SEE BEYOND: aperto il bando per prevenire e contrastare la violenza di genere

SEE BEYOND: aperto il bando per prevenire e contrastare la violenza di genere

Il Mediterranean Women’s Fund (ffmed) ha pubblicato una call nell’ambito del progetto SEE BEYOND, rivolta alle organizzazioni impegnate nella prevenzione e/o nel contrasto alla violenza di genere.

SEE BEYOND è un progetto triennale cofinanziato dall’Unione europea attraverso il programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), strand Daphne, e realizzato da un consorzio composto da Calala Fondo de Mujeres, Ecumenical Women’s Initiative (EWI) e ffmed. L’iniziativa prosegue il progetto SEE CHANGE, cofinanziato dall’UE e attivo nel periodo 2024-2026.

Il progetto mira a rafforzare la prevenzione della violenza di genere, migliorare la protezione e il sostegno alle vittime e alle sopravvissute e contribuire all’attuazione efficace della Direttiva (UE) 2024/1385 sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. Il consorzio intende sviluppare rapporti fondati su dialogo, flessibilità e responsabilità reciproca.

Possono candidarsi al bando le organizzazioni ufficialmente registrate in Albania, Croazia, Cipro, Francia, Grecia o Italia, che realizzino il progetto in uno o più di questi Paesi. Le proposte devono contribuire alla prevenzione e/o al contrasto della violenza di genere.

Scadenza: 15 ottobre 2026

Bando CoPower per contrastare la violenza di genere

Bando CoPower per contrastare la violenza di genere

È aperto il Bando CoPower, promosso nell’ambito di Connecting Power, un’azione finanziata dal programma CERV-2025-DAPHNE e coordinata da Oxfam Italia insieme a We World, Action Aid Hellas e ABD.

L’iniziativa mira a rafforzare le organizzazioni della società civile impegnate nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere, attraverso interventi inclusivi e basati su un approccio intersezionale.

Per l’Italia il bando mette a disposizione 300.000 euro di sovvenzioni a cascata, suddivisi in 200.000 euro per la prima fase di selezione e 100.000 euro per la seconda, con l’obiettivo di sostenere almeno 10 progetti. Le sovvenzioni, comprese tra 5.000 e 50.000 euro, potranno finanziare iniziative presentate da singole organizzazioni o piccoli partenariati, con particolare attenzione alle Organizzazioni della Società Civile (OSC) di base e alle realtà di piccole e medie dimensioni.

Il bando prevede due linee di intervento:

  1. la prima riguarda il rafforzamento dei sistemi di protezione e supporto per donne e ragazze vittime e sopravvissute alla violenza di genere, attraverso servizi personalizzati e accessibili, tra cui accoglienza, assistenza medica e supporto psicologico;
  2. la seconda è dedicata alla riduzione delle pratiche dannose, tra cui mutilazioni genitali femminili, matrimoni precoci e forzati, violenza legata al cosiddetto “onore”, aborto e sterilizzazione forzati e pratiche di conversione.

Beneficiari sono le Organizzazioni della Società Civile che operano in Italia e che intendono realizzare interventi riconducibili a una delle due linee previste.

Per la prima fase, le proposte dovranno prevedere un importo fisso di 5.000, 20.000, 25.000 o 50.000 euro, una durata compresa tra 6 e 20 mesi e attività realizzate sul territorio italiano.

Scadenza: 23 novembre 2026

FAMI: 77 milioni di euro per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi a livello locale

FAMI: 77 milioni di euro per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi a livello locale

La Commissione europea ha aperto una nuova manifestazione di interesse nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), destinata a sostenere le autorità locali e regionali nell’attuazione di misure di integrazione rivolte ai cittadini di Paesi terzi.

L’iniziativa dispone di una dotazione indicativa di 77 milioni di euro e punta a rafforzare la capacità dei territori di fornire servizi essenziali e costruire comunità più inclusive, contribuendo al tempo stesso alla gestione delle sfide migratorie.

L’Azione Specifica si concentra su due obiettivi principali. Il primo riguarda la fornitura integrata di servizi, attraverso il finanziamento di iniziative multisettoriali in grado di collegare sanità, istruzione, occupazione e supporto psicosociale. Tra gli interventi previsti figurano centri per l’integrazione e sportelli unici in cui concentrare servizi come assistenza documentale, corsi di lingua, orientamento professionale e consulenza abitativa.

Il secondo obiettivo è dedicato allo sviluppo di soluzioni abitative innovative che favoriscano l’accesso a un alloggio sicuro e dignitoso, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili. Le progettualità potranno includere modelli di edilizia modulare, formule di coabitazione e housing misto aperte sia ai cittadini europei sia ai cittadini di Paesi terzi, oltre ad approcci ispirati al modello “Housing First” e a servizi integrati per sostenere l’inclusione a lungo termine.

I beneficiari ammissibili comprendono città, comuni, autorità regionali e agenzie locali, mentre sono fortemente incoraggiate le partnership con organizzazioni della società civile e associazioni guidate da migranti. Ogni Stato membro, attraverso la propria Autorità di Gestione AMIF, potrà presentare una sola candidatura contenente fino a due proposte progettuali.

Il contributo richiesto dovrà essere compreso tra 800.000 euro e 7,5 milioni di euro per progetto, con un tasso di cofinanziamento europeo fino al 90%, superiore rispetto alla percentuale ordinaria prevista dai programmi AMIF. Le attività finanziate dovranno essere coerenti con il regolamento del fondo, con le politiche europee di integrazione e inclusione e con il Piano d’Azione per l’Integrazione e l’Inclusione 2021-2027.

Le Autorità di Gestione AMIF degli Stati membri dovranno presentare le candidature alla Commissione europea entro il 2 ottobre 2026.

Scadenza: 2 ottobre 2026

ESF+ EaSI 2026: nuovo bando per affrontare le sfide del distacco dei lavoratori

ESF+ EaSI 2026: nuovo bando per affrontare le sfide del distacco dei lavoratori

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo bando ESF-2026-POW, finanziato nell’ambito del programma Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), componente Employment and Social Innovation (EaSI), dedicato al tema del distacco dei lavoratori e al miglioramento della cooperazione amministrativa tra Stati membri.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sostenere il rispetto delle condizioni di lavoro, la trasparenza delle informazioni disponibili e la tutela dei lavoratori in mobilità all’interno dell’Unione europea.

Secondo la Commissione europea, i lavoratori distaccati rappresentano una categoria particolarmente esposta a fenomeni di sfruttamento, precarietà e violazioni dei diritti sociali.

Per questo il bando intende promuovere iniziative che si concentrano su una delle tre linee di intervento previste:

  1. cooperazione tra autorità competenti, grazie a scambi di informazioni, visite congiunte e programmi di formazione;
  2. informazione, mediante strumenti digitali e servizi informativi rivolti a lavoratori e imprese;
  3. dati, attraverso attività di ricerca e raccolta dati sulle condizioni dei lavoratori distaccati e sui processi di mobilità transnazionale.

La dotazione finanziaria complessiva disponibile è pari a 4 milioni di euro e la Commissione europea prevede di finanziare tra 2 e 7 progetti, con un tasso di cofinanziamento europeo pari all’80% dei costi eleggibili.

Possono partecipare enti pubblici e privati, organizzazioni non profit, università, centri di ricerca, organizzazioni della società civile e parti sociali provenienti dai Paesi ammissibili al programma. Le candidature dovranno essere presentate da consorzi composti da almeno tre soggetti di tre diversi Stati membri dell’UE.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 6 ottobre 2026.

Scadenza: 6 ottobre 2026

Proprietà intellettuale: riapre il Fondo PMI per la protezione dei diritti

Proprietà intellettuale: riapre il Fondo PMI per la protezione dei diritti

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Dal 20 ottobre 2025 le piccole e medie imprese europee possono nuovamente accedere ai voucher del programma “Ideas Powered for Business – SME Fund”, l’iniziativa della Commissione europea, gestita dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), dedicata alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale (IP).

Il programma, avviato come progetto pilota nel 2021, ha già sostenuto oltre 95.000 PMI in tutta l’Unione, contribuendo a rafforzare la competitività, l’innovazione e la tutela delle idee attraverso il rimborso dei costi legati alla registrazione di marchi, design, brevetti e varietà vegetali.

Le agevolazioni prevedono rimborsi fino al 75% per le domande di diritti di proprietà intellettuale e fino al 90% per i servizi di IP Scan, a seconda del Paese o della regione di appartenenza dell’impresa.

Possono fare domanda le PMI con sede nell’Unione europea e in Ucraina. Le richieste possono essere presentate direttamente dal titolare dell’impresa, da un dipendente o da un rappresentante esterno autorizzato.

I contributi vengono erogati sotto forma di voucher e rimborsati direttamente sul conto bancario dell’impresa beneficiaria. In particolare, tornano accessibili tre strumenti di finanziamento:

  • Voucher 1 – IP Scan (servizi di pre-diagnosi e enforcement dei diritti IP);
  • Voucher 2 – Marchi e design, per registrare e proteggere l’identità visiva e commerciale dell’impresa;
  • Voucher 3 – Brevetti, per tutelare le innovazioni tecniche e le soluzioni industriali.

Il fondo resterà attivo fino al 5 dicembre 2025.

Scadenza: 5 dicembre 2025

FAMI: Bando 2025 per Azioni transnazionali su migrazione e integrazione

FAMI: Bando 2025 per Azioni transnazionali su migrazione e integrazione

Nell’ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (FAMI) è aperto un nuovo bando per Azioni transnazionali che scade il 16 settembre 2025.

La Call dispone complessivamente di 34 milioni di euro per finanziare progetti focalizzati sui seguenti topic (ciascuna candidatura può riguardare un solo topic):

1) AMIF-2025-TF2-AG-INTE-01-WOMEN: Sostegno a misure per l’integrazione economica e sociale delle donne migranti (budget disponibile: € 9.000.000)

L’obiettivo è promuovere l’integrazione socio-economica delle donne migranti e migliorare il sostegno a loro fornito.

I progetti proposti dovrebbero includere una o più delle seguenti attività (elenco non esaustivo):

  • Attività per aumentare la consapevolezza delle donne migranti sulle opportunità e i diritti correlati al lavoro, comprese attività di sensibilizzazione e responsabilizzazione per i gruppi vulnerabili, ad es. donne con basso livello di istruzione, scarsa esperienza lavorativa o che hanno subito un trauma.
  • Approcci integrati per il sostegno all’integrazione nel mercato del lavoro (consulenza e formazione sul lavoro, formazione linguistica, attività di aggiornamento e riqualificazione) e corsi di integrazione civica per le donne migranti, tenendo conto anche delle altre necessità (ad es. accesso a strutture per l’infanzia, alloggi, assistenza sanitaria o sostegno psicosociale).
  • Programmi di mentoring volti a migliorare l’integrazione sociale ed economica delle donne migranti.
  • Attività per aumentare la partecipazione sociale, culturale e politica delle donne migranti nelle comunità locali.
  • Attività per co-progettare, assieme a donne migranti/organizzazioni rappresentative dei loro interessi, misure di sostegno all’integrazione.
  • Attività di formazione e sensibilizzazione dei funzionari pubblici e dei professionisti (ad es. nei servizi pubblici per l’impiego e nelle autorità responsabili pertinenti) sulle esigenze specifiche e la situazione delle donne migranti (in particolare le madri migranti) nell’accesso al sostegno all’integrazione e ai servizi pubblici.
  • Conferenze, workshop e attività di apprendimento reciproco per lo scambio di esperienze e la diffusione di buone pratiche in materia di sostegno all’integrazione delle donne migranti tra i responsabili politici e gli operatori del settore.

2) AMIF-2025-TF2-AG-INTE-02-HEALTH: Accesso all’assistenza sanitaria (budget disponibile: € 9.000.000)

L’obiettivo è garantire che i migranti possano integrarsi efficacemente nei sistemi sanitari esistenti, piuttosto che rendere necessari cambiamenti ai sistemi stessi.

Le proposte progettuali dovrebbero includere una o più delle seguenti attività (elenco non esaustivo):

  • Attività per aumentare la consapevolezza dei migranti in merito ai diritti e opportunità correlati all’assistenza sanitaria, comprese attività di sensibilizzazione per i gruppi vulnerabili (ad es. migranti con basso livello di istruzione, migranti con esigenze specifiche, anziani), oltre ad attività mirate specificamente a sensibilizzare le donne migranti, nonché attività volte a sensibilizzare sull’assistenza sanitaria mentale, la prevenzione e la salute sessuale e riproduttiva, in particolare per i giovani migranti e i minori non accompagnati nella fase di transizione verso l’età adulta.
  • Attività per co-progettare, con migranti, donne migranti e organizzazioni rapprrsentative dei loro interessi, misure di sostegno all’integrazione legate all’assistenza sanitaria.
  • Seminari di formazione, apprendimento reciproco e attività di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza dei funzionari pubblici, compresi i responsabili politici, e dei professionisti sulle esigenze specifiche e la situazione dei migranti e delle donne migranti nell’accesso all’assistenza sanitaria.
  •  Conferenze, workshop e attività di apprendimento reciproco per lo scambio di esperienze e la diffusione di buone pratiche tra i responsabili politici e gli operatori del sostegno all’integrazione.in relazione all’accesso effettivo alle cure sanitarie dei migranti e delle donne migranti in particolare.

3) AMIF-2025-TF2-AG-INTE-03-DIGITAL: Migliorare le competenze digitali tra i migranti (budget disponibile: € 5.000.000)

L’obiettivo è sostenere progetti che integrino e si basino sulle iniziative UE esistenti per lo sviluppo delle competenze digitali, anche nel settore dell’istruzione, concentrandosi sui migranti e sulle sfide specifiche che devono affrontare, sia per quanto riguarda il loro livello di alfabetizzazione digitale che l’accesso all’istruzione e formazione.

Le proposte progettuali dovrebbero includere una o più delle seguenti attività (elenco non esaustivo):

  • Attività volte ad acrescere le competenze digitali dei migranti, in particolare per l’occupazione, e comprendenti la formazione per i migranti, nonché lo sviluppo di materiali, strumenti e buone pratiche per i professionisti che lavorano al miglioramento delle competenze digitali dei migranti.
  • Attività mirate allo sviluppo di competenze specifiche per professionisti del settore IT da parte dei migrantii, nonché allo sviluppo di materiali, strumenti e buone pratiche per i professionisti che lavorano al miglioramento delle competenze digitali dei migranti.
  • Attività mirate ad accrescere le competenze digitali di determinate categorie di migranti, quali donne, anziani, persone con disabilità o analfabete.
  • Approcci innovativi all’apprendimento delle competenze digitali, in particolare per quanto riguarda l’intercettazione e l’insegnamento a categorie di migranti con scarse competenze digitali, come anziani, donne, analfabeti, migranti con disabilità.
  •  Conferenze, workshop e attività di apprendimento reciproco per lo scambio di esperienze e la diffusione di buone pratiche in relazione al miglioramento delle competenze digitali dei migranti e in particolare di quelle categorie di migranti con maggiori difficoltà, come donne, anziani, analfabeti e migranti con disabilità.

4) AMIF-2025-TF2-AG-INTE-04-PATHWAYS: Percorsi complementari legati all’istruzione (budget disponibile: € 5.000.000)

L’obiettivo è accrescere l’impatto e la sostenibilità dei percorsi complementari legati all’istruzione aumentando il numero di posti offerti ai rifugiati e la qualità dei programmi.

Le proposte dovrebbero includere una o più delle seguenti attività (elenco non esaustivo):

  • Matching tra studenti bisognosi di protezione internazionale e opportunità di istruzione/programmi accademici/istituti di istruzione superiore o istituti riconosciuti che offrono istruzione e formazione professionale.
  • Coinvolgimento multi-stakeholder a livello nazionale, regionale e locale (autorità nazionali, regionali e locali, comunità locali, università, associazioni studentesche, organizzazioni della società civile, comunità della diaspora) per facilitare l’integrazione degli studenti rifugiati nel Paese di destinazione, fornendo un sostegno su misura (alloggio, corsi di lingua, supporto mentale e sociale, supporto amministrativo, consapevolezza culturale).
  • Attività di orientamento per migliorare le prospettive di indipendenza degli studenti bisognosi di protezione internazionale dopo il completamento degli studi, al fine di accedere a opportunità di ricerca/studi avanzati, stage/ tirocini e lavoro.
  • Conferenze, workshop e attività di apprendimento reciproco finalizzate a sensibilizzare sui percorsi educativi dei rifugiati e a diffondere buone pratiche sull’ideazione, l’attuazione e lo sviluppo di questi percorsi, rivolte ad autorità nazionali e locali, personale universitario e settore privato.

5) AMIF-2025-TF2-AG-INTE-05-CHILDREN: Misure per sostenere gli Stati membri nell’ambito della protezione dei minori migranti (budget disponibile: € 6.000.000)

L’obiettivo è stimolare e sostenere lo sviluppo di capacità e la condivisione di conoscenze ed esperienze tra le autorità nazionali e altre parti interessate su come condurre la valutazione dell’età in conformità con l’approccio multidisciplinare richiesto dall’articolo 25 del Regolamento 2024/1348 sulla procedura di Asilo (APR).
Il bando è aperto a persone giuridiche stabilite in uno dei Paesi ammissibili al FAMI, che attualmente sono gli Stati UE (compreso i PTOM), escluso la Danimarca in quanto unico Stato membro che non partecipa al Fondo. Il bando è aperto anche ad organizzazioni internazionali.

I progetti da candidare devono essere presentati da un consorzio costituito da:

  • per i topic 1, 2 e 3: almeno 5 beneficiari di 5 diversi Stati UE. Enti a scopo di lucro non possono essere coordinatori di progetto.
  • per il topic 4: almeno 3 beneficiari di 3 diversi Stati UE. Enti a scopo di lucro non possono essere coordinatori di progetto.
  • per il topic 5: almeno 3 beneficiari di 2 diversi Stati UE, di cui almeno un’autorità nazionale responsabile della valutazione dell’età per Stato membro partecipante. Enti a scopo di lucro non possono essere coordinatori o co-beneficari di progetto.

Il cofinanziamento UE potrà coprire fino al 90% dei costi totali ammissibili del progetto proposto. La sovvenzione richiesta sarà compresa tra:

  • € 1.500.000 e € 3.000.000 per i progetti inerenti i topic 1 e 2
  • € 1.5000.000 e € 2.000.000 per i progetti inerenti i topic 3 e 4
  • € 400.000 e € 3.000.000 per i progetti inerenti il topic 5

La durata massima dei progetti deve essere di 36 mesi; di 24 mesi nel caso di progetti che rientrano nel topic 5.

