PRE.SI. – Prevenzione della produzione dei rifiuti, simbiosi industriale

PRE.SI. - Prevenzione della produzione dei rifiuti, simbiosi industriale

Programma Regionale FESR 2021/2027. Priorità II. Obiettivo specifico RSO2.6. Azione II.2vi.1 “Prevenzione della produzione dei rifiuti e promozione della simbiosi industriale”. Approvazione del Bando “PRE.SI. – Prevenzione della produzione dei rifiuti, simbiosi industriale” per una dotazione di euro 8.850.000,00.

Il bando agisce “a monte” della produzione dei rifiuti, incentivando la transizione verde dei processi produttivi e dei modelli di consumo, garantendo lo sviluppo di tecnologie pulite. In particolare promuove un insieme di interventi finalizzati a ridurre la quantità di rifiuti prodotti e mitigare gli impatti negativi sull’ambiente e sulla salute umana.

Il bando prevede di agevolare iniziative volte a:

  1.  lo sviluppo di reti del riutilizzo nonché la realizzazione di centri del riuso;
  2. la riduzione degli scarti nei processi produttivi in un’ottica anche di simbiosi industriale;
  3. la promozione di interventi, anche a livello industriale, di manutenzione, riparazione o rigenerazione dei beni;
  4. la promozione di tecnologie e pratiche di riduzione dello spreco alimentare in tutti i punti della filiera;
  5. la creazione di una filiera di produzione/utilizzo dei sottoprodotti;
  6. la riduzione della pericolosità dei rifiuti prodotti.

L’agevolazione, che può coprire fino al 85% dei costi ammissibili dell’investimento, è costituita da una sovvenzione a fondo perduto. Per la definizione delle percentuali in funzione della dimensione d’impresa e della tipologia di spesa si rimanda al Bando.
L’agevolazione è concessa ai sensi del PR FESR 2021-2027 della Regione Piemonte e del Regolamento (UE) n. 2831/2023 del 13.12.2023 (regime de minimis), relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti di stato.

Possono presentare domanda:

  1. Piccole e Medie Imprese
  2. Soggetti iscritti al registro degli enti del terzo settore (ETS) iscritti al REA e classificabili come PMI

Scadenza: 15 maggio 2026

GATE5.0: aperta la Open Call europea per progetti innovativi tra PMI agroalimentari e tecnologiche

GATE5.0: aperta la Open Call europea per progetti innovativi tra PMI agroalimentari e tecnologiche

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È aperta l’Open Call del progetto GATE5.0 – Green and Digital Transitions for a Sustainable European Agrifood Ecosystem, iniziativa europea che sostiene la trasformazione verde e digitale della filiera agroalimentare, favorendo la collaborazione tra imprese del settore agrifood e aziende tecnologiche.

Il bando mette a disposizione circa 1,97 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di progetti di innovazione collaborativa capaci di introdurre tecnologie avanzate e modelli sostenibili lungo la catena del valore agroalimentare.

L’iniziativa è rivolta a PMI e startup innovative attive nel settore agroalimentare o nello sviluppo di tecnologie digitali applicate all’agricoltura e all’industria alimentare. L’obiettivo è promuovere soluzioni di Agricoltura 5.0, basate su strumenti come Intelligenza Artificiale, Internet of Things, robotica e analisi avanzata dei dati, per rendere i sistemi alimentari europei più efficienti, sostenibili e competitivi.

Le proposte dovranno essere presentate da consorzi composti almeno da una PMI agroalimentare e una PMI tecnologica, che collaboreranno allo sviluppo di soluzioni innovative in grado di rispondere a sfide concrete del settore, come l’aumento della produttività, la riduzione dell’impatto ambientale e la digitalizzazione dei processi.

consorzi selezionati potranno ottenere fino a 118.500 euro di finanziamento per progetto, oltre a partecipare a un programma strutturato di accelerazione che includerà attività di capacity building, mentoring e validazione tecnologica, con l’obiettivo di portare le soluzioni sviluppate più rapidamente sul mercato.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 30 aprile 2026.

