ENTI LOCALI – Beni confiscati alla criminalità – Anno 2022

ENTI LOCALI - Beni confiscati alla criminalità - Anno 2022

 

Il Bando tratta di un’erogazione di contributi per il recupero e l’utilizzo ai fini sociali o anche istituzionali dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, trasferiti agli Enti Locali con atto dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata.

È consentito anche l’utilizzo del bene per scopi economici, con il vincolo del reimpiego dei proventi per finalità sociali.
Tipologie di intervento ammissibili:

  • Manutenzione, restauro e risanamento conservativo;
  • Ristrutturazione edilizia e nuova costruzione.

Il contributo è erogato agli Enti Locali, per interventi da realizzare, ed é concesso:

  • fino al 50% del costo complessivo previsto per l’intervento di riutilizzo e, comunque, nel limite massimo di 150.000 euro;
  • fino al 90% del costo complessivo previsto per l’intervento di riutilizzo e, comunque, nel limite massimo di 150.000 euro, per i soli comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti, come risultante dall’ultimo dato ufficiale reso disponibile dall’Istituto nazionale di statistica.

Scadenza: 31/03/2022, alle ore 16:00.

Primo Bando ANBSC per l’assegnazione diretta di beni confiscati ai soggetti del Terzo settore

Primo Bando ANBSC per l’assegnazione diretta di beni confiscati ai soggetti del Terzo settore

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Scopo primario dell’Avviso è la valorizzazione dei beni confiscati, finalizzata a permettere alle comunità colpite dal fenomeno mafioso di riappropriarsi delle risorse sottratte illecitamente alla collettività, mettendole al servizio della cittadinanza attiva e del Bene comune, attraverso l’incentivazione del protagonismo degli Enti e Associazioni del privato sociale e lo sviluppo di un modello socialmente responsabile, in grado di conciliare il riuso dei beni confiscati con il raggiungimento di specifici obiettivi sociali, per la piena valorizzazione del principio di sussidiarietà costituzionalmente garantito.

Si tratta della prima applicazione del Codice Antimafia, così come recentemente aggiornato, che consente l’assegnazione diretta a titolo gratuito di beni confiscati a soggetti del Terzo settore, affinché siano destinati a finalità sociali.

L’assegnazione a titolo gratuito del bene è vincolata alla realizzazione di un progetto a finalità sociale, da svilupparsi in maniera analitica, con riferimento a una o più delle cinque Aree individuate:

SOCIALE: Famiglia; Prevenzione, eliminazione o riduzione delle condizioni di disabilità, bisogno o disagio individuale e familiare; Educazione, istruzione e lotta alla dispersione scolastica; Co-housing; Prevenzione del bullismo e contrasto della povertà educativa; Assistenza agli anziani; Accoglienza e sostegno all’integrazione della popolazione immigrata.

SALUTE E PREVENZIONE: Salute e medicina preventiva e riabilitativa; Counselling psicologico; Sport; Agricoltura sociale e green economy; Sicurezza alimentare e agricoltura di qualità; Tutela degli animali.

OCCUPAZIONE E RICERCA: Inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro; Formazione professionale e long life learning; Ricerca scientifica e tecnologia di particolare interesse sociale; Protezione e qualità ambientale.

CULTURA: Attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale; Interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; Attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso; Progetti della Memoria

SICUREZZA E LEGALITÀ: Prevenzione delle devianze, delle tossicodipendenze e delle ludopatie e relative azioni di recupero; Interventi a favore delle donne vittime di violenza; Laboratori di costruzione della cultura della legalità e della nonviolenza; Protezione civile.

L’Agenzia non predetermina la destinazione dei singoli Lotti posti a bando ad una determinata Area o Tematica, selezionando i progetti in ragione del merito tecnico e della sostenibilità economico-finanziaria, in una prospettiva di autonomia e durevolezza. Compatibilmente con le caratteristiche del bene confiscato, viene data ampia libertà ai Soggetti partecipanti di sviluppare la propria progettualità, al fine di agevolarne il protagonismo e di valorizzarne professionalità ed esperienza.

