IPCEI sulle Tecnologie Nucleari Innovative (IPCEI INT)

IPCEI sulle Tecnologie Nucleari Innovative (IPCEI INT)

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy lancia la manifestazione di interesse per l’IPCEI sulle Tecnologie Nucleari Innovative (IPCEI INT), iniziativa strategica dedicata alla ricerca, sviluppo e innovazione (RSI) e alla prima applicazione industriale (FID) di tecnologie nucleari innovative, lungo l’intera catena del valore del nucleare.

L’iniziativa IPCEI INT nasce da una forte e strutturata collaborazione tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e mira a rispondere a sfide industriali e sociali cruciali per l’Unione europea: fornire in modo stabile energia elettrica e termica per utilizzi industriali, a basse emissioni e a costi accessibili per la transizione delle industrie ad alta intensità energetica e dei settori “hard-to-abate”, con applicazioni che vanno dai piccoli reattori modulari (SMR) alla fusione nucleare, fino alla produzione di radioisotopi per uso medico, di rilievo strategico nella lotta contro il cancro.

L’IPCEI INT persegue quattro obiettivi:

  • neutralità climatica, attraverso la produzione di energia a basse emissioni di carbonio;
  • competitività e occupazione, rafforzando l’innovazione e la leadership industriale europea nelle tecnologie nucleari innovative;
  • autonomia strategica e sicurezza degli approvvigionamenti, riducendo la dipendenza da combustibili fossili e da fornitori di paesi terzi, nel rispetto dell’autonomia degli Stati membri nella scelta del proprio mix energetico;
  • soluzioni innovative per la salute, basate sulle applicazioni mediche delle tecnologie nucleari e sulla sicurezza dell’approvvigionamento di radioisotopi medicali.

Le proposte progettuali potranno inserirsi in tre filoni di attività:

  • reattori nucleari: reattori innovativi, tra cui piccoli reattori modulari (SMR), reattori modulari avanzati e microreattori, per elettricità, calore e cogenerazione, propulsione, applicazioni off-grid e produzione di radioisotopi, oltre a progetti integrati di reattori a fusione;
  • combustibili e radioisotopi: produzione e gestione dei combustibili nucleari, soluzioni avanzate per il ciclo del combustibile, gestione e valorizzazione di rifiuti radioattivi e combustibile esaurito secondo logiche di economia circolare, materiali bersaglio per applicazioni mediche;
  • materiali, componenti e servizi: materiali resistenti alle radiazioni, processi di fabbricazione innovativi, componenti e servizi per progettare, costruire, esercire e smantellare impianti nucleari, fino alla distribuzione di radioisotopi e radiofarmaci.

I progetti dovranno essere conformi a quanto previsto dalla Comunicazione della Commissione Europea sugli IPCEI.

I soggetti interessati sono invitati a presentare la propria manifestazione di interesse entro il 3 dicembre 2026.

Scadenza: 3 dicembre 2026

Automotive – Accordi per l’innovazione nella filiera

Automotive - Accordi per l’innovazione nella filiera

Il DPCM 10 giugno 2026 ha destinato 631,02 milioni di euro agli Accordi per l’innovazione disciplinati dal decreto ministeriale 31 dicembre 2021 al fine di sostenere rilevanti progetti di ricerca e sviluppo nella filiera del settore automotive.

Con il decreto direttoriale 17 settembre 2026 sono stati definiti i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione a valere sugli Accordi per l’innovazione nella filiera del settore automotive.

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati, che esercitano attività industriali, artigiane o di servizi all’industria (attività di cui all’art. 2195 del codice civile, numeri 1, 3 e 5) nonché attività di ricerca.

Le imprese proponenti possono presentare progetti anche in forma congiunta tra loro, fino a un massimo di cinque soggetti co-proponenti.

Sono finanziati progetti riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti di rilevante impatto tecnologico, in grado di favorire percorsi di innovazione nella filiera automotive finalizzati allo sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, in coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti.

Le iniziative agevolabili devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 5 milioni di euro e non superiori a 40 milioni di euro, avere una durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione.

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo diretto alla spesa e, eventualmente del finanziamento agevolato nel rispetto dei seguenti limiti e criteri:

  • il limite massimo dell’intensità d’aiuto delle agevolazioni concedibili è pari al 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale e al 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale;
  • il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese, nel limite del 20% del totale dei costi ammissibili di progetto.

Nel caso in cui il progetto sia realizzato in forma congiunta attraverso una collaborazione effettiva tra almeno una impresa e uno o più Organismi di ricerca, il Ministero riconosce a ciascuno dei soggetti proponenti, nel limite dell’intensità massima di aiuto stabilita dall’articolo 25, paragrafo 6, del regolamento GBER, una maggiorazione del contributo diretto fino a 10 punti percentuali per le piccole e medie imprese e gli Organismi di ricerca e fino a 5 punti percentuali per le grandi imprese.

Ai fini dell’accesso alle agevolazioni è necessario che venga definito l’Accordo per l’innovazione tra il Ministero, i soggetti proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche interessate al cofinanziamento dell’iniziativa.

Per l’attivazione della procedura negoziale diretta alla definizione dell’Accordo per l’innovazione, i soggetti proponenti devono presentare al Ministero la domanda di agevolazioni corredata della scheda tecnica, del piano di sviluppo del progetto e, nel caso di progetto proposto congiuntamente da più soggetti, del contratto di collaborazione.

Il Soggetto gestore del Fondo per la crescita sostenibile, ricevuta la domanda di agevolazione, verifica la disponibilità delle risorse finanziarie e provvede all’istruttoria amministrativa, finanziaria e tecnica, sulla base della documentazione presentata. In tale ambito, in particolare, valuta:

  • le caratteristiche tecnico-economico-finanziarie e di ammissibilità del soggetto proponente;
  • la coerenza del progetto con le finalità dichiarate e con quelle di cui al presente decreto;
  • la conformità del progetto alle disposizioni nazionali ed europee di riferimento;
  • la fattibilità tecnica, la sostenibilità economico-finanziaria, la qualità tecnica e l’impatto del progetto di ricerca e sviluppo e la sussistenza delle condizioni di ammissibilità dello stesso;
  • la pertinenza e la congruità delle spese e dei costi previsti dal progetto di ricerca e sviluppo.

Successivamente alla stipula dell’Accordo per l’innovazione, i soggetti proponenti sono tenuti a presentare la documentazione utile alla definizione del decreto di concessione.

Il soggetto proponente il progetto di ricerca e sviluppo può presentare domanda di agevolazione, in via esclusivamente telematica, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 25 novembre 2026, utilizzando la procedura ed i modelli disponibili nel sito internet del Soggetto gestore. La procedura di compilazione della domanda di agevolazione e della ulteriore documentazione allegata è resa disponibile nel sito internet del Soggetto gestore del Fondo per la crescita sostenibile, a partire dall’11 novembre 2026.

Scadenza: fino ad esaurimento fondi

Contributi a fondo perduto per la ricerca e il trasferimento tecnologico nelle PMI

Contributi a fondo perduto per la ricerca e il trasferimento tecnologico nelle PMI

La regione Emilia-Romagna ha pubblicato un nuovo bando per promuovere l’applicazione industriale dei risultati scientifici attraverso percorsi di trasferimento tecnologico riservati al sistema delle piccole e medie imprese.

L’intervento mira a colmare il divario tra la produzione scientifica di livello avanzato e l’integrazione nei processi industriali reali, incentivando la valorizzazione di conoscenze, brevetti, prototipi e tecnologie. I progetti finanziati dovranno riguardare attività di sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico volti a convalidare soluzioni innovative già generate in ambito accademico o di laboratorio, fino alla realizzazione di un dimostratore o prototipo funzionante in contesti operativi reali.

Il bando è rivolto alle piccole e medie imprese e ai consorzi con attività esterna aventi sede operativa nel territorio emiliano-romagnolo. Tra le condizioni vincolanti previste per l’ammissibilità figurano:

  • l’attivazione obbligatoria di contratti di collaborazione con università, enti di ricerca o strutture accreditate della Rete Alta Tecnologia regionale, per un importo non inferiore a quarantamila euro;
  • una dimensione finanziaria minima del progetto pari a duecentomila euro;
  • la destinazione di almeno il cinquanta per cento dei costi ammissibili alle sole attività legate al trasferimento tecnologico;
  • il completamento dei progetti e delle correlate obbligazioni entro la scadenza fissata per luglio 2028.

Lo stanziamento complessivo del bando è di € 3.000.000 a valere sui fondi europei del programma regionale Fesr 2021-2027. L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto, fino a un limite massimo di € 300.000 per progetto.

Le domande per accedere ai contributi potranno essere inoltrate dal 24 settembre 2026.

Scadenza: 30 ottobre 2026

MIMIT: oltre 505 milioni per ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno

MIMIT: oltre 505 milioni per ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno

Spin-off universitario

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha definito i termini e le modalità per la presentazione delle domande relative alla misura “Scoperta imprenditoriale II (2026)”, disciplinata dal decreto ministeriale del 19 maggio 2026.

La misura mette a disposizione oltre 505 milioni di euro per sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale da realizzare in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, coerenti con le aree della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI) o orientati a individuare nuove traiettorie tecnologiche e applicative.

I progetti dovranno puntare alla realizzazione o innovazione di prodotti, processi e servizi, generando un significativo avanzamento tecnologico attraverso l’impiego delle tecnologie abilitanti fondamentali (KETs). Le attività dovranno inoltre essere realizzate nel rispetto del principio DNSH.

Le domande potranno essere precompilate dal 24 settembre 2026 attraverso la piattaforma informatica del Fondo per la crescita sostenibile, mentre lo sportello aprirà alle ore 10.00 del 7 ottobre 2026.

Le agevolazioni prevedono un finanziamento agevolato del 40%, a tasso ridotto dell’80% e con durata fino a 8 anni, accompagnato da un contributo a fondo perduto fino al 40% per le piccole imprese, 35% per le medie, 30% per le grandi e fino al 60% per gli enti di ricerca.

Scadenza: 7 ottobre 2026

ERC Starting Grant 2027: aperta la call per ricercatrici e ricercatori a inizio carriera

ERC Starting Grant 2027: aperta la call per ricercatrici e ricercatori a inizio carriera

L’European Research Council (ERC) ha aperto la call Starting Grant 2027, dedicata a ricercatrici e ricercatori all’inizio della carriera che abbiano già dimostrato eccellenti risultati scientifici e il potenziale per diventare leader della ricerca.

Le proposte possono riguardare qualsiasi ambito della ricerca, secondo l’approccio bottom-up che caratterizza i finanziamenti ERC, senza priorità tematiche predefinite.

I progetti devono essere ospitati da un’organizzazione di ricerca pubblica o privata con sede in uno Stato membro dell’Unione europea o in un Paese associato a Horizon Europe. Il Principal Investigator presenta la candidatura per conto dell’istituzione ospitante, che deve garantire le condizioni necessarie per svolgere la ricerca in piena autonomia e gestire il finanziamento.

I progetti possono essere realizzati da un singolo Principal Investigator con il supporto di un team composto da ricercatori di qualsiasi nazionalità, anche con membri che operano al di fuori dell’Europa.

Le ERC Starting Grant prevedono un contributo fino a 1,5 milioni di euro per una durata massima di cinque anni. È inoltre possibile richiedere un finanziamento aggiuntivo fino a 1 milione di euro per coprire costi ammissibili, quali l’avvio dell’attività di ricerca, l’acquisto di grandi attrezzature, l’accesso a infrastrutture di ricerca o attività sperimentali particolarmente rilevanti, purché adeguatamente giustificati nella proposta.

Per i Principal Investigator provenienti da Paesi terzi non associati che si trasferiscono nell’UE o in un Paese associato, il contributo aggiuntivo può arrivare fino a 2 milioni di euro.

Il finanziamento può coprire fino al 100% dei costi diretti ammissibili del progetto, oltre a un contributo pari al 25% dei costi indiretti.

Possono candidarsi ricercatori di qualsiasi nazionalità che abbiano conseguito il titolo di dottorato nei dieci anni precedenti al 1° gennaio 2027, presentando una proposta di ricerca di eccellenza e un curriculum scientifico promettente.

Scadenza: 1° gennaio 2027

Bando 2026 EIC Pathfinder di Horizon Europe: supporto per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie emergenti rivoluzionarie

Bando 2026 EIC Pathfinder di Horizon Europe: supporto per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie emergenti rivoluzionarie

È aperto fino al 28 ottobre 2026 il bando EIC Pathfinder Challenges 2026, contenuto nell’EIC Work Programme 2026 di Horizon Europe, adottato lo scorso 5 novembre.

Dotato di un budget complessivo di € 96 milioni, il bando sostiene lo sviluppo di tecnologie emergenti radicalmente nuove (TRL 1-4) in grado di trasformare settori strategici e contribuire alla leadership tecnologica europea ed è focalizzato su tre sfide tematiche ad alto impatto.

L’obiettivo del bando è infatti finanziare portafogli coerenti di progetti di ricerca interdisciplinare e ad alto rischio, in linea con le priorità della Commissione europea per affrontare sfide globali con soluzioni innovative e sostenibili.

L’EIC Pathfinder Challenges 2026 rappresenta una grande opportunità per scienziati, università, start-up e PMI che vogliono portare avanti idee audaci e disruptive, gettando le basi per tecnologie breakthrough capaci di definire il futuro dell’innovazione europea.

Le tre sfide tecnologiche dell’EIC Pathfinder Challenges 2026 sono:

  • Advanced Materials for Miniaturised Energy Harvesting Systems (HORIZON-EIC-2026-PATHFINDERCHALLENGES-01-01)
  • Biotechnology for Healthy Ageing (HORIZON-EIC-2026-PATHFINDERCHALLENGES-01-02)
  • DeepRAP: Deep Reasoning, Abstraction & Planning towards trustworthy Cognitive AI Systems (HORIZON-EIC-2026-PATHFINDERCHALLENGES-01-03)

Possono candidarsi singoli ricercatori o consorzi multidisciplinari composti da almeno due soggetti giuridici indipendenti provenienti da due diversi Stati membri o Paesi associati.
I consorzi composti da tre o più soggetti devono includere come beneficiari almeno tre soggetti giuridici, indipendenti l’uno dall’altro e ciascuno con sede in un paese diverso:

  • almeno un soggetto giuridico con sede in uno Stato membro; e
  • almeno altri due soggetti giuridici indipendenti, ciascuno con sede in diversi Stati
    membri o paesi associati.

Se la proposta proviene da un unico soggetto giuridico, tale soggetto deve avere sede in uno Stato membro o in un Paese associato.

I soggetti giuridici possono essere, ad esempio, università, organismi di ricerca, PMI, start-up, persone fisiche. Nel caso di progetti con un unico beneficiario, non sono ammesse le imprese di medie dimensioni e quelle di grandi dimensioni.

Le sovvenzioni coprono fino al 100% dei costi eleggibili, con un massimo di 4 milioni di euro per progetto.

Il termine per partecipare è fissato al 28 ottobre 2026. Oltre al finanziamento, i progetti selezionati beneficeranno di mentoring, coaching e networking strategico, con opportunità di accesso privilegiato ad altri programmi EIC come l’Accelerator.

Scadenza: 28 ottobre 2026

IPCEI Materiali Avanzati Circolari: aperta la manifestazione di interesse

IPCEI Materiali Avanzati Circolari: aperta la manifestazione di interesse

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato l’Avviso per la raccolta delle manifestazioni di interesse nell’ambito dell’IPCEI sui Materiali Avanzati Circolari (Circular Advanced Materials – CAM), iniziativa europea finalizzata a individuare proposte progettuali per lo sviluppo e la prima diffusione industriale di Materiali Avanzati Circolari.

L’Avviso avvia la fase preliminare di selezione dei progetti destinati a candidarsi come Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (IPCEI). Le proposte dovranno contribuire allo sviluppo di tecnologie innovative e inserirsi in partenariati strategici a livello europeo, in linea con gli obiettivi e le strategie dell’Unione europea.

Le manifestazioni di interesse possono riguardare progetti individuali oppure progetti integrati e devono essere presentate utilizzando la documentazione predisposta dal Ministero, che comprende l’Application Template e il modello preliminare per il calcolo del funding gap.

Tra i principali requisiti di ammissibilità figurano l’elevato contenuto innovativo dei progetti, il contributo agli obiettivi strategici dell’Unione europea, la cooperazione transfrontaliera, la dimostrazione del deficit di finanziamento (funding gap), il cofinanziamento da parte dell’impresa, la generazione di effetti di ricaduta (spillover) e il rispetto del principio DNSH (“Do No Significant Harm”).

Le candidature possono essere presentate entro il 22 settembre 2026.

Scadenza: 22 settembre 2026

Progetti di trasferimento tecnologico

 

Progetti di trasferimento tecnologico

Con delibera di Giunta n. 1221 del 20 luglio 2026 la Regione Emilia-Romagna  intende sostenere progetti di trasferimento tecnologico finalizzati alla valorizzazione e all’applicazione industriale di risultati di ricerca già conseguiti, in coerenza con le sfide e le traiettorie individuate dalla  Strategia di Specializzazione intelligente della Regione Emilia-Romagna. In particolare si intende favorire il passaggio da conoscenze, tecnologie, prototipi, metodologie o soluzioni sviluppate nell’ambito di attività di ricerca già realizzate verso applicazioni concrete nelle imprese, con l’obiettivo di sostenere il loro impatto innovativo sulle filiere produttive di riferimento.

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese come definite dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE ed il Decreto Ministeriale di recepimento del 18 aprile 2005.

Sono finanziabili progetti che prevedono attività di sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico

Le risorse disponibili per finanziare i progetti ammissibili bando sono pari a complessivi 3.000.000 €.
Il contributo regionale sarà concesso a fondo perduto, con le seguenti intensità massime di aiuto:
− Fino al 50% delle spese ammissibili relative ad attività di trasferimento tecnologico
− Fino al 25% delle spese ammissibili relative ad attività di sviluppo sperimentale

La domanda dovrà essere presentata a partire dalle ore 13.00 di giovedì 24 settembre 2026 fino alle ore 13.00 di venerdì 30 ottobre 2026.

Scadenza: 30 ottobre 2026

Automotive: in arrivo gli incentivi per la filiera dell’auto tra ricerca e transizione ecologica

Automotive: in arrivo gli incentivi per la filiera dell'auto tra ricerca e transizione ecologica

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), di concerto con MEF, MASE e MIT, ha dato il via libera alle nuove misure per il settore automotive.

Il provvedimento (DPCM Automotive) stanzia complessivamente 1,343 miliardi di euro a sostegno delle imprese della filiera dell’auto per accompagnare la transizione industriale ed energetica di fronte alla forte concorrenza asiatica. La parte più consistente del pacchetto finanziario – oltre il 70% delle risorse totali – è interamente riservata a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione (R&I) e alla riconversione produttiva del comparto.

In particolare, per promuovere la trasformazione tecnologica della filiera, il decreto convoglia la maggior parte delle risorse su tre strumenti di finanza agevolata industriale, pensati per finanziare la transizione digitale, la sicurezza e la sostenibilità dei sistemi di mobilità:

  • accordi per l’innovazione: dedicati al cofinanziamento di grandi progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Lo strumento favorisce la collaborazione strategica tra le imprese della filiera e gli organismi di ricerca universitari o privati per l’ingegnerizzazione di tecnologie verdi, connesse e autonome;
  • contratti di sviluppo: orientati a sostenere programmi di investimento industriale e di tutela ambientale di grandi dimensioni, in grado di rafforzare la solidità strutturale dei grandi player della filiera;
  • mini contratti di sviluppo: uno strumento con soglie di accesso ridotte, configurato per rispondere alle esigenze di investimento e di innovazione tecnologica delle PMI della subfornitura e della componentistica.

Le agevolazioni previste dal DPCM Automotive sono progettate per operare in sinergia con il Piano Transizione 5.0: le imprese della filiera avranno, infatti, la possibilità di combinare i canali di finanziamento specifici del settore auto con i crediti d’imposta per la digitalizzazione e l’efficientamento energetico dei processi produttivi, ottimizzando l’impatto economico dei propri piani di investimento.

Accanto alle misure per la R&I, il decreto introduce inoltre incentivi specifici per l’acquisto di veicoli commerciali a basso impatto ambientale e per il rinnovo delle flotte aziendali, supportando così anche il comparto dell’autotrasporto.

A completamento del quadro di aiuti, è previsto entro il mese di luglio il ripristino di 251 milioni di euro precedentemente destinati alla copertura del fondo contro il caro carburanti, fornendo un ulteriore sostegno economico diretto alle imprese di trasporto.

Le tempistiche di apertura degli sportelli e le modalità di sottomissione delle domande di finanziamento saranno definite a breve con la pubblicazione dei relativi decreti attuativi.

Scadenza: in fase di pubblicazione

Eurostars 2026: aperto il nuovo bando per progetti transnazionali di ricerca e innovazione guidati dalle PMI

Eurostars 2026: aperto il nuovo bando per progetti transnazionali di ricerca e innovazione guidati dalle PMI

È aperto il nuovo bando Eurostars-3 Call 11, iniziativa della European Partnership on Innovative SMEs, cofinanziata da Horizon Europe, che sostiene progetti internazionali di ricerca, sviluppo e innovazione finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi con un chiaro potenziale di commercializzazione.

Il bando si rivolge a PMI innovative chiamate a guidare partenariati internazionali, ai quali possono partecipare anche grandi imprese, università, organismi di ricerca e altre organizzazioni.

Per essere ammissibili, i progetti devono coinvolgere almeno due soggetti indipendenti provenienti da almeno due Paesi Eurostars, di cui almeno uno appartenente a uno Stato membro dell’UE o a un Paese associato a Horizon Europe. Inoltre, il consorzio deve essere coordinato da una PMI innovativa di un Paese Eurostars e le PMI dei Paesi aderenti devono sostenere almeno il 50% del budget complessivo del progetto. La durata massima prevista è di 36 mesi e le attività devono riguardare esclusivamente applicazioni civili.

Il finanziamento è gestito dai National Funding Bodies dei singoli Paesi partecipanti. Le regole di finanziamento, i tassi di contributo e i massimali variano quindi a livello nazionale e devono essere verificati presso l’autorità competente. Le organizzazioni provenienti da Paesi non aderenti a Eurostars possono partecipare autofinanziando le proprie attività.

Per le organizzazioni italiane, è importante segnalare che l’Italia non dispone attualmente di un budget nazionale dedicato per sostenere la partecipazione a questa call. Le organizzazioni interessate a partecipare a un consorzio sono pertanto invitate a contattare l’ente finanziatore nazionale per verificare le possibilità di autofinanziamento. Maggiori informazioni sono disponibili sui siti del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

Scadenza: 10 settembre 2026

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