Bando FAICRedito – Fondo Abbattimento Interessi

Bando FAICRedito - Fondo Abbattimento Interessi

commercio

Credito adesso rientra nel pacchetto di misure approvate per affrontare l’emergenza Coronavirus e soddisfare l’esigenza di piccole e medie imprese e professionisti lombardi di poter disporre di liquidità per garantire la continuità aziendale e avere le risorse necessarie per consentire la ripartenza. Domande dal 23 aprile 2020 fino ad esaurimento risorse. La dotazione finanziaria di Credito adesso è stata incrementata e la misura è stata modificata per assicurare a PMI e a professionisti strumenti che facilitino l’accesso al credito e la liquidità in tempi rapidi.

Le principali novità sono:

– ampliata la tipologia delle imprese che possono accedere alla misura;

– prevista la possibilità di convenzionare anche i Consorzi di Garanzia Collettiva fidi (Confidi) iscritti nell’elenco di cui all’112 bis TUB ovvero all’albo unico di cui all’art. 106 TUB come modificato dal D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141 che, insieme alle banche già convenzionate, diventeranno funding partner dell’iniziativa;

– incrementato il contributo in conto interessi dal 2% al 3%;

– prevista l’introduzione, ove tecnicamente possibile e non sia necessario modificare le attuali Convenzioni con i funding partner, di modalità per una sensibile riduzione degli attuali tempi di deliberazione dei finanziamenti;

– prevista, ove tecnicamente possibile e non sia necessario modificare le attuali Convenzioni con i funding partner, l’introduzione di un periodo di preammortamento pari a 6 – 12 mesi.

Possono partecipare:

  1. PMI e MID CAP:
  • singole e in qualunque forma costituite, ivi comprese le imprese artigiane;
  • sede Operativa in Lombardia;
  • iscritte al registro delle imprese;
  • operative da almeno 24 mesi;
  • media dei Ricavi Tipici, risultante dagli ultimi due Esercizi contabilmente chiusi alla data di presentazione della domanda di partecipazione, pari ad almeno Euro 120.000,00;
  • appartenenti a uno dei settori elencati nell’avviso con riferimento al codice ISTAT primario – ATECO 2007.
  1. LIBERI PROFESSIONISTI
  • dotati di partita Iva da almeno 24 mesi;
  • operanti in uno dei comuni della Lombardia;
  • iscritti a un albo professionale del territorio lombardo del relativo ordine o collegio professionale o aderenti a una delle associazioni professionali iscritte nell’elenco del Mise;
  • appartenenti ad uno dei settori di cui alla lettera M del codice ISTAT primario – ATECO 2007;
  • media dei Ricavi Tipici, risultante dagli ultimi due Esercizi contabilmente chiusi alla data di presentazione della domanda di partecipazione, pari ad almeno Euro 120.000,00.
  1. STUDI ASSOCIATI
  • dotati di partita Iva da almeno 24 mesi;
  • operanti in uno dei comuni della Lombardia;
  • i cui soci risultano iscritti a un albo professionale del relativo ordine o collegio professionale o aderenti a una delle associazioni professionali iscritte nell’elenco del Mise;
  • appartenenti ad uno dei settori di cui alla lettera M del codice ISTAT primario – ATECO 2007;
  • media dei Ricavi Tipici, risultante dagli ultimi due Esercizi contabilmente chiusi alla data di presentazione della domanda di partecipazione, pari ad almeno Euro 120.000,00.

L’Intervento finanziario è costituito da un finanziamento e da un contributo in conto interessi.

L’importo del singolo Finanziamento richiesto:

  • non può superare il 15% della media dei ricavi tipici risultante dagli ultimi due esercizi contabilmente chiusi;
  • per i soggetti che depositano il bilancio, il singolo finanziamento deve essere minore o uguale alla differenza media tra Attivo circolante e Disponibilità liquide;
  • compreso tra 18 mila e 200 mila euro (per i Liberi Professionisti, gli Studi Associati e le imprese Ateco J 60), 750 mila euro (per le PMI) e 1,5 milioni di euro (per le MID CAP).

Finlombarda SpA concederà un contributo in conto interessi pari al 3% a parziale copertura degli oneri connessi al finanziamento in termini di minore onerosità del finanziamento e, comunque, in misura tale da non superare il tasso definito per il finanziamento sottostante.

Acquisizione di aziende in crisi, di impianti produttivi chiusi o a rischio di chiusura

Acquisizione di aziende in crisi, di impianti produttivi chiusi o a rischio di chiusura

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Fino alle ore 17.00 del 30 dicembre 2020 le imprese (PMI e Grandi) italiane o estere, possono accedere ai contributi a fondo perduto previsti dalla L.R. 34/04 “Acquisizione di aziende in crisi, di impianti produttivi chiusi o a rischio di chiusura”.

