Sostegno agli attori della società civile impegnati per la prevenzione dei conflitti, la costruzione della pace e la preparazione alle crisi nel Sud-Est asiatico e nel Pacifico

Sostegno agli attori della società civile impegnati per la prevenzione dei conflitti, la costruzione della pace e la preparazione alle crisi nel Sud-Est asiatico e nel Pacifico

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Nel quadro dello Strumento per la stabilità e la pace è stato pubblicato un bando per supportare gli attori della società civile di alcuni Paesi del Sud-Est asiatico (Indonesia, Thailandia e Timor Est) e del Pacifico (Figi, Papua Nuova Guinea e Isole Salomone) nei loro sforzi di prevenire i conflitti, rispondere alle crisi e costruire la pace nei loro Paesi.

Obiettivo del bando è di sostenere azioni attuate dalla società civile in contesti colpiti da conflitti per rafforzare la loro capacità istituzionale, operativa e di collegamento in rete.

Il bando è articolato in 2 lotti:

Lotto 1 – Misure di mediazione, dialogo e rafforzamento della fiducia

Questo lotto supporta misure di mediazione, dialogo e rafforzamento della fiducia per promuovere forme costruttive di impegno per garantire stabilità e sicurezza, in particolare tra comunità e autorità

Le OSC possono sviluppare soluzioni localizzate alle sfide in materia di sicurezza che hanno un impatto sulla vita quotidiana delle persone e contribuire a processi più genuini, inclusivi, che consentono di evidenziare le esigenze e le preoccupazioni della popolazione in materia di sicurezza e di rafforzare i legami tra le autorità, le forze di polizia e di sicurezza e le popolazioni. Per affrontare tali sfide sono necessari spazi di mediazione, dialogo e rafforzamento della fiducia tra le parti e tra i gruppi sociali, elementi cruciali per prevenire conflitti e/o avviare, consolidare o approfondire processi di pace o transizione.

Lotto 2 – Giustizia di transizione (Transitional justice) e costruzione della pace

Questo lotto intende sostenere il ruolo della società civile nella progettazione e attuazione di processi nazionali e locali e rispondere alle esigenze di contesto specifiche degli individui e delle comunità nell’ambito di tali processi, comprese le preoccupazioni di genere e i diritti dei gruppi emarginati e vulnerabili.

Affrontare gli abusi commessi durante i momenti di crisi è un processo critico, che garantisce che gli Stati e le società possano riconciliarsi e infine stabilizzarsi. Processi di giustizia di transizione, che mirano ad affrontare meglio il passato, cercare la verità e la riconciliazione, combattere l’impunità, risarcire le vittime, accompagnare e sostenere le comunità nelle loro iniziative di riconciliazione e giustizia, richiedono l’impegno degli attori della società civile, che garantiscono che si tenga conto delle esigenze e delle aspettative di tutti i settori della società, in particolare delle vittime. L’UE considera la giustizia di transizione parte integrante della costruzione dello Stato e della pace e sottolinea l’importante ruolo che la società civile deve svolgere in questi processi. La necessità di misure di giustizia di transizione si applica solo a pochi contesti, come ad esempio Aceh.

Le proposte progettuali possono essere presentate da un soggetto che rientra nella definizione di attori della società civile, come specificati nel regolamento istitutivo dello Strumento per la stabilità e la pace (precisamente: ONG, organizzazioni rappresentative di popolazioni autoctone, gruppi di cittadini e associazioni professionali locali, cooperative, sindacati, organizzazioni rappresentative degli interessi economici e sociali, le organizzazioni locali -comprese le reti- che operano nel settore della cooperazione e dell’integrazione regionali decentralizzate, associazioni di consumatori, associazioni di donne e giovani, organizzazioni che operano nel campo dell’insegnamento, della cultura, della ricerca e della scienza, università, chiese e associazioni e comunità religiose, mass media, e tutte le associazioni non governative e fondazioni private e pubbliche che possono contribuire allo sviluppo o alla dimensione esterna delle politiche interne dell’UE), stabilito nell’UE o nei Paesi destinatari (in cui si deve svolgere il progetto), da solo o in partnership con altri soggetti che rientrano nella medesima categoria.

La durata del progetto, per entrambi i lotti, deve essere compresa fra 24 e 36 mesi.