Scadenza: 16 settembre 2025

FAMI: bando per campagne di sensibilizzazione e informazione sui rischi della migrazione irregolare

FAMI: bando per campagne di sensibilizzazione e informazione sui rischi della migrazione irregolare

Nell’ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (FAMI), è stato lanciato un nuovo bando per campagne di sensibilizzazione e informazione sui rischi della migrazione irregolare in Paesi terzi selezionati e in Europa, con scadenza fissata al 1° aprile 2025.

L’obiettivo generale della call è potenziare la prevenzione della migrazione irregolare e minare il business dei trafficanti, nonché contrastare la falsa narrazione promossa dalle reti criminali e cambiare la percezione e il comportamento dei cittadini di Paesi terzi e delle figure che influenzano maggiormente le loro decisioni (famiglie, leader religiosi o di comunità, insegnanti, migranti di ritorno..) in merito alla migrazione illegale verso l’UE.

Il bando finanzierà progetti inerenti campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte ai migranti nei Paesi terzi di origine e di transito lungo le principali rotte migratorie verso l’UE, in particolare le rotte del Mediterraneo orientale, centrale e occidentale e le rotte atlantiche, la rotta dei Balcani occidentali, la Via della Seta e il confine orientale dell’UE. Le proposte devono riguardare e indicare chiaramente le rotte migratorie citate e/o uno o più dei seguenti Paesi terzi prioritari: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia ed Erzegovina, Costa d’Avorio, Egitto, Gambia, Guinea, Iraq, Kosovo, Mauritania, Montenegro, Marocco, Nigeria, Macedonia del Nord, Pakistan, Senegal, Serbia, Tunisia e Turchia.

Proposte riguardanti campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte solo alla diaspora all’interno degli Stati UE e che non coinvolgono Paesi terzi non verranno considerate.

Verranno progetti che perseguono i seguenti obiettivi specifici del bando:

  1. definire e dissipare la disinformazione: identificare e contrastare le false narrazioni diffuse dai trafficanti di migranti.
  2. informare i potenziali migranti sui rischi: fornire informazioni affidabili, concrete ed equilibrate sui rischi della migrazione irregolare durante il viaggio e dopo l’arrivo.
  3. promuovere percorsi legali: fornire informazioni sui canali legali per entrare nell’UE e sulle loro modalità, ad esempio in relazione al rilascio di visti per studiare e lavorare all’estero.
  4. fornire informazioni sulle opportunità economiche nel Paese d’origine o di transito, nonché condividere informazioni sulla reintegrazione e sul rimpatrio volontario e forzato.
  5. costruire la resilienza delle comunità locali: collaborare con attori locali fidati che sono attivamente coinvolti in attività di sensibilizzazione, come educatori e giornalisti, che idealmente continueranno a diffondere i messaggi della campagna oltre la durata del progetto.

I progetti proposti devono avere durata massima di 36 mesi.

Il bando è aperto a persone giuridiche stabilite negli Stati UE (compreso i PTOM ed escluso la Danimarca in quanto unico Paese UE che non partecipa al Fondo). Il bando è aperto anche a organizzazioni internazionali.

I progetti devono essere presentati da un consorzio costituito da almeno 3 soggetti (beneficiari) di 3 diversi Paesi UE. Gli enti a scopo di lucro non possono partecipare come beneficiari/enti affiliati.

La sovvenzione UE può coprire fino al 90% dei costi ammissibili dei progetti selezionati.

Scadenza: 1° aprile 2025

Bandi a Cascata Spoke 5

Bandi a Cascata Spoke 5

Obiettivo dello Spoke 5 di ICSC è di sviluppare metodologie per il monitoraggio delle strutture fisiche artificiali (edifici, strade ecc.) e degli ambienti naturali (corsi d’acqua, pendii ecc.) in grado di mitigare i rischi collegati al loro deterioramento. Grazie alle risorse computazionali di ICSC lo Spoke 5 realizzerà quindi i cosiddetti “gemelli digitali”, ovvero dei modelli virtuali degli ambienti e delle infrastrutture che si intendono studiare per prevederne il comportamento, in riferimento ai disastri naturali o all’evoluzione delle condizioni ambientali.

Aree Tematiche Finanziate:

1- Tutela dei beni storico-architettonici con riferimento alla Cupola del Brunelleschi.

2- Analisi della preparazione dei cittadini e della resilienza degli ecosistemi ai disastri.

3- Piattaforma integrata di gestione, visualizzazione e analisi dei dati per la digitalizzazione del sottosuolo.

4- Sviluppo di un digital twin basato su realtà aumentata a supporto dell’analisi interattiva e della mitigazione del rischio da frane e incendi in Puglia.

5- Sviluppo e fornitura di piattaforma GIS-Based per la valutazione del rischio sismico a scala territoriale e nazionale di costruzioni civili ed infrastrutture critiche.

6- Acquisizione dati (pedologici, meteorologici) da operatori pubblici e/o privati relativi ad aree scelte come caso di studio (Regione Sicilia) per implementazione di un DSS (Digital Twin) per la valutazione della pericolosità da frana superficiale.

7- Monitoraggio intelligente dei pendii attraverso tubazioni inclinometriche attrezzate con fibre ottiche e possibilità di acquisizione in continuo.

8- Valutazione speditiva del danno da frana.

Scadenza: 3 maggio 2024

Interventi di sistemazione idrogeologica di situazioni di dissesto in ambito montano, collinare e ripariale

Interventi di sistemazione idrogeologica di situazioni di dissesto in ambito montano, collinare e ripariale

Il bando promuove interventi di sistemazione idrogeologica di situazioni di dissesto in ambito montano, collinare e ripariale finalizzati anche alla resilienza dei territori, attraverso il finanziamento di progetti di intervento a tutela delle Aree Protette e di Siti della Rete Natura 2000, ovvero lungo la dorsale montana che include la rete sentieristica di collegamento con il sistema delle Aree Protette della Regione Piemonte.

L’azione sostiene investimenti non produttivi di pubblica utilità destinati alla prevenzione del rischio idrogeologico, alla sistemazione, al recupero e alla difesa del territorio con metodologie e tecniche rispettose del patrimonio naturale esistente, in particolare per:

  • il ripristino di versanti, sponde di corsi d’acqua e porzioni di territorio montano e collinare soggette a fenomeni di instabilità strutturale, erosione superficiale, degrado delle caratteristiche geotecniche di terreni e ammassi rocciosi, anche avvalendosi di tecniche di Ingegneria Naturalistica;
  • il ripristino e messa in sicurezza della viabilità e sentieristica interna alle aree protette, ovvero lungo la dorsale montana che include la rete sentieristica di collegamento con il sistema delle Aree Protette della Regione Piemonte, identificata dal percorso della GTA (Grande Traversata delle Alpi) e dalle sue più importanti diramazioni che raggiungono siti di interesse storico/archeologico/naturalistico/culturale;
  • la costituzione, protezione, recupero e il miglioramento di ambienti naturali e seminaturali finalizzati all’implementazione delle caratteristiche di resilienza dei siti interessati da fenomeni di esondazione, erosione spondale e di fondo alveo, trasporto di massa e flussi detritici.

Possono presentare domanda di finanziamento i seguenti soggetti pubblici presenti sul territorio della Regione Piemonte:

  • gli Enti gestori delle Aree protette (così come individuati dall’art. 12 della l.r. 19/2009 e s.m.i. “Testo unico sulle Aree naturali e sulla Biodiversità”, dall’art. 34, Capo II della l.r. 19/2015, “Riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali e nuove norme in materia di Sacri Monti. Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2009, n. 19”, nonché ai sensi dell’art. 8 della L. 394/1991, “Legge Quadro sulle Aree Protette”)
  • le Unioni Montane

Scadenza: 22 novembre 2023