.

Il contributo comunitario può coprire fino al 50% delle spese ammissibili (minimo 5%) per un contributo massimo di 3.500.000 euro. Non saranno considerati per la valutazione progetti che richiedano un contributo inferiore a 2.500.000 euro. Il contributo non può coprire più del 30% della componente infrastruttura del progetto.

I progetti devono svolgersi in uno dei Paesi beneficiari del bando, essere scritti in inglese o francese e avere una durata prevista fra 36 e 48 mesi.

Scadenza- 31/03/2021

PSR 2014-2020 – Op. 16.7.1 Attuazione di strategie locali per le aree interne

PSR 2014-2020 – Op. 16.7.1 Attuazione di strategie locali per le aree interne

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Il bando sostiene azioni collettive realizzate da un partenariato pubblico-privato per l’attuazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI). Le iniziative sono circoscritte alle aree interne di cui alla Sez. 8.1 – “Partecipazione alla strategia nazionale per le aree interne” del PSR 2014-2020 (“Valli Maira e Grana”, “Valle Ossola”, “Valli di Lanzo” e “Valle Bormida”).

Il bando sostiene interventi da realizzare in due fasi:

– Fase 1 (Elaborazione delle strategie di sviluppo locale): costituzione di un partenariato fra operatori pubblici e privati per l’elaborazione e la presentazione di uno studio finalizzato a valutare fattibilità, costi e tempistiche di progetti di sviluppo locale per l’attuazione della strategia nazionale per le aree interne;

– Fase 2 (Attuazione della strategia di sviluppo locale): elaborazione e presentazione di un progetto di dettaglio degli interventi di sviluppo locale che si intendono realizzare e la relativa attuazione.

Le due fasi sopra descritte sono conseguenti l’una all’altra temporalmente.

Possono partecipare alla Fase 2 del Bando solo i partenariati rappresentati da un Capofila ammesso a finanziamento per la Fase 1.

Possono partecipare al bando gruppi di cooperazione composti da: a) enti pubblici territoriali o altri organismi di diritto pubblico; b) PMI che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi e delle priorità della politica di sviluppo rurale (comprese le loro associazioni e le organizzazioni interprofessionali); c) operatori delle filiere agricole e forestali, compresi i loro consorzi e le loro associazioni.

Il Gruppo di cooperazione deve necessariamente includere almeno una delle Unioni Montane o delle Unioni dei Comuni presenti nell’Area interna, che assume il ruolo di Capofila. Il Gruppo di cooperazione deve, inoltre, obbligatoriamente comprendere almeno un soggetto di cui alle lettere b) o c).

Sovvenzione dei costi sostenuti per la realizzazione di nuove forme di cooperazione tra partner pubblici e privati. In caso di attuazione di una strategia di sviluppo (seconda fase), il sostegno è erogato sotto forma di sovvenzione globale a copertura dei costi della cooperazione e dei costi dei progetti realizzati.

Nel caso in cui il progetto attuato rientri in un tipo di operazione contemplato da una misura del PSR diversa, si applica l’importo massimo o l’aliquota massima del sostegno prevista dal PSR per il corrispondente tipo di operazione. Il sostegno può essere concesso in conto capitale.

Il sostegno è limitato a un periodo massimo di 7 anni.

Costi ammissibili:

  • costo di elaborazione delle strategie di sviluppo locale;
  • costo dell’animazione della zona interessata al fine di rendere fattibile un progetto di sviluppo locale;
  • costi di esercizio della cooperazione;
  • costi diretti di specifici progetti legati all’attuazione della strategia di sviluppo locale.

Non è ammesso l’acquisto di attrezzature di seconda mano.

Scadenza: 30/11/2020

Call For the Regions 2020 per progetti locali a favore dell’infanzia

Call For the Regions 2020 per progetti locali a favore dell’infanzia

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Dalla sua nascita nel 2003 UniCredit Foundation ha come obiettivo quello di contribuire allo sviluppo della solidarietà e della filantropia in tutti i Paesi in cui il Gruppo opera. Il nuovo ambito strategico dell’attività della Fondazione nel sociale è il supporto all’infanzia e dell’adolescenza realizzato attraverso modalità e strumenti diversi.

A tal fine la Fondazione a luglio ha lanciato la “Call for the Regions 2020 – Iniziativa rivolta a sostenere progetti a favore dell’infanzia attraverso le Region di UniCredit”, con l’obiettivo di sostenere progetti in favore dell’infanzia di carattere prevalentemente locale.

I progetti dovranno presentare le seguenti caratteristiche:

  • avere come principale obiettivo il sostegno all’infanzia (0-18 anni)
  • rappresentare appieno le sensibilità e le priorità della comunità territoriale di riferimento;
  • avere elevate capacità di generare un impatto sociale positivo nel medio-lungo periodo.

Possono presentare domanda le organizzazioni non profit costituite prima del 31 dicembre 2018.

La Fondazione ha destinato complessivamente € 350.000 all’iniziativa.

Per ognuna delle 7 Region (Nord Ovest, Lombardia, Nord Est, Centro Nord, Centro, Sud, Sicilia) saranno selezionati 3 progetti che riceveranno un contributo di € 50.000 complessivo per Region.

Gli enti non profit che desiderano partecipare alla Call dovranno presentare il proprio progetto alla Region di riferimento entro il 15 ottobre 2020. Saranno infatti le 7 Region a raccogliere e presentare a Unicredit Foundation i progetti meritevoli di sostegno.

PSR 2014-2020 – Op. 16.7.1 Attuazione di strategie locali per le aree interne

PSR 2014-2020 – Op. 16.7.1 Attuazione di strategie locali per le aree interne

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Il bando sostiene azioni collettive realizzate da un partenariato pubblico-privato per l’attuazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI). Le iniziative sono circoscritte alle aree interne di cui alla Sez. 8.1 – “Partecipazione alla strategia nazionale per le aree interne” del PSR 2014-2020 (“Valli Maira e Grana”, “Valle Ossola”, “Valli di Lanzo” e “Valle Bormida”).

Il bando sostiene interventi da realizzare in due fasi:

– Fase 1 (Elaborazione delle strategie di sviluppo locale): costituzione di un partenariato fra operatori pubblici e privati per l’elaborazione e la presentazione di uno studio finalizzato a valutare fattibilità, costi e tempistiche di progetti di sviluppo locale per l’attuazione della strategia nazionale per le aree interne;

– Fase 2 (Attuazione della strategia di sviluppo locale): elaborazione e presentazione di un progetto di dettaglio degli interventi di sviluppo locale che si intendono realizzare e la relativa attuazione.

Le due fasi sopra descritte sono conseguenti l’una all’altra temporalmente.

Possono partecipare alla Fase 2 del Bando solo i partenariati rappresentati da un Capofila ammesso a finanziamento per la Fase 1

Possono partecipare al bando gruppi di cooperazione composti da: a) enti pubblici territoriali o altri organismi di diritto pubblico; b) PMI che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi e delle priorità della politica di sviluppo rurale (comprese le loro associazioni e le organizzazioni interprofessionali); c) operatori delle filiere agricole e forestali, compresi i loro consorzi e le loro associazioni.

Il Gruppo di cooperazione deve necessariamente includere almeno una delle Unioni Montane o delle Unioni dei Comuni presenti nell’Area interna, che assume il ruolo di Capofila. Il Gruppo di cooperazione deve, inoltre, obbligatoriamente comprendere almeno un soggetto di cui alle lettere b) o c).

Scadenza: 31/10/2020

Building Collective Intelligence to Support Local Governments

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Il 10 dicembre 2019 la Urban Europe Research Alliance (UERA) ospiterá una sessione speciale alla conferenza 2019 sulla pianificazione intelligente e sostenibile per città e regioni. La conferenza é organizzata in collaborazione con diversi attori, tra i quali JPI Urban Europe.

La sessione si colloca sul tema Societal, Research and Innovation Challenges in Integrated Planning and Implementation of Smart and Energy-efficient Urban Solutions e sará focalizzata su come supportare i governi locali in Italia e in tutta Europa.

L’evento mira a riunire una vasta gamma di stakeholders chiave intorno alla pianificazione integrata e all’implementazione di soluzioni intelligenti ed energeticamente efficienti nelle città, per discutere non solo su come gli sforzi per rendere le città più sostenibili possano essere intensificati e realizzare una replica più ampia nel prossimi anni, ma anche quale agenda per la ricerca e l’innovazione dovrebbe essere definita al fine di costruire una maggiore intelligenza collettiva e capacità trasformativa a supporto dei governi locali, non solo nell’ambito di Horizon Europe ma anche nell’ambito delle agende nazionali di ricerca e innovazione e nell’ambito della Ricerca strategica e innovazione di JPI Urban Europ Agenda 2.0 (SRIA 2.0).

L’obiettivo di questo evento è raccogliere messaggi chiave, non solo per le nuove agende politiche, ma anche per un’agenda di ricerca e innovazione fortemente ambiziosa incentrata sugli approcci integrati per la pianificazione e l’attuazione, che saranno trasferiti ai responsabili politici nazionali e al Mission Board on Smart and Climate-neutral Cities e altri organi di missione pertinenti.

Per maggiori informazioni, consultare la pagina web dell’evento.

L’UE per i Comuni albanesi: sostegno di IPA II per aiutare i comuni albanesi a sviluppare le loro potenzialità

L'UE per i Comuni albanesi: sostegno di IPA II per aiutare i comuni albanesi a sviluppare le loro potenzialità

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La Commissione europea, servizio EuropeAid, ha pubblicato un bando nel quadro di IPA II per sostenere lo sviluppo delle potenzialità dei comuni albanesi e migliorare l’ambiente e le condizioni socio-economiche delle loro comunità locali.

Una proposta progettuale deve essere volta a realizzare (entrambi) i seguenti obiettivi:

– Aumentare gli standard delle infrastrutture municipali per consentire servizi pubblici di qualità e sviluppare il potenziale economico locale,

– Supportare i comuni nell’attuazione dei loro obiettivi di sviluppo strategico e dei loro piani strategici, compreso l’assorbimento dei fondi dell’UE e nel rispetto delle norme dell’UE.

Settori/temi di intervento:

  1. a) decentramento e rafforzamento delle capacità dei governi locali,
  2. b) sviluppo economico locale e creazione di posti di lavoro,
  3. c) accesso e qualità di servizi pubblici come istruzione, ambiente, cultura, sport,
  4. d) responsabilizzazione dei giovani,

Priorità: sostenere i comuni nei seguenti settori: creazione di posti di lavoro e sviluppo economico locale, empowertment dei giovani, istruzione, sport, ambiente, cultura e altre infrastrutture municipali di base.

Il soggetto proponente deve aver sede in uno Stato UE e rientrare in una delle seguenti categorie: ONG, associazioni regionali o locali di autorità locali, enti pubblici o enti delegati competenti di un dipartimento governativo di uno Stato membro UE. Il proponente deve presentare la proposta progettuale assieme a almeno un co-proponente con sede in Albania (i co-proponenti possono essere al massimo due ed è richiesto che almeno uno dei due sia stabilito in Albania).

Il progetto deve avere una durata prevista compresa fra i 30 e i 42 mesi; le azioni del progetto devono realizzarsi in Albania.

Il bando finanzierà un solo progetto. Il contribuito potrà coprire fino al 95% dei costi ammissibili per un massimo di 2,5 milioni di euro; non saranno presi in considerazione progetti che richiedano un contributo inferiore a 2 milioni di euro (il contributo richiesto deve in ogni caso essere superiore o pari ad almeno il 75% dei costi ammissibili di progetto).

La scadenza per la presentazione delle proposte progettuali è il 7 gennaio 2020.

WiFi4EU

WiFi4EU -terzo bando

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Giovedì 19 settembre aprirà il terzo bando WiFi4EU. L’iniziativa è finanziata dal Meccanismo per collegare l’Europa – settore Telecomunicazioni ed è creata per offrire connettività WiFi gratuita per cittadini e visitatori delle città europee in luoghi pubblici come piazze, edifici pubblici, biblioteche, parchi, centri sanitari ecc.

 

Attraverso questo bando, come con i due precedenti, vengono erogate sovvenzioni per l’installazione di hotspot WiFi nei comuni (o enti equivalenti) dell’UE, oltre che di Islanda e Norvegia, per una connettività gratuita che contribuirà a colmare il digital divide, in particolare nelle comunità in ritardo in termini di alfabetizzazione digitale (comprese zone rurali e comunità remote), e a migliorare l’accesso ai servizi online, come quelli della sanità elettronica, promuovendo così anche lo sviluppo di PMI locali che puntano sull’innovazione di prodotti e servizi digitali.

 

Le sovvenzioni saranno erogate in forma di voucher del valore di 15.000 euro. Per farne richiesta i comuni interessati devono registrarsi sul portale WiFi4EU e inviare la richiesta nei tempi di apertura del bando. La richiesta deve essere accompagnata dalla “prova dell’approvazione”, da parte del rappresentante legale del comune, dalla copia dell’atto di nomina dello stesso e della sua carta d’identità. Le domande di finanziamento saranno selezionate in base all’ordine di presentazione ma sarà garantita un’equa distribuzione territoriale: in particolare ad ogni Stato ammissibile saranno garantiti almeno 15 voucher e inoltre per nessuno Stato il numero totale di voucher può superare l’8% del budget del bando.

 

Il voucher copre i costi delle attrezzature e delle installazioni degli hot-spot WiFi che soddisfano i requisiti richiesti fino a un massimo di 15.000 euro: se i costi sopportati sono superiori, la differenza è a carico del comune beneficiario. Attrezzature e installazione possono essere destinate a realizzare una nuova rete WiFi pubblica oppure a potenziare o estenderne una esistente.

 

Il budget di questo terzo bando ammonta a 26,7 milioni di euro e consentirà l’erogazione di 1.780 voucher. I comuni che risulteranno assegnatari di un voucher avranno un anno e mezzo per installare e mettere in funzione gli hot-spot, selezionando i centri della vita pubblica da coprire con il WiFi e appaltando a uno o più fornitori l’installazione delle apparecchiature. Dopo la messa in funzione i Comuni dovranno garantire la connessione WiFi gratuita per almeno 3 anni (i costi di abbonamenti internet ed eventuali costi di manutenzione sono a carico del Comune).

 

Sul portale WiFi4EU devono essere registrati anche i fornitori di servizi, indicando dove operano, così i comuni potranno consultarne l’elenco ed eventualmente avvalersene per le proprie procedure d’appalto; dovranno in ogni caso essere registrati al termine dell’esecuzione dei lavori per poter riscattare il buono, dopo che saranno state fatte le opportune verifiche di operatività della rete locale. Il voucher assegnato a un comune deve essere incassato da un solo fornitore (non può essere frazionato fra più fornitori).

 

Le registrazioni già fatte –sia dai comuni sia dai fornitori- in occasione dei bandi precedenti restano valide e, in caso di cambiamenti del legale rappresentante, è possibile aggiornare la documentazione già inviata.

Il bando resterà aperto fino al 20 settembre alle 17.

Gli organizzatori sottolineano che nel bando precedente, pubblicato lo scorso aprile, per i 3.400 voucher da assegnare sono arrivate 10.000 domande, e che il 98% dei voucher disponibili sono stati assegnati nei primi 60 secondi di apertura del bando.

Horizon 2020 –Sfide sociali e arte – Pilastro Sfide Sociali

Horizon 2020 –Sfide sociali e arte Pilastro Sfide Sociali

 

Mentre l’arte ha valore in sé e per sé, le arti si sono anche impegnate direttamente con le sfide sociali quali disuguaglianze, migrazione, cambiamenti climatici e ambientali, giustizia sociale, conflitti e violenza. Tuttavia, vi è una sostanziale frammentazione in quanto gli artisti e le organizzazioni artistiche che condividono preoccupazioni comuni spesso non interagiscono o si collegano tra generi artistici o posizioni geografiche. Sono ancora necessari migliori metodi multidisciplinari per catturare, valutare e sfruttare l’impatto sociale delle arti. Inoltre, il potenziale delle arti e della ricerca artistica per generare soluzioni alternative o non convenzionali alle sfide sociali attuali ed emergenti rimane in gran parte inutilizzato.

Le proposte dovrebbero identificare e studiare le produzioni artistiche che hanno generato nuove riflessioni, coinvolgimento e possibilmente azioni riguardanti le sfide sociali contemporanee vissute in Europa. In tal modo, dovrebbero acquisire e analizzare motivazioni, filosofie, modalità di coinvolgimento e impatto da una prospettiva comparativa, geograficamente equilibrata e multidisciplinare. Dovrebbero identificare e analizzare i progetti e le azioni che sono riusciti a mobilitare membri delle nostre società per una causa comune, comprese le parti della società che potrebbero non essere raggiunte da tali iniziative e identificare i loro fattori di successo come base per le raccomandazioni ai responsabili politici.

Un’attenzione particolare dovrebbe essere rivolta alle produzioni artistiche, comprese quelle partecipative, che danno voce a gruppi e individui emarginati o disimpegnati. La penetrazione della comunità e i meccanismi di diffusione, compreso il ruolo delle tecnologie digitali per fornire accesso alle arti, dovrebbero essere studiati così come gli ostacoli al coinvolgimento. Dovrebbe essere affrontata la relazione tra arte e democrazia e tra arte e resilienza individuale o comunitaria. Le proposte dovrebbero anche prendere in considerazione il ruolo delle identità e delle tradizioni locali, regionali e nazionali, delle tendenze intellettuali globali ed europee e dei movimenti sociali nella formazione delle rappresentazioni artistiche. L’analisi storica e altri approcci pertinenti delle scienze sociali e umanistiche potrebbero essere utilizzati come rilevanti. Anche l’imprenditorialità artistica e i collegamenti con le industrie culturali e creative potrebbero essere affrontati. Ove pertinente, potrebbe essere preso in considerazione l’impatto delle politiche, dei finanziamenti, delle politiche nazionali e regionali o locali sulle arti.

Sono incoraggiate ricerche e risultati basati sulla pratica sotto forma di produzione artistica (ad esempio mostre, spettacoli, arti performative e visive, media digitali, arti della comunità).

DESTINATARI: Artisti, professionisti culturali, operatori della cultura, vasto pubblico, decisori politici, stakeholders, rappresentanti della società civile.

Scadenza: 14 marzo 2019

Horizon 2020 –Approcci collaborativi al patrimonio culturale per la coesione sociale- Pilastro Sfide Sociali

Horizon 2020 –Approcci collaborativi al patrimonio culturale per la coesione sociale- Pilastro Sfide Sociali

Mentre una missione chiave del settore dei beni culturali è fornire un accesso inclusivo, alcuni gruppi socio-culturali non sono ancora sufficientemente integrati nelle esperienze del patrimonio culturale. La sfida consiste nel migliorare la progettazione di esperienze culturali migliorando gli approcci partecipativi e collaborativi e promuovendo la comprensione culturale reciproca e le strategie resilienti.

Le proposte dovrebbero sviluppare strategie per promuovere approcci collaborativi e partecipativi agli incontri culturali attraverso canali di comunicazione come piattaforme di social media, approcci partecipativi, arte e attività in co-design. Le proposte dovrebbero considerare il patrimonio sia tangibile che intangibile, ricercando nuove applicazioni e strumenti che consentano un approccio più inclusivo come la codifica digitale degli oggetti o la co-creazione di memorie sociali e basate sul luogo. Dovrebbe essere promosso il coinvolgimento attivo e l’impegno con diversi gruppi o comunità, come migranti e altre comunità a rischio di esclusione. Le proposte dovrebbero progettare opzioni per questi gruppi sociali per rivedere o modellare contenuti sia contemporanei che storici, contribuire con nuovo materiale o personalizzare il patrimonio culturale e il contenuto delle materie umanistiche digitali in modo significativo ed efficace. Gli strumenti e le applicazioni collaborativi dovrebbero aiutare i settori del turismo culturale e le istituzioni del patrimonio culturale, le ONG, le organizzazioni di comunità, ecc. in Europa e oltre, per migliorare l’analisi e la comprensione delle culture e delle comunità.

La Commissione ritiene che le proposte che richiedono un contributo dell’UE tra 3 e 4 milioni di euro consentirebbero di affrontare adeguatamente questa specifica sfida. Ciò nonostante, ciò non preclude la presentazione e la selezione di proposte che richiedono altri importi.

L’azione contribuirà a promuovere la diversità culturale e la coesione sociale e il riconoscimento di molteplici identità e voci. Avrà anche un impatto positivo sulle istituzioni culturali attirando contributi e promuovendo il coinvolgimento di nuovi pubblici. Inoltre, l’azione fornirà discipline come l’informatica, il design e le scienze sociali e umanistiche con nuovi strumenti di ricerca.

Possono partecipare:

  • Agenzie di sviluppo
  • Amministrazioni locali
  • Amministrazioni Regionali
  • Amministrazioni nazionali
  • Organizzazioni non profit
  • Organizzazioni culturali
  • Società private
  • Associazioni
  • Fondazioni
  • Associazioni e Istituzioni culturali
  • Istituti di statistica
  • Industrie culturali e creative

Scadenza: 14 marzo 2019.

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