Il budget disponibile per il bando ammonta a 4.000.000 euro: 3.000.000 per il lotto 1 e 1.000.000 per il lotto 2. Il contributo del programma ai progetti potrà coprire

– fino al 90% dei costi ammissibili se il progetto coinvolge OSC locali almeno come co-applicant,

– fino al 70% dei costi se tale coinvolgimento non è previsto.

Il contributo per progetto potrà ammontare al massimo a 1.000.000 euro.

La presentazione dei concept note deve essere fatta esclusivamente attraverso il sistema PROSPECT ed ha scadenza 9 marzo 2021.

Media innovativi per la pace, la coesione sociale e la riconciliazione in Turchia, Medio Oriente e Nord Africa

Media innovativi per la pace, la coesione sociale e la riconciliazione in Turchia, Medio Oriente e Nord Africa

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EuropeAid nel quadro dello Strumento per la stabilità e la pace ha pubblicato un bando per promuovere la pace nello spazio digitale e rafforzare la resilienza delle società fragili e colpite da conflitti rispetto ai contenuti nocivi dei media in Algeria, Iraq, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia, West Bank e Striscia di Gaza e Yemen (Paesi beneficiari del bando).

Il bando mira a realizzare azioni che utilizzino il potenziale delle TIC (media digitali, applicazioni digitali, telefoni cellulari, dati, ecc.) per cambiare positivamente la dinamica della risoluzione di conflitti/crisi e a sostenere iniziative di costruzione della pace che aumentino la consapevolezza, combattano l’influenza della disinformazione/informazione e rafforzino l’alfabetizzazione mediatica per gli utenti chiave (giovani, influencer, giornalisti, cittadini, ecc.)

Priorità:

  1. Promuovere software open source gratuito, strumenti e piattaforme digitali per monitorare, contrastare la diffusione e mitigare l’impatto dell’incitamento all’odio, delle voci e della disinformazione.
  2. Promuovere i contenuti creativi dei media come strumento di sensibilizzazione per rafforzare identità condivise, sostenere la coesione sociale, la mediazione e gli sforzi di riconciliazione post-conflitto.
  3. Promuovere un programma informativo ed educativo che contribuisca ad aumentare la conoscenza di questioni complesse e ad aiutare il pubblico a rifletterci criticamente.
  4. Sostenere l’attuazione di iniziative di mediazione digitale e di diplomazia in aree colpite da conflitti.
  5. Contribuire a responsabilizzare e rafforzare la voce dei gruppi emarginati attraverso l’uso dei media e delle TIC.
  6. Promuovere l’innovazione e lo sviluppo di politiche tra TIC, pace e sicurezza.

Attività possibili (elenco non esaustivo):

– Utilizzo del potenziale delle TIC per raccogliere, elaborare e analizzare dati che supportano l’analisi dei conflitti e il processo di allarme rapido per informare le iniziative decisionali o di costruzione della pace volte a porre fine ai conflitti violenti;

– Monitoraggio dei social media per rilevare l’influenza di disinformazione / informazione, campagne di fake news, ecc;

– Sostegno/incoraggiamento alla pubblicazione di contenuti mediatici e di social media che contrastino la violenza e la disinformazione e / o promuovano messaggi positivi;

–  Utilizzo di applicazioni o giochi online per promuovere messaggi positivi, contrastare l’incitamento all’odio, l’incitamento alla violenza, la disinformazione e altri contenuti dannosi diffusi online;

– Utilizzo del potenziale delle TIC per lanciare iniziative quali mappatura delle crisi, podcast, giochi di pace, piattaforme di crowdsourcing;

– Miglioramento delle capacità investigative e di reportistica in tema di conflitti da parte dei giornalisti e delle équipe editoriali per promuovere una copertura più equilibrata di eventi e storie relativi ai conflitti;

– Utilizzo di podcast e spazio virtuale per documentare la realtà di una crisi, discutere questioni complesse e incoraggiare un dibattito costruttivo;

– Sessioni di sensibilizzazione sui rischi e le opportunità associati all’attivismo digitale e miglioramento delle competenze in materia di e-literacy e difesa informatica.

Sono autorizzati, quando necessario approcci integrati che combinano più piattaforme multimediali (radio, stampa, televisione e media online) con il coinvolgimento off-line. Tutte le proposte dovranno dimostrare di essere conformi alle normative del paese in cui si svolge l’azione e al Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’UE.

Le attività progettuali si devono svolgere in almeno uno dei Paesi beneficiari.

Possono presentare una proposta progettuale soggetti con personalità giuridica appartenenti alle seguenti categorie: ONG, autorità locali, fondazioni indipendenti, operatori del settore pubblico, e in generale attori della società civile (come definiti nel regolamento istitutivo del programma) stabiliti in uno Stato UE oppure in uno dei Paesi destinatari del bando o negli altri Paesi ammissibili al programma.

Se il proponente non è stabilito in uno dei paesi beneficiari, almeno un partner del progetto deve esserlo.

La durata progetto deve essere compresa fra 24 e 36 mesi.

Il budget disponibile per il bando ammonta a 6.000.000 euro. Il contributo del programma ai progetti potrà coprire fino al 95% dei costi ammissibili (minimo 80%), per un massimo di 2.000.000 di euro. Non saranno valutati progetti che richiedono un contributo inferiore a 1.200.000 euro.

Il bando è qualificato come “ristretto” e questo implica che la presentazione delle proposte di progetto avvenga in due fasi: la prima consiste nell’invio delle proposte di progetto attraverso la compilazione del concept note, un formulario meno dettagliato attraverso il quale presentare il progetto in modo sintetico; solo i progetti i cui concept note siano stati valutati positivamente saranno inseriti in una short list e i loro proponenti saranno invitati a presentare le proposte complete di progetto. Le proposte complete devono essere CONFORMI CON QUELLE PRESENTATE ATTRAVERSO IL CONCEPT NOTE (ovvero: gli elementi presentati nel concept note non possono essere modificati nella proposta completa; in particolare il partenariato non può essere modificato, salvo situazioni di particolare criticità e in accordo con la Commissione).

Sia il proponente sia i partner devono essere registrati nel sistema PADOR: il proponente deve esserlo già al momento della presentazione del concept note, mentre i partner è sufficiente che lo siano al momento della presentazione della proposta completa del progetto.

La presentazione dei concept note deve essere fatta esclusivamente attraverso il sistema PROSPECT.

Scadenza (concept note): 29 gennaio 2021

Bando 2020 “Sostegno a misure di informazione relative alla politica di coesione dell’UE”

Bando 2020 "Sostegno a misure di informazione relative alla politica di coesione dell’UE"

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La Commissione europea ha pubblicato il bando 2020 per il sostegno a misure di informazione sulla politica di coesione dell’UE. Obiettivo della call è fornire sostegno alla produzione e diffusione di informazioni e contenuti relativi alla politica di coesione dell’UE, incluso il Fondo per la transizione giusta e il Piano di ripresa per l’Europa, nel rispetto della completa autonomia editoriale dei soggetti coinvolti.

Le proposte da candidare dovranno illustrare e valutare il ruolo della politica di coesione nel realizzare le priorità politiche della Commissione europea e nell’affrontare le sfide attuali e future che impegnano l’UE, gli Stati membri, le regioni e le amministrazioni locali. Più precisamente, le proposte dovrebbero riguardare il contributo della politica di coesione orientato a:

– stimolare l’occupazione, la crescita e gli investimenti a livello regionale e nazionale e migliorare la qualità della vita dei cittadini;

– favorire la realizzazione delle priorità dell’UE e dei suoi Stati membri, che comprendono, oltre alla creazione di posti di lavoro e di crescita, anche la tutela dell’ambiente, la lotta al cambiamento climatico, la promozione della ricerca e dell’innovazione;

– rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nell’UE riducendo le disparità tra i Paesi e le regioni dell’Unione;

– aiutare le regioni a gestire la globalizzazione trovando la propria collocazione nell’economia mondiale;

– rafforzare il progetto europeo, in quanto la politica di coesione è direttamente al servizio dei cittadini dell’UE.

I destinatari delle misure di informazione da attuare sono:

– il pubblico in generale. L’obiettivo è sensibilizzare gli europei che non sono consapevoli dell’azione dell’UE nella loro regione sui risultati della politica di coesione e il suo impatto sulla vita dei cittadini. L’informazione dovrebbe concentrarsi sull’accrescere la comprensione del contributo della politica di coesione alla promozione dell’occupazione e della crescita in Europa e alla riduzione delle disparità tra territori.