La Misura regionale agevola investimenti avviati successivamente alla data di presentazione della domanda, non inferiori a 1.5 milioni di euro,  finalizzati all’acquisizione (intesa come acquisizione degli attivi, materiali ed immateriali, direttamente connessi all’attività – l’acquisizione di quote non è ammissibile) di un’azienda in crisi, di un ramo d’azienda o di un impianto, di uno stabilimento produttivo o di un centro di ricerca localizzati in Piemonte già chiusi o che, se non fossero acquisiti, chiuderebbero per cessazione dell’attività, favorendo il mantenimento, il miglioramento e/o il recupero dei livelli occupazionali.

Il contributo a fondo perduto, relativo agli investimenti, è calcolato nel limite di percentuale sui costi ammissibili (punto 3.4 del Bando), e con un ammontare massimo concedibile per singolo beneficiario pari a 2 milioni di euro (fino a 200.000 euro se a titolo de minimis) e nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato applicabile.

Il contributo a fondo perduto, relativo ai criteri di occupazione, viene concesso fino a un massimo di 6.300 euro per ogni acquisizione di contratto, fino a un massimo di 400.000 euro per beneficiario.

Scadenza: 30/12/2020

Promozione del welfare aziendale e della flessibilità nelle PMI – Enti Bilaterali

Promozione del welfare aziendale e della flessibilità nelle PMI - Enti Bilaterali

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La finalità del presente avviso pubblico della Regione Puglia è di selezionare Enti Bilaterali, quali soggetti beneficiari più qualificati, per scopi istituzionali, a raggiungere e supportare le piccole e medie imprese pugliesi, realizzando attività di animazione, disseminazione e sensibilizzazione nel tessuto produttivo regionale degli strumenti regionali volti a favorire l’adozione di modelli di organizzazione family friendly da parte delle imprese. Obiettivo dell’iniziativa è favorire una cultura condivisa sul tema della conciliazione vita-lavoro e del benessere organizzativo e promuovere l’adozione di politiche di gestione del personale orientate al benessere dei lavoratori, delle lavoratrici e delle loro famiglie all’interno del tessuto produttivo pugliese.

Possono partecipare Enti Bilaterali pugliesi riconosciuti; ai soggetti ammessi a finanziamento saranno affidate, per un periodo di 12 mesi, le seguenti attività: a) attività di animazione, informazione e sensibilizzazione volte a promuovere la diffusione di conoscenze tecno-specialistiche sugli strumenti del welfare aziendale e della flessibilità oraria e organizzativa; b) attività di promozione degli interventi regionali volti a favorire la conciliazione vita-lavoro e la diffusione di modelli di organizzazione family friendly .

Il contributo erogabile è di importo massimo inferiore ad € 100.000,00 a progetto. La documentazione dovrà essere inviata all’indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) servizisociali_pariopportunita@pec.rupar.puglia.it e riportare come oggetto Candidatura Avviso di Selezione “Promozione del welfare aziendale e della  flessibilità nelle PMI” entro il 18.05.2020

Avviso pubblico per l’adozione di piani aziendali di Smart Working, Asse Prioritario I – Occupazione – Azione 8.6.1

Avviso pubblico per l'adozione di piani aziendali di Smart Working, Asse Prioritario I - Occupazione - Azione 8.6.1

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L’avviso è finalizzato alla promozione nelle imprese lombarde dello smart working, un modello organizzativo che consente una maggiore flessibilità per quanto riguarda il luogo e i tempi di lavoro. Adottare piani di smart working consente di incrementare la produttività e aumentare il benessere di lavoratori e lavoratrici.

L’Avviso è rivolto ai datori di lavoro, iscritti alla Camera di Commercio o in possesso di partita IVA, con almeno 3 dipendenti, per

  • Azione A: servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet aziendale
  • Azione B: acquisto di “strumenti tecnologici” per l’attuazione del piano di smart working

Le attività dovranno essere svolte esclusivamente presso sedi operative o di esercizio lombarde.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 2 aprile 2020 fino al 15 dicembre 2021.

Possono partecipare i soggetti che esercitano attività economica e che intendono adottare e attuare un Piano aziendale di smart working:

– imprese, iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di competenza,

– soggetti in possesso di partita IVA

Ulteriori requisiti in comune per tutte le tipologie di beneficiari:

  • avere un numero di dipendenti almeno pari a 3
  • non essere già in possesso di un piano di smart working e del relativo accordo aziendale
  • risultare in regola rispetto alla verifica della regolarità contributiva
  • rispettare le previsioni di cui al Regolamento (UE) 1407/2013

– non rientrare nei campi di esclusione di cui all’art. 1 del Reg (UE) 1407/2013.

L’agevolazione è concessa a fondo perduto sotto forma di voucher. Il valore del voucher varia in relazione al numero di dipendenti delle sedi operative/unità produttive attive e localizzate sul territorio di Regione Lombardia alla data di accettazione del finanziamento ed è fruibile all’interno di massimali.