Scadenza: 30 aprile 2026

PowerBoost: nuova call a sostegno delle PMI per affrontare le sfide della transizione energetica

PowerBoost: nuova call a sostegno delle PMI per affrontare le sfide della transizione energetica

Il progetto europeo Green Grid Europe ha lanciato l’iniziativa PowerBoost, una nuova opportunità di finanziamento a cascata rivolta alle imprese che intendono affrontare le sfide della transizione energetica e rafforzare la propria capacità di innovazione.

Il bando PowerBoost Open Call sostiene le PMI nell’analisi del proprio livello di innovazione e maturità tecnologica, individuando criticità operative, opportunità di miglioramento e possibili soluzioni per incrementare efficienza energeticaflessibilità dei processi e integrazione con fonti rinnovabili.

Possono partecipare al bando PMI che risultano costituite da almeno un anno al momento della domanda.

L’open call prevede due cut-off:

  • 3 aprile 2026
  • 31 agosto 2027

La dotazione complessiva ammonta a 100.000 euro, mentre ogni impresa selezionata potrà ricevere un contributo forfettario di 2.000 euro per realizzare un audit mirato all’innovazione energetica.

Scadenze: 3 aprile 2026; 31 agosto 2027

Aperto lo SME Fund 2026 per la tutela della proprietà intellettuale delle PMI

Aperto lo SME Fund 2026 per la tutela della proprietà intellettuale delle PMI

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È aperto il bando SME Fund 2026, l’iniziativa promossa dall’EUIPO – Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, con il supporto della Commissione europea e degli uffici nazionali di proprietà intellettuale, per sostenere le piccole e medie imprese nella tutela e valorizzazione dei propri diritti di proprietà intellettuale.

Il Fondo sostiene le piccole e medie imprese con sede nell’UE e in Ucraina. La domanda può essere presentata dal titolare, da un dipendente o da un rappresentante autorizzato.

In particolare, la nuova edizione conferma il meccanismo di voucher a rimborso che consente alle PMI di recuperare una parte significativa delle spese sostenute per attività legate a marchi, brevetti, design e altri strumenti di protezione dell’IP.

Nel dettaglio, il fondo prevede:

  • Voucher 1 – IP Scan e IP Scan Enforcement: rimborso fino al 90%
  • Voucher 2 – Marchi e design: rimborso fino al 75%
  • Voucher 3 – Brevetti: rimborso fino al 75%
  • Voucher 4 – Varietà vegetali comunitarie: rimborso del 75%

Il termine ultimo per poter usufruire dell’iniziativa è fissato al 4 dicembre 2026.

Scadenza: 4 dicembre 2026

Bando “Filiera Smart”: progetto integrato investimenti in innovazione di processo prodotto-servizi

Call4INNOVIT 2026: accelerazione per startup e PMI italiane verso la Silicon Valley

Il bando punta a sostenere e consolidare il rafforzamento competitivo, delle filiere produttive strategiche della Toscana, attraverso contributi a progetti integrati di investimento capaci di generare:

  • processi di trasformazione digitale
  • processi di trasformazione ecologica
  • occupazione qualificata
  • valore aggiunto condiviso tra i componenti della filiera

realizzati mediante forme di cooperazione e collaborazione tra le imprese lungo la catena del valore della filiera.
Sono soggetti destinatari le micro e Pmi (Mpmi) e grandi imprese (Gi) in aggregazione appartenenti alla medesima filiera. Le forme di aggregazione possono essere:

  • formalizzate con personalità giuridica (Rete Soggetto, Consorzio, ecc..)
  • formalizzate senza personalità giuridica (rete contratto, RTI, ATI, ATS)
  • costituite o da costituirsi entro 30 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione dell’avvenuta concessione del contributo.

L’aggregazione deve prevedere un numero non inferiore a 6 componenti.
In caso di partecipazione di GI, l’aggregazione deve essere non inferiore a 10 componenti, di cui massimo 2 GI ed eventualmente max 2 imprese collegate; in quest’ultimo caso le intensità d’aiuto verranno applicate e verificate in ottemperanza alle disposizioni sugli aiuti di stato per l’“impresa unica”. Le GI possono essere ammesse solo per gli investimenti in sviluppo sperimentale.

  • Presentazione domande: dalle ore 10:00 del 3 novembre 2025 ed entro il 30 aprile 2026 (con delibera 48 del 26 gennaio 2026, la giunta, in considerazione dell’andamento del bando, ha fissato il termine ultimo per presentare domanda al 30 aprile 2026);
  • Modalità: esclusivamente via telematica, in lingua italiana, tramite “Sistema Fondi Toscana” (SFT)

Il progetto integrato di filiera deve prevedere un investimento minimo di € 1.500.000,00 e massimo di € 10.000.000,00.

Un singolo componente dell’aggregazione non può sostenere da solo più del 30% e meno del 5% dei costi complessivi ammissibili.

Il progetto integrato deve

  • essere realizzato unitariamente e congiuntamente da più imprese tra loro indipendenti, organizzate in aggregazione formalizzata;
  • fondarsi pertanto su collaborazione attiva, scambio di conoscenze e divisione del lavoro;
  • prevedere un insieme coordinato di operazioni, condotte da singole unità produttive delle diverse imprese;
  • avere obiettivi predefiniti condivisi, con attività e risultati assegnati a ciascun partecipante, misurabili e convergenti verso un unico risultato tecnico e aziendale in termini di realizzazione;

ed essere finalizzato:

  1. a) alla realizzazione di nuovi prodotti, nuovi processi, nuovi servizi
  2. b) al miglioramento significativo di prodotti, processi, servizi

Il progetto può realizzarsi attraverso:

  • (a) investimenti in sviluppo sperimentale (art.25 GBER) (Azione 1.1.4.1);
  • (b) investimenti in innovazione dei processi e dell’organizzazione (art.29 GBER) (Azione 1.1.3);
  • (c) investimenti innovazione (art.28 GBER) (Azione 1.1.3);
  • (d) investimenti produttivi delle MPMI (in regime “de minimis” ai sensi del regolamento (UE) n. 2023/2831 o art. 17 GBER) (Azione 1.3.2.1);
  • (e) investimenti delle PMI finalizzati all’internazionalizzazione in Paesi esterni all’Unione Europea (artt. 18 e 19 GBER) (Azione 1.3.1);

Il progetto integrato nel suo complesso (somma complessiva degli investimenti delle singole imprese) deve rispettare le seguenti condizionalità:

  • gli investimenti di cui alla lett. (a) non possono essere superiore al 20% del valore complessivo dell’investimento;
  • gli investimenti di cui alle lett. (b) (c) cumulativamente non possono essere inferiori al 40% del valore complessivo dell’investimento;
  • gli investimenti di cui alla lett. (c) non possono essere inferiori al 50% degli investimenti della lett. (b);
  • gli investimenti di cui alla lett. (d) non possono essere inferiori al 20% del valore complessivo dell’investimento e devono risultare associati e conseguenti alla realizzazione di almeno uno degli investimenti di cui alle precedenti lett. (a) (b) (c);
  • gli investimenti di cui alla lett. (e) non possono essere superiori al 30% del valore complessivo dell’investimento e comunque devono risultare associati e conseguenti alla realizzazione di almeno uno degli investimenti di cui alle precedenti lett. (a) (b) (c) (d).

La data di inizio del progetto è stabilita, convenzionalmente, nel primo giorno successivo alla data di pubblicazione sul BURT del provvedimento di concessione.
Nel caso di aggregazioni non ancora costituite alla data di pubblicazione del provvedimento di concessione l’inizio del progetto è stabilito convenzionalmente nel primo giorno successivo alla data di formalizzazione della aggregazione.
Il progetto deve concludersi entro 20 mesi dalla data convenzionale del suo inizio (salvo eventuale proroga di massimo 4 mesi per cause non imputabili all’aggregazione).
L’agevolazione è concessa nella forma della sovvenzione diretta alla spesa in regime di esenzione per le attività di sviluppo sperimentale, innovazione ed export (a), (b), (c), (d) ed (e); a scelta anche in regime “de minimis” per investimenti produttivi (d). Nello specifico:

  • (a) ai sensi dell’Art. 25 del GBER Regolamento (UE) N. 651/2014 e s.m.i. per gli investimenti in sviluppo sperimentale;
  • (b) ai sensi dell’Art. 29 del GBER Regolamento (UE) N. 651/2014 e s.m.i. per gli investimenti in innovazione dei processi e dell’organizzazione;
  • (c) ai sensi dell’Art. 28 del GBER Regolamento (UE) N. 651/2014 e s.m.i. per gli investimenti in innovazione per le PMI;
  • (d) ai sensi del Regolamento (UE) n. 2023/2831 del 13 dicembre 2023 c.d. regime “de minimis” o Art. 17 del GBER Regolamento (UE) N. 651/2014 e s.m.i (nel caso di specifica richiesta per superamento dei limiti di applicazione del regolamento de minimis) 10 , per gli investimenti produttivi per le PMI;
  • (e) ai sensi degli Artt. 18 e 19 del GBER Regolamento (UE) N. 651/2014 e s.m.i. per gli investimenti per l’internazionalizzazione.

L’intensità dell’aiuto dipende dall’investimento attivato in base alla combinazione delle spese e alle tipologie di servizi del Catalogo previste dal progetto, nonché dalla dimensione di impresa e totale ammesso.

La dotazione finanziaria iniziale è pari a  22 milioni 853 mila 557,90 di euro, ma potrà essere incrementata fino a 63 milioni di euro a seguito dell’attribuzione della flessibilità del Pr Fesr 2021-2027 e di rimodulazioni tra linee di Azione dello stesso.

Scadenza: 30 aprile 2026

Bando innovazione strategica moda: contributi in conto capitale erogabili anche come voucher

Bando innovazione strategica moda: contributi in conto capitale erogabili anche come voucher

La Regione Toscana con decreto dirigenziale 14186 del 17 giugno 2025, ha approvato il bando Innovazione strategica moda, successivamente modificato con decreto 17586 del 7 agosto 2025al fine di agevolare e sostenere le imprese del settore moda, migliorarne la competitività sui mercati globali, favorendo il potenziamento dei processi di trasformazione tecnologica e l’incremento della produttività. In particolare la Regione, con questo bando, punta a incentivare investimenti in innovazione e a sostenere l’industrializzazione di processi di innovazione mediante l’ acquisizione di attivi materiali e immateriali, nel quadro di un percorso di trasformazione tecnologica delle imprese.
I progetti di innovazione sostenuti sono finalizzati, in particolare, a incrementare la produttività, a favorire la sostenibilità ambientale e a migliorare i processi logistici e di distribuzione delle imprese.
Concessione di agevolazioni sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto e contributi in conto capitale erogati anche nella forma di voucher per l’acquisizione di investimenti produttivi e investimenti in servizi e attività per l’innovazione di processo e organizzativa, favorendo la trasformazione tecnologica delle imprese.
Destinatari del bando

Sono soggetti destinatari le Mpmi (micro e Pmi) in forma singola o aggregata quali forme associative con personalità giuridica (Consorzi e Reti soggetto) operanti nel settore Moda (di cui all’elenco Ateco contenuto nell’allegato 1/I del testo del bando).

Il soggetto richiedente deve predisporre un progetto di innovazione, comprensivo della successiva fase di industrializzazione, e deve presentare una scheda tecnica che illustri nel dettaglio:

  • la descrizione del progetto: oggetto, finalità e localizzazione, risultato finale da conseguire (output) e dei cambiamenti effettivamente apportati a seguito del progetto (outcome);
  • le modalità di realizzazione, gestionale e finanziaria (copertura del progetto);
  • il cronoprogramma con le fasi del progetto;
  • indicazione della coerenza con la Strategia di ricerca e innovazione Toscana S3 (Smart Specialisation Strategy, priorità tecnologiche-ambiti applicativi di riferimento mediante la selezione degli specifici menù a tendina che verranno attivati nell’ambito della scheda progettuale on-line.

Il progetto deve, nello specifico, introdurre:

  • innovazione di processo, attraverso l’adozione di un nuovo metodo di produzione o distribuzione, oppure il miglioramento significativo di quelli esistenti con conseguenti cambiamenti rilevanti nelle tecniche operative, nelle attrezzature utilizzate o nei software impiegati; e/o
  • innovazione organizzativa, mediante l’implementazione di nuove modalità di gestione, che riguardino l’organizzazione del lavoro all’interno dell’impresa o le sue relazioni esterne (es. con clienti, fornitori, partner), ad esempio attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali innovative;

e integrare i processi di innovazione in una successiva fase di loro industrializzazione mediante acquisizione di attivi materiali e immateriali.

Il progetto di innovazione strategica deve prevedere una combinazione di costi in investimenti innovativi e produttivi come di seguito dettagliati:

  1. Investimenti in innovazionecome previsti agli articoli 28 e 29 GBER in misura non inferiore al 60% del totale del progetto:
    • a.1 (art. 28 GBER) Acquisizione di servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione di cui al Catalogo dei servizi avanzati e qualificati per le imprese toscane (approvato con delibera di giunta 717/2023 (aree A e B) in misura non inferiore al 25% del costo per investimenti in innovazione e non superiore all’investimento massimo previsto per ciascuna tipologia di servizio, come indicato nella tabella di cui all’Allegato 1/F;
    • a.2 (art. 29 GBER) Costi per investimenti in innovazione comprendenti
      • a.2.1 costi della ricerca contrattuale, delle competenze e dei brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne alle condizioni di mercato nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
      • a.2.2 utilizzo di strumentazioni,  attrezzature, immobili e terreni nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto (in tale voce non sono ammissibili gli ammortamenti dei beni di cui al successivo punto b.1);
      • a.2.3 costi personale: 20% calcolato a tasso forfettario sui costi diretti di cui ai precedenti punti a.2.1 e a.2.2 oppure, nel caso di utilizzo diretto di personale qualificato, 5, 30% dei costi per investimenti in innovazione da calcolare a tariffa oraria;
      • a.2.4 spese generali, in misura pari al 7% della somma dei costi di cui ai precedenti punti a.2.1 e a.2.2.
  2.  Investimenti produttivi  in misura non inferiore al 20%  del totale del progetto:
    • b.1 Acquisti di nuovi impianti, macchinari e attrezzature Industria 4.0 e Industria 5.0 di cui all’allegato A “Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0» e all’allegato B “Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0»” della legge 232/2016, come integrati dalla legge 56/2024, riportati nell’allegato 1/H del bando;
    • b.2 Manutenzione straordinaria degli immobili in misura non superiore al 30% della somma dei costi sostenuti per b.1 e b.2;
    • b.3 Spese generali in misura pari al 7% della somma dei costi di cui ai precedenti punti b.1 e b.2.

L’agevolazione è concessa nella forma di contributo in conto capitale ed erogata laddove richiesto dal beneficiario nella forma di voucher:

  • ai sensi degli artt. 28 e 29 del GBER Regolamento (UE) N. 651/2014 e s.m.i. per gli investimenti in innovazione, e
  • ai sensi dell Regolamento (UE) n. 2023/2831 del 13 dicembre 2023 c.d. regime “de minimis” e art. 17 del GBER Regolamento (UE) N. 651/2014 e s.m.i (nel caso di specifica richiesta per superamento dei limiti di applicazione del regolamento de minimis), per gli investimenti produttivi;

L’intensità dell’aiuto relativa ai costi in investimenti innovativi e produttivi indicati al paragrafo 5.3 del testo del bando dipende dall’investimento attivato in base alla combinazione delle spese e alle tipologie di servizi del Catalogo previste dal progetto, nonché dalla dimensione di impresa:

La dotazione finanziaria iniziale è pari a 9 milioni 651 mila 262,64 euro ed è assicurata dalle risorse stanziate sul bilancio di finanziario gestionale 2025-2027. Tale stanziamento potrà essere integrato fino ad una dotazione complessiva pari a 30.000.000 euro dalle risorse che si renderanno disponibili sul bilancio regionale a seguito dell’attribuzione della flessibilità prevista nel piano finanziario dell’azione 1.1.3 del Pr Fesr 2021-2027.

Scadenza: 30 aprile 2026

Call4INNOVIT 2026: accelerazione per startup e PMI italiane verso la Silicon Valley

Call4INNOVIT 2026: accelerazione per startup e PMI italiane verso la Silicon Valley

L’Hub INNOVIT è un’iniziativa del Governo italiano per la promozione dell’innovazione del Sistema Paese negli Stati Uniti.

Il Centro italiano per l’innovazione e la cultura a San Francisco lancia ufficialmente Call4INNOVIT 2026, un programma di accelerazione dedicato a startup, scale-up e PMI italiane, studiato per favorire il loro sviluppo internazionale e la connessione con l’ecosistema tecnologico della Silicon Valley.

Il percorso è strutturato in tre fasi:

  1. Readiness (fase online): una fase remota di circa 2 settimane in cui partecipano 40 startup e 25 PMI, con attività quali orientamento, analisi dei bisogni, mentorship e tutoring. Al termine, vengono selezionate 20 startup, 15 scale-up e 15 PMI per andare avanti
  2. Experience (fase in presenza): i progetti selezionati accedono a un batch di accelerazione a San Francisco, con workshop, mentoring, networking, visite nelle sedi di grandi aziende tech e un Demo Day. La durata varia in base al tipo di partecipante: 1 settimana per le PMI2 settimane per startup e scale-up
  3. Follow-up (fase online): una fase finale post-programma, anch’essa online della durata di una settimana, per rafforzare le relazioni e i contatti istituiti durante l’esperienza in Silicon Valley

Le scadenze per la candidatura ai programmi 2026 sono le seguenti:

  • 9 febbraio 2026: SMEs Traction – DefenceTech, Space, Dual Use, Cybersecurity, Quantum (PMI)
  • 17 marzo 2026: SMEs Traction – Infrastructures, Logistics, Mobility, Energy, PropTech (PMI + Startup e scaleup)
  • 21 aprile 2026: SMEs Traction – Life Sciences e BioTech (PMI)
  • 21 aprile 2026: Startup Acceleration – Life Sciences e BioTech (Startup e scaleup)
  • 29 maggio 2026: SMEs Traction – CleanTech e GreenTech (PMI)
  • 29 maggio 2026: Startup Acceleration – CleanTech e GreenTech (Startup e scaleup)
  • 21 luglio 2026: SMEs Traction – SportTech (PMI)

Tutte le candidature devono essere presentate entro le ore 22.00 (ora italiana) del giorno di scadenza.

Sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security

Sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security

Il Voucher Cloud & Cybersecurity, disciplinato dal decreto ministeriale 18 luglio 2025, è volto a sostenere la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security da parte di PMI e lavoratori autonomi, a fronte dell’acquisizione, da parte degli stessi, di soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle a disposizione e/o di soluzioni tecnologiche più avanzate e sicure rispetto a quelle in uso.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i servizi e prodotti di cloud computing e cyber security dovranno essere forniti da soggetti iscritti in apposito elenco formato e tenuto dal Ministero, con le modalità indicate nel decreto direttoriale 21 novembre 2025.

La dotazione finanziaria è pari a 150 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC) relative al periodo di programmazione 2014-2020.

Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI e i lavoratori autonomi, operanti sull’intero territorio nazionale che dispongono, all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps.

Sono considerate ammissibili alle agevolazioni le spese sostenute per l’acquisizione di uno o più servizi/prodotti di cloud computing e cyber security comprendenti hardware, software e servizi cloud, che risultano presenti nel seguente elenco:

  • soluzioni hardware cybersecurity, quali: firewall; firewall di nuova generazione (NGFW); router/switch; dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS);
  • soluzioni software cybersecurity, quali: antivirus e antimalware; software di monitoraggio delle reti; soluzioni di crittografia dei dati; sistemi di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza (SIEM); software di gestione delle vulnerabilità;
  • servizi cloud infrastrutturali (IaaS) e di piattaforma (PaaS), quali: virtual machine; servizi di storage & backup; network & security (inclusi connettività VPN e servizi DDoS), database;
  • servizi Cloud SaaS, quali: software di contabilità; soluzioni per la gestione delle risorse umane (HRM); sistemi di gestione produttività/Workflow (ERP), incluse soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale; software per la gestione di contenuti digitali (CMS) ed e-commerce; strumenti per gestire le interazioni con i clienti (CRM) che includono, tra gli altri, i servizi di collaborazione e centralino virtuale (UCC e PABX);
  • servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi, inclusi i servizi professionali, fatta eccezione per i servizi di formazione. Tali servizi sono ammissibili nella misura massima del 30% del complessivo piano di spesa e devono essere connessi ad uno o più degli altri servizi individuati nel presente elenco.

I servizi/prodotti agevolabili possono essere acquisiti tramite:

  • acquisto diretto di uno o più servizi/prodotti;
  • sottoscrizione di un abbonamento;
  • adottando una combinazione delle modalità sopra indicate.

I piani di spesa riguardanti i predetti prodotti/servizi, il cui importo non deve risultare inferiore a 4 mila euro, devono:

  • avere una durata non superiore a 12 mesi decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento di concessione delle agevolazioni, qualora il piano sia attuato unicamente mediante acquisto diretto di uno o più servizi/prodotti;
  • essere collegati, nei casi diversi da quello sopra indicato, ad abbonamenti di durata non inferiore a 24 mesi. Qualora la durata dell’abbonamento ecceda tale termine, le spese ammissibili sono limitate a quelle riconducibili ai primi 24 mesi di abbonamento.

Non sono ritenute ammissibili le spese connesse all’acquisizione di prodotti/servizi aventi prestazioni analoghe a quelli già in uso dei soggetti beneficiari.

Le agevolazioni sono concesse, ai sensi del regolamento de minimis, sotto forma di contributo a fondo perduto, nella misura massima del 50% delle spese ammissibili. Le agevolazioni non potranno superare, in ogni caso, l’importo di 20 mila euro.

Le agevolazioni sono erogate in non più di due quote, di cui la prima all’avvenuto sostenimento di almeno il 50% del piano di spesa e la seconda ed ultima a seguito dell’avvenuta ultimazione del piano, fermo restando la possibilità di richiedere l’erogazione in una unica quota a seguito della realizzazione dell’intero piano di spesa.

Elenco dei fornitori dei servizi e prodotti agevolabili

Ai fini dell’ammissibilità all’erogazione dei servizi e prodotti oggetto delle agevolazioni, i fornitori sono tenuti ad iscriversi ad un apposito elenco, istituito e gestito dal Ministero delle imprese e del made in Italy, le cui modalità di formazione sono definite dal decreto direttoriale 21 novembre 2025.

Per effettuare l’iscrizione è necessario presentare apposita istanza al Ministero, nella quale i fornitori dovranno, tra gli altri, attestare il possesso di specifici requisiti individuati all’articolo 4 del decreto direttoriale.

La registrazione al predetto elenco abilita i fornitori all’erogazione dei servizi e/o prodotti dichiarati in sede di presentazione dell’istanza, nonché conferisce a tali servizi e/o prodotti la qualifica necessaria ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni.

I termini per la presentazione delle predette istanze apriranno dalle ore 12:00 del giorno 4 marzo 2026 alle ore 12:00 del giorno 23 aprile 2026.

I fornitori potranno presentare le domande per la registrazione al predetto elenco accedendo esclusivamente ad un’area dedicata che sarà resa disponibile sul portale del Ministero delle imprese e del made in Italy.

Termini e modalità di presentazione delle domande di agevolazione da parte delle PMI e dei lavoratori autonomi saranno definiti con successivo provvedimento direttoriale, in esito alla formazione dell’elenco dei soggetti abilitati alla fornitura dei prodotti e servizi agevolabili.

Scadenza: 23 aprile 2026

Eurostars: nuovo bando per progetti di R&S collaborativi

Eurostars: nuovo bando per progetti di R&S collaborativi

Spin-off universitario

È ufficialmente aperta la nuova call Eurostars rivolta a PMI innovative interessate a sviluppare progetti di ricerca e innovazione in collaborazione con altri soggetti internazionali.

Pubblicata dalla European Partnership on Innovative SMEs di Horizon Europe, l’iniziativa finanzia progetti presentati da consorzi composti da almeno due soggetti indipendenti provenienti da due diversi Paesi partecipanti a Eurostars, di cui almeno uno deve essere una PMI innovativa.

Il bando sostiene progetti di R&S innovazione a carattere internazionale in tutti settori tecnologici e applicativi, con l’obiettivo di sviluppare prodotti, processi o servizi ad alto potenziale di mercato.

I progetti devono essere guidati da una PMI innovativa, affiancata da altri partner quali impreseuniversità o organismi di ricerca.

Il bando è cofinanziato dalla Commissione europea e dai vari Stati aderenti al programma. Per quanto riguarda l’Italia il programma è sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR); per accedere ai finanziamenti occorre quindi rispettare i requisiti presenti nel relativo Avviso Nazionale (al momento non ancora pubblicato).

La scadenza per presentare proposte è fissata al 19 marzo 2026.

Scadenza: 19 marzo 2026

Progetto SECURE: 5 milioni di euro per rafforzare la cybersecurity delle PMI europee

Progetto SECURE: 5 milioni di euro per rafforzare la cybersecurity delle PMI europee

L’Assessorato Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica, tramite la Direzione Regionale Istruzione, Formazione e Politiche per l’Occupazione, ha approvato un nuovo Avviso pubblico a valere del PR FSE+ Lazio, attraverso il quale si intende proseguire nel sostegno di interventi che si pongono la finalità di accrescere la consapevolezza su temi relativi alla cybersicurezza ed alle tecnologie abilitanti (e.g. IoT, AI, Blockchain, 5G, etc.), in continuità con quanto effettuato dall’AdG FSE a partire dal 2022 con l’offerta formativa attivata dall’ Accademia di Cybersicurezza Lazio.

L’obiettivo della Regione Lazio consiste nel rafforzare gli investimenti per aumentare la sensibilità dei cittadini in tema di cybersicurezza attraverso un piano di informazione e formazione rivolto a studenti e docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della Regione Lazio e l’organizzazione sul territorio regionale di webinar, workshop e seminari di introduzione alla cybersicurezza rivolti a giovani diplomati e laureati e orientati alla divulgazione delle tecnologie di base per la trasformazione digitale dei processi in cui sono coinvolte imprese e pubbliche amministrazioni

L’Avviso prevede un sostegno per la realizzazione di due linee programmatiche fondamentali: una consistente nell’attuazione di un piano di formazione e informazione, c.d. “Piano Awareness” sulle tematiche della cybersicurezza rivolto ai docenti e agli studenti delle scuole medie e superiori del Lazio, l’altra rivolta all’organizzazione e realizzazione sul territorio regionale di webinar, workshop e seminari di introduzione alla cybersecurity rivolti a giovani diplomati e laureati e orientati alla  divulgazione delle tecnologie di base per la trasformazione digitale dei processi in cui sono  coinvolte non solo le imprese, ma anche le pubbliche amministrazioni e alla conoscenza delle professioni legate al mondo della cybersicurezza.

L’ Avviso, pertanto, finanzia progetti articolati in due Linee di azione:

  • Linea A. Definizione e attuazione del Piano di “Awareness” nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della Regione Lazio.
  • Linea B. Realizzazione di attività divulgative e seminariali rivolte a giovani diplomati e laureati di introduzione alla cybersecurity e alle tecnologie abilitanti e sulle professioni legate alla cybersicurezza

Si raccomanda di porre attenzione al dettaglio dei requisiti previsti per la realizzazione dei progetti definiti all’art. 2 dell’Avviso.

Per la realizzazione degli interventi è consentita la subcontraenza per importi non superiori al 25% del contributo approvato.

Gli interventi dovranno realizzarsi nell’arco di 12 mesi a partire dalla data di notifica di approvazione del finanziamento e conseguente avvio delle attività.

I soggetti proponenti sono Associazioni, Fondazioni, Enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, Università, imprese che potranno presentare i progetti in forma singola.

Ai fini della partecipazione all’Avviso il soggetto proponente dovrà dimostrare di avere gestito negli ultimi 3 anni attività formative e/o divulgative in tema di cybersicurezza per un importo totale di almeno 750.000,00 euro e di avere la capacità dimostrabile di coprire con le attività progettuali l’intero territorio della Regione Lazio.

I destinatari sono gli studenti e i docenti delle scuole secondarie di primo o secondo grado del Lazio e i giovani diplomati e laureati con età tra i 18 e i 34 anni residenti o domiciliati nel Lazio.

Le proposte potranno essere presentate dalle ore 9:30 del giorno successivo alla pubblicazione sul BUR della Regione Lazio del provvedimento che approva l’Avviso e fino alle ore 17:00 di martedì 20 gennaio 2026.

Scadenza: 20 gennaio 2026

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