– gli stakeholder. L’obiettivo è coinvolgere gli stakeholder (incluso autorità nazionali, regionali e locali, beneficiari, imprese, mondo accademico) per comunicare ulteriormente l’impatto della politica di coesione nelle loro regioni e alimentare il dibattito sul futuro di tale politica e, più in generale, sul futuro dell’Europa.

I progetti dovranno avere una durata massima di 12 mesi (indicativamente con inizio nell’estate 2021).

Possono presentare proposte persone giuridiche, stabilite nei Paesi UE, quali:

– organizzazioni attive nel settore della comunicazione/agenzie di stampa (televisione, radio, carta stampata, media online, nuovi media, combinazione di diversi media);

– organizzazioni senza scopo di lucro;

– università e istituti d’istruzione;

– centri di ricerca e think-tanks;

– associazioni di interesse europeo;

– organismi privati;

– autorità pubbliche (nazionali, regionali e locali) escluso le autorità incaricate dell’attuazione della politica di coesione a norma dell’articolo 123 del Regolamento (UE) n. 1303/2013 (Autorità di gestione o di controllo).

In generale, non sono ammissibili organismi appositamente costituiti con l’obiettivo di attuare progetti nell’ambito del presente bando. Inoltre, soggetti che hanno presentato candidature nel quadro degli analoghi bandi pubblicati nel 2017, 2018 e 2019 possono partecipare a questo bando a prescindere dall’esito della candidatura precedente.

Il bando dispone di un budget di 5.000.000 €. Per ciascun progetto la sovvenzione UE potrà coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili per un massimo di 300.000 €. La sovvenzione assumerà la forma del rimborso dei costi del progetto.

La scadenza per presentare proposte è il 12 gennaio 2021.

Sostegno al coinvolgimento dei cittadini nell’attuazione della politica di coesione

Sostegno al coinvolgimento dei cittadini nell'attuazione della politica di coesione

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La Commissione europea – DG Regio ha pubblicato il bando “Sostegno al coinvolgimento dei cittadini nell’attuazione della politica di coesione”.  L’obiettivo è incoraggiare e sostenere il coinvolgimento dei cittadini nella politica di coesione, per migliorare l’attuazione di tale politica, così importante per i territori dell’UE, e accrescere il senso di titolarità dei suoi risultati tra i cittadini.

Il bando intende finanziare progetti che offrano ai cittadini/alle organizzazioni della società civile mezzi efficienti per partecipare attivamente all’elaborazione e/o all’attuazione e/o al monitoraggio della politica di coesione. I progetti selezionati promuoveranno la partecipazione attiva dei cittadini nell’ambito di un programma operativo, di un obiettivo strategico previsto dal programma e/o di un obiettivo specifico.

Sarà data priorità a progetti orientati a:
– sviluppare nuovi strumenti o azioni per il coinvolgimento dei cittadini nella politica di coesione e/o
 migliorare, potenziare gli strumenti o le attività esistenti al fine di rafforzare e ampliare il coinvolgimento dei cittadini nella politica di coesione.

I progetti proposti devono avere durata massima di 12 mesi.

Il bando è rivolto ad organizzazioni senza scopo di lucro pubbliche e private stabilite negli Stati membri UE e mette a disposizione complessivamente 250mila euro da destinare al finanziamento di 10 progetti (per ciascun progetto può essere erogata una sovvenzione massima di 25mila euro).

La scadenza per la presentazione delle proposte è il 31 maggio 2020.

Bando 2019 “Sostegno a misure di informazione relative alla politica di coesione dell’UE”

Bando 2019 "Sostegno a misure di informazione relative alla politica di coesione dell’UE"

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La Commissione europea ha pubblicato il bando 2019 per il sostegno a misure di informazione sulla politica di coesione dell’UE. Obiettivo della call è fornire sostegno alla produzione e diffusione di informazioni e contenuti relativi alla politica di coesione dell’UE, nel rispetto della completa autonomia editoriale dei soggetti coinvolti.