POR FSE 2014-2020: Azioni di rete per il lavoro

POR FSE 2014-2020: Azioni di rete per il lavoro

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Il bando finanzia azioni di rete rivolte a gruppi di lavoratori in cerca di nuova occupazione coinvolti in processi di crisi aziendale, con l’obiettivo di ridurre l’impatto delle crisi sui territori interessati e supportare il mantenimento dei livelli occupazionali.

L’intervento consente di attivare servizi al lavoro e alla formazione a favore di lavoratori in uscita o già fuoriusciti da aziende interessate da crisi, stimolando la messa in rete di diversi soggetti del sistema socio economico, al fine di affrontare situazioni complesse che comportano impatti negativi sull’occupazione.

Per raggiungere tali finalità, i progetti presentati devono:

  • supportare il dialogo tra le parti
  • realizzare servizi rivolti a gruppi di lavoratori
  • facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro finalizzato all’inserimento lavorativo

I progetti devono essere rivolti a:

  • lavoratori, provenienti da una o più unità produttive/operative ubicate in Lombardia, coinvolti in un processo di crisi aziendale: a) percettori di strumenti di sostegno al reddito, quali CIGD, CIGS, in presenza di accordi che prevedono esuberi e nei casi di sottoscrizione di accordi di ricollocazione ex art.24 bis d.l.g. 148/2015 in quest’ultimo caso come possibile alternativa alla misura nazionale; b) sospesi ex art.72 della legge fallimentare;
  • lavoratori già espulsi da aziende in crisi e che si trovano in stato di disoccupazione.

Le risorse disponibili  ammontano complessivamente a  € 8.900,000,00 a seguito di incrementi di risorse.

L’operatore accreditato per i servizi al lavoro, quale soggetto capofila in partner con altri soggetti del sistema socio economico coinvolti nella gestione di crisi aziendali,  può presentare  una proposta progettuale di interventi coordinati, attivabili in un’ottica di collaborazione fra i diversi attori del territorio e  articolati in un insieme di servizi al lavoro e formativi, erogati nell’ambito di percorsi personalizzati.

Il soggetto capofila deve necessariamente essere un operatore accreditato da Regione Lombardia ai servizi al lavoro.

La rete di partenariato deve comprendere almeno tre soggetti (incluso il capofila) fra i seguenti:

  • operatori accreditati ai servizi al lavoro e/o alla formazione, pubblici e privati;
  • centri per l’impiego;
  • aziende;
  • enti locali territoriali;
  • parti sociali;
  • distretti e metadistretti industriali;
  • distretti commerciali;
  • camere di commercio;
  • fondazioni grant making;
  • advisor o consulenti direzionali o di outplacement;
  • consulenti/società di outplacement;
  • organizzazioni del terzo settore;
  • operatori autorizzati nazionali;
  • agenzie per il lavoro (APL);
  • istituzioni scolastiche, formative e universitarie.

Ogni progetto prevede un insieme di servizi al lavoro e alla formazione da erogare ad un numero minimo di 10 persone provenienti da un massimo di 3 aziende dello stesso settore o filiera interessate da processi di crisi.

I servizi sono:

  • servizi a processo di orientamento e accompagnamento al lavoro e servizi di consolidamento delle competenze fruibili per un valore massimo di €2.000,00 a persona
  • servizi a risultato di inserimento lavorativo quantificati sulla base della Fascia di Aiuto del destinatario, per un valore massimo di € 1.835 per i servizi di inserimento e avvio al lavoro e € 3.860 per i servizi di autoimprenditorialità.

Scadenza: 30 giugno 2020

PIANI FORMATIVI AZIENDALI REGIONE PUGLIA

PIANI FORMATIVI AZIENDALI REGIONE PUGLIA

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L’Avviso 4/2016 è lo strumento attraverso cui la Regione Puglia sostiene la Formazione Continua degli occupati: fornisce contributi finanziari alle imprese per sostenere lo sviluppo delle competenze e l’aggiornamento professionale delle lavoratrici, dei lavoratori e degli imprenditori pugliesi. Sono previsti Piani Formativi monoaziendali o pluriaziendali (connessi ad esigenze formative comuni a più imprese) per:a) piani formativi di aggiornamento delle competenze professionali;b) piani formativi di riqualificazione dei lavoratori delle imprese a seguito di mutamenti di mansioni;c) piani formativi di aggiornamento e/o di riqualificazione dei lavoratori delle imprese a seguito di nuovi investimenti e/o programmi di riconversione produttiva.

I piani formativi monoaziendali possono essere presentati ed attuati da singole imprese solo ed esclusivamente per la formazione dei propri dipendenti autonomamente o in collaborazione con organismi inseriti nell’Elenco Regionale degli Organismi accreditati. I piani formativi pluriaziendali possono essere presentati ed attuati da Raggruppamenti Temporanei tra Imprese per la formazione dei propri dipendenti aventi sede nel territorio pugliese (RTI) e/o Raggruppamenti temporanei di scopo (RTS) tra imprese ed organismi di formazione già costituiti o in via di costituzione.

La procedura sarà aperta sino ad esaurimento risorse.

L’intensità di aiuto non supera il 50% dei costi ammissibili.

SCADENZA: AD ESAURIMENTO

OCM Vino ‐ Campagna 2019/2020 Regione Puglia

OCM Vino ‐ Campagna 2019/2020 Regione Puglia

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Per la campagna 2019/2020 è stata assegnata alla Regione Puglia la somma di Euro 6.893.389,95. L’aiuto è concesso ai soggetti che hanno sede operativa nella Regione Puglia, si qualificano come microimprese, piccole e medie imprese e svolgono almeno una delle seguenti attività: 1) la produzione di mosto di uve; 2) la produzione di vino ottenuto dalla trasformazione di uve fresche o da mosto di uve; 3) l’elaborazione, l’affinamento e/o il confezionamento del vino; 4) la produzione di vino attraverso la lavorazione delle proprie uve da parte di terzi vinificatori qualora la domanda sia rivolta a realizzare ex novo un impianto di trattamento o una infrastruttura vinicola, anche ai fini della commercializzazione.
Le azioni ammissibili sono riportate di seguito: 1) Realizzazione di punti vendita e sale degustazione extra aziendali dei vini regionali sul territorio regionale e nazionale; 2) Attività di e‐commerce ‐ “Cantina virtuale”; 3) Logistica a sostegno della filiera vitivinicola.
L’importo minimo della spesa ammissibile a finanziamento non può essere inferiore a: Euro 30.000,00 per l’Azione 1 (Realizzazione Punti vendita e sale degustazioni extra aziendali);Euro 5.000,00 per l’Azione 2 (Attività di e‐commerce); Euro 30.000,00 per l’Azione 3 (Logistica a sostegno della filiera vitivinicola).
L’importo massimo di spesa ammissibile non può essere superiore a:Euro 200.000,00 per l’Azione 1 (Realizzazione Punti vendita e sale degustazioni extra aziendali);Euro 30.000,00 per l’Azione 2 (Attività di e‐commerce); Euro 400.000,00 per l’Azione 3 (Logistica a sostegno della filiera vitivinicola).
Si possono richiedere aiuti per più azioni. Il contributo pubblico concedibile sulla spesa ammessa è pari al 50% della stessa. La compilazione e presentazione delle domande di aiuto è effettuata esclusivamente in via telematica, utilizzando le funzionalità on‐line messe a disposizione dall’OP Agea sul portale SIAN. Il termine per la presentazione da parte dei richiedenti delle domande di aiuto è fissato alla data del 15 novembre del 2019.

OCM Vino ‐ Campagna 2019/2020 Regione Campania

OCM Vino ‐ Campagna 2019/2020 Regione Campania

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Il Piano nazionale di sostegno (PNS) del vino 2019-2023 contiene una serie di misure tra le quali quella degli Investimenti. Anche per la Regione Campania, si tratta di una misura che finanzia i progetti di investimenti materiali o immateriali, impianti di trasformazione e commercializzazione del vino diretti a migliorare il rendimento globale dell’impresa vitivinicola, con l’obiettivo di adeguare la struttura dell’azienda alla domanda di mercato e di conseguire una maggiore competitività nel settore del vino.
Le azioni della presente Misura sono riservate alle micro, piccole e medie imprese che hanno sede legale o unità locali nella Regione Campania ed il cui investimento sia realizzato sul territorio regionale. l sostegno è limitato alle microimprese, piccole e medie imprese impegnate in almeno una delle seguenti attività: 1) la produzione di mosto di uve; 2) la produzione di vino ottenuto dalla trasformazione di uve fresche o da mosto di uve; 3) l’elaborazione, l’affinamento e/o il confezionamento del vino;4) la produzione di vino attraverso la lavorazione delle proprie uve da parte di terzi vinificatori qualora la domanda sia rivolta a realizzare ex novo un impianto di trattamento o una infrastruttura vinicola, anche ai fini della commercializzazione.
Sono ammissibili a finanziamento le seguenti azioni: spese per acquisto di nuove macchine e/o attrezzature; onorari per consulenze e spese generali; Realizzazione di punti vendita e sale degustazione extra aziendali; attività di e‐commerce; spese manutenzione ordinaria dei locali extra aziendali.
L’importo del contributo delle azioni da realizzare è pari massimo al 50% dell’importo totale della spesa approvata e rendicontata. I progetti possono essere ammessi a finanziamento per un importