Dal Bene confiscato al Bene riutilizzato: strategie di comunità per uno sviluppo responsabile e sostenibile

Manifestazioni di interesse per progetti territoriali di sviluppo del welfare di comunità

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Il presene avviso della Regione Puglia si pone l’obiettivo di promuovere la legalità sostenendo progetti che rendano i beni confiscati, emblemi di legalità e di rinnovate iniziative di valenza etica, sociale e culturale e di sviluppo del territorio.

Nello specifico, la misura finanzia interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata sul territorio pugliese e trasferiti al patrimonio dei Comuni, i quali, in qualità di soggetti proponenti, li possono utilizzare per attività di animazione sociale e partecipazione collettiva.

Le proposte progettuali candidabili a finanziamento da parte dei Comuni devono interessare interventi funzionali al riuso sociale dei beni, in relazione ad uno dei seguenti ambiti tematici: iniziative per la produzione di beni ed erogazione di servizi in favore delle fasce marginali ; riutilizzo di fabbricati rurali con annesso terreno per lo svolgimento di attività legate all’agricoltura sociale; recupero funzionale di alloggi da destinare a progetti pilota per percorsi di vita indipendente rivolti a disabili; interventi di cittadinanza sociale; tutela e valorizzazione del territorio; attività di co-working solidale per nuove esperienze autonome e produttive di lavoro.

Sono ammissibili le spese funzionali alla realizzazione dell’operazione e strettamente connesse alle finalità cui la proposta progettuale attende. A titolo esemplificativo e non esaustivo,rientrano le seguenti tipologie di spesa: lavori, forniture e servizi connessi alla realizzazione dell’operazione, nonché funzionali alla piena operatività di quanto oggetto di finanziamento; indennità e contributi dovuti, come per legge, ad enti pubblici e privati finalizzati all’esecuzione delle opere (permessi, concessioni, autorizzazioni, ecc.); consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo; spese di gara; assistenza giornaliera e contabilità; collaudi tecnici; progettazione; direzione lavori.

Il contributo massimo per progetto è € 1.000.000. Il Soggetto proponente può integrare l’entità del contributo ricevuto con risorse aggiuntive a proprio carico, esclusivamente a valere sulle stesse voci di spesa indicate nel quadro economico della proposta progettuale candidata.

La domanda dovrà essere presentata  via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo beniconfiscati.regione@pec.rupar.puglia.it, entro il 31/05/2021.

MISE – Piano Transizione 4.0: credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

MISE - Piano Transizione 4.0: credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

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Nell’ambito delle nuove linee di intervento del Piano Transizione 4.0, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha reso disponibile una nuova misura per le imprese che vogliono usufruire di un credito d’imposta per investimenti in beni strumentali.
La misura ha l’obiettivo di sostenere e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive sul territorio italiano. Possono accedervi tutte le imprese con sede in Italia.
Per gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati è riconosciuto un credito d’imposta nella seguente misura:
40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.
Per gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 è invece riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000.
Infine, per investimenti in altri beni strumentali materiali è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
Il credito si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020.

Bando per la valorizzazione dei Beni Confiscati alle mafie 2019

Bando per la valorizzazione dei Beni Confiscati alle mafie 2019

Training

La FONDAZIONE CON IL SUD e la FONDAZIONE PEPPINO VISMARA invitano a presentare proposte di progetti esemplari nelle regioni del Sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia). L’obiettivo generale del presente Bando è quello di valorizzare i beni confiscati alle mafie con iniziative sostenibili nel tempo di natura sociale, culturale ed economica, in grado di contribuire sia allo sviluppo socio-economico del territorio circostante e sia alla riappropriazione del bene da parte della comunità di riferimento, sul piano simbolico oltre che in termini di produzione di servizi utili alla collettività.

La Fondazione sosterrà interventi volti all’avvio di nuove attività di imprenditorialità sociale, o comunque economicamente sostenibili, basate sull’utilizzo di beni confiscati di nuova o recente assegnazione, privi di ipoteche o altri vincoli, da parte di enti del terzo settore con consolidata esperienza nello specifico settore di intervento proposto. Le proposte dovranno dimostrarsi idonee a garantire agli interventi ‘continuità operativa’ (oltre il termine del finanziamento) e a configurare una gestione auto sostenibile nel tempo. Non verranno sostenute, pertanto, iniziative singole ed eventi, ma interventi caratterizzati da una progettualità integrata, strutturata e di lungo periodo, in grado di sviluppare un processo virtuoso e duraturo di sviluppo locale.

Possono partecipare organizzazioni senza scopo di lucro nella forma di associazione (riconosciuta o non riconosciuta), cooperativa sociale o loro consorzi, ente ecclesiastico, fondazione, impresa sociale.

Il soggetto proponente dovrà dimostrare l’assegnazione definitiva del bene confiscato oggetto di intervento attraverso apposito atto scritto di assegnazione recante data certa, con durata residua di almeno 10 anni dalla data di scadenza del presente Bando, da cui risulti che il bene sia nella piena e legittima disponibilità del soggetto assegnatario.

Le domande dovranno esser inviate, esclusivamente on line, alla Fondazione entro le ore 13:00 del 22 maggio 2019; il proponente deve prevedere una quota di co-finanziamento pari ad almeno il 20% del costo complessivo del progetto ed una durata complessiva del progetto non inferiore ai 24 mesi e non superiore ai 48 mesi.

Il contributo della Fondazione verrà erogato in quattro diversi momenti: anticipo, pari al 30% del contributo assegnato; acconto in due diverse tranche non superiori al 25%; saldo, sulla base delle spese effettivamente sostenute e quietanzate.

Dotazione della misura: 4 milioni di euro