Il bando è strutturato su 2 Azioni:

Azione 1 – Sostegno alla produzione e diffusione di informazioni e contenuti relativi alla politica di coesione dell’UE da parte dei media e di altri soggetti ammissibili

Azione 2 – Promozione della politica di coesione dell’UE da parte di università e altri istituti d’istruzione

Le proposte da candidare dovranno illustrare e valutare il ruolo della politica di coesione nel realizzare le priorità politiche dell’UE e nell’affrontare le sfide attuali e future che impegnano l’UE, gli Stati membri, le regioni e le amministrazioni locali. Più precisamente, le proposte dovrebbero riguardare il contributo della politica di coesione orientato a:

– stimolare l’occupazione, la crescita e gli investimenti a livello regionale e nazionale, e migliorare la qualità di vita dei cittadini;

– contribuire alla realizzazione delle priorità dell’UE e degli Stati membri, che comprendono, oltre alla creazione di posti di lavoro e di crescita, anche la tutela dell’ambiente, la gestione dei cambiamenti climatici, la promozione della ricerca e dell’innovazione;

– migliorare la coesione economica, sociale e territoriale nell’UE riducendo le disparità tra i Paesi e le regioni dell’UE;

– aiutare le regioni a gestire correttamente la globalizzazione trovando la propria collocazione nell’economia mondiale;

– rafforzare il progetto europeo, in quanto la politica di coesione è direttamente al servizio dei cittadini dell’UE.

I progetti dovranno avere una durata massima di 12 mesi (indicativamente con inizio da maggio/luglio 2020).

Possono partecipare al bando persone giuridiche, stabilite in uno dei Paesi UE, quali:

Azione 1

– organizzazioni attive nel settore della comunicazione/agenzie di stampa (televisione, radio, stampa, mezzi di comunicazione online, nuovi mezzi di comunicazione e combinazione di diversi mezzi di comunicazione);

– organizzazioni senza scopo di lucro;

– università e istituti d’istruzione;

– centri di ricerca e gruppi di riflessione;

– associazioni di interesse europeo;

– soggetti privati;

– autorità pubbliche (nazionali, regionali e locali) escluso le autorità incaricate dell’attuazione della politica di coesione a norma dell’articolo 123 del Regolamento (UE) n. 1303/2013 (Autorità di gestione o di controllo).

Azione 2

–  università e istituti d’istruzione

In generale non sono ammissibili organismi appositamente costituiti con l’obiettivo di attuare progetti nell’ambito del presente bando. Inoltre, i soggetti che hanno presentato candidature nell’ambito degli analoghi bandi pubblicati nel 2017 e 2018 sono ammissibili a prescindere dall’esito della candidatura precedente.

Il bando dispone di un budget di 4.800.000 € (4.000.000 € per Azione 1; 800.000 € per Azione 2). Per ciascun progetto selezionato la sovvenzione UE potrà coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili e sarà compresa tra 70.000 € e 300.000 €. La sovvenzione assumerà la forma del rimborso dei costi del progetto.

Scadenza: 10 dicembre 2019.

URBACT III – Bando per Action Planning Networks

URBACT III – Bando per Action Planning Networks

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Nell’ambito del programma URBACT III è stato appena aperto l’ultimo bando per la creazione di Action Planning Networks.

Le Action Planning Networks sono reti transnazionali costituite da città che condividono problematiche comuni a livello urbano e che mirano a elaborare piani d’azione integrati al fine di superare le problematiche individuate. Queste reti dovrebbero sostenere un processo organizzato di scambio e apprendimento fra pari con l’obiettivo di migliorare le politiche locali attraverso un processo di pianificazione condiviso. Il bando punta a sostenere 23 reti di questo tipo.

I temi sui quali è possibile creare reti coprono i 10 Obiettivi Tematici della Politica di coesione, ovvero:
– rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione (OT 1)
– migliorare l’accesso, l’utilizzo e la qualità delle ICT (OT 2)
– migliorare la competitività delle PMI (OT 3)
– sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori (OT 4)
– promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi (OT 5)
– proteggere l’ambiente e promuovere l’efficienza delle risorse (OT 6)
– promuovere il trasporto sostenibile ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete (OT 7)
– promuovere l’occupazione e la mobilità dei lavoratori (OT 8)
– promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà (OT 9)
– investire nell’istruzione, nelle competenze e nell’apprendimento permanente sviluppando infrastrutture di istruzione e formazione (OT 10)

Il bando interessa 2 categorie di beneficiari:

  1. city partners: città dei Paesi UE, della Norvegia e della Svizzera; per città deve intendersi un’autorità pubblica rappresentativa di città/comuni/aree metropolitane, distretti cittadini o circoscrizioni, autorità metropolitane e agglomerati organizzati, agenzie pubbliche o semi-pubbliche istituite dalle autorità locali e responsabili di specifiche politiche.
  2. non-city partners: autorità provinciali, regionali e nazionali, università e centri di ricerca nell’ambito delle politiche urbane. Per essere eleggibili questi soggetti devono essere autorità pubbliche o enti pubblici equivalenti (public equivalent body).