Possono partecipare – in forma singola o quale capofila di Raggruppamenti temporanei – i seguenti soggetti:

  • le organizzazioni di volontariato
  • le associazioni di promozione sociale
  • gli enti filantropici
  • le cooperative sociali
  • le reti associative
  • le società di mutuo soccorso
  • le associazioni
  • le fondazioni
  • gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento, in via esclusiva o principale, di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi.

I beni posti a bando, costituiti da immobili e terreni, sono elencati nell’Allegato 1 all’Avviso. Ciascun bene, o raggruppamento di beni (più particelle e/o subalterni) riconducibili al medesimo immobile, costituisce un Lotto, contrassegnato con un proprio codice identificativo. Si tratta di oltre 1.000 lotti, per un totale di 1.400 particelle.

Scadenza: 15/12/2020

Dal Bene confiscato al Bene riutilizzato: strategie di comunità per uno sviluppo responsabile e sostenibile

Manifestazioni di interesse per progetti territoriali di sviluppo del welfare di comunità

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Il presene avviso della Regione Puglia si pone l’obiettivo di promuovere la legalità sostenendo progetti che rendano i beni confiscati, emblemi di legalità e di rinnovate iniziative di valenza etica, sociale e culturale e di sviluppo del territorio.

Nello specifico, la misura finanzia interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata sul territorio pugliese e trasferiti al patrimonio dei Comuni, i quali, in qualità di soggetti proponenti, li possono utilizzare per attività di animazione sociale e partecipazione collettiva.

Le proposte progettuali candidabili a finanziamento da parte dei Comuni devono interessare interventi funzionali al riuso sociale dei beni, in relazione ad uno dei seguenti ambiti tematici: iniziative per la produzione di beni ed erogazione di servizi in favore delle fasce marginali ; riutilizzo di fabbricati rurali con annesso terreno per lo svolgimento di attività legate all’agricoltura sociale; recupero funzionale di alloggi da destinare a progetti pilota per percorsi di vita indipendente rivolti a disabili; interventi di cittadinanza sociale; tutela e valorizzazione del territorio; attività di co-working solidale per nuove esperienze autonome e produttive di lavoro.

Sono ammissibili le spese funzionali alla realizzazione dell’operazione e strettamente connesse alle finalità cui la proposta progettuale attende. A titolo esemplificativo e non esaustivo,rientrano le seguenti tipologie di spesa: lavori, forniture e servizi connessi alla realizzazione dell’operazione, nonché funzionali alla piena operatività di quanto oggetto di finanziamento; indennità e contributi dovuti, come per legge, ad enti pubblici e privati finalizzati all’esecuzione delle opere (permessi, concessioni, autorizzazioni, ecc.); consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo; spese di gara; assistenza giornaliera e contabilità; collaudi tecnici; progettazione; direzione lavori.

Il contributo massimo per progetto è € 1.000.000. Il Soggetto proponente può integrare l’entità del contributo ricevuto con risorse aggiuntive a proprio carico, esclusivamente a valere sulle stesse voci di spesa indicate nel quadro economico della proposta progettuale candidata.

La domanda dovrà essere presentata  via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo beniconfiscati.regione@pec.rupar.puglia.it, entro il 31/05/2021.

MISE – Piano Transizione 4.0: credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

MISE - Piano Transizione 4.0: credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

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Nell’ambito delle nuove linee di intervento del Piano Transizione 4.0, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha reso disponibile una nuova misura per le imprese che vogliono usufruire di un credito d’imposta per investimenti in beni strumentali.
La misura ha l’obiettivo di sostenere e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive sul territorio italiano. Possono accedervi tutte le imprese con sede in Italia.
Per gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati è riconosciuto un credito d’imposta nella seguente misura:
40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.
Per gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 è invece riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000.
Infine, per investimenti in altri beni strumentali materiali è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
Il credito si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020.