Capofila del Network – quindi proponente di progetto – deve essere una città. Il partenariato della rete deve essere costituito da minimo 7 e massimo 10 città stabilite negli Stati membri Ue e nei Paesi partner. Esso può comprendere al massimo 2 non-city partner e deve includere un numero minimo di città di regioni meno sviluppate variabile (da 3 a 5 città) a seconda della dimensione del partenariato.

I progetti per Action Planning Networks avranno una durata massima di 30 mesi, articolati in due fasi: una prima fase (6 mesi) dedicata allo sviluppo delle attività della rete e una seconda fase (24 mesi) dedicata all’implementazione delle attività della rete.

Il bando sosterrà la creazione di 23 reti. Il budget massimo ammissibile per una rete è pari a 750mila €; per la fase 1 il budget non può superare i 150mila euro.

Per ciascuna rete selezionata la percentuale di cofinanziamento del FESR varia a seconda della localizzazione delle città partner: per le città provenienti da regioni più sviluppate è del 70%, mentre per le città provenienti da regioni meno sviluppate e in transizione è l’85%.
Le città svizzere sono cofinanziate al 50% da fondi nazionali. Le città norvegesi partecipano invece a proprie spese.

La scadenza per la presentazione delle candidature per la fase 1 è il 17 aprile 2019, ore 15.

Sostegno a misure di informazione relative alla politica di coesione dell’UE

Bando 2018 “Sostegno a misure di informazione relative alla politica di coesione dell’UE”

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La Commissione europea ha pubblicato il bando per il 2018 per il sostegno a misure di informazione sulla politica di coesione dell’UE. Obiettivo primario della call è fornire sostegno alla produzione e diffusione di informazioni e contenuti relativi alla politica di coesione dell’UE, nel rispetto della completa autonomia editoriale dei beneficiari coinvolti.

Le proposte da candidare dovranno illustrare e valutare il ruolo della politica di coesione nel realizzare le priorità politiche dell’UE e nell’affrontare le sfide attuali e future che impegnano l’UE, gli Stati membri, le regioni e le amministrazioni locali. Più specificamente le proposte dovrebbero riguardare il contributo della politica di coesione al fine di:

– stimolare l’occupazione, la crescita e gli investimenti a livello regionale e nazionale, e migliorare la qualità di vita dei cittadini;

– contribuire alla realizzazione delle priorità dell’UE e degli Stati membri, che comprendono, oltre alla creazione di posti di lavoro e di crescita, anche la tutela dell’ambiente, la gestione dei cambiamenti climatici, la promozione della ricerca e dell’innovazione;

– migliorare la coesione economica, sociale e territoriale nell’UE riducendo le disparità tra i Paesi e le regioni dell’UE;

– aiutare le regioni a gestire correttamente la globalizzazione trovando la propria collocazione nell’economia mondiale;

– rafforzare il progetto europeo.

I progetti dovranno avere una durata di 12 mesi (indicativamente con inizio da dicembre 2018/gennaio 2019).

Possono partecipare al bando persone giuridiche, stabilite in uno dei Paesi UE, quali:

– organizzazioni attive nel settore della comunicazione/agenzie di stampa (televisione, radio, stampa, mezzi di comunicazione online, nuovi mezzi di comunicazione e combinazione di diversi mezzi di comunicazione);

– organizzazioni senza scopo di lucro;

– università e istituti d’istruzione;

– centri di ricerca e gruppi di riflessione;

– associazioni di interesse europeo;

– soggetti privati;

– autorità pubbliche (nazionali, regionali e locali) che non siano Autorità di gestione.

Non sono ammissibili organismi appositamente costituiti con l’obiettivo di attuare progetti nell’ambito del presente bando.

Il bando dispone di un budget di 5 milioni di euro. Per ciascun progetto selezionato la sovvenzione UE potrà coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili e sarà compresa tra 70mila e 300mila euro. La sovvenzione assumerà la forma del rimborso.

La scadenza per presentare proposte è il 28 giugno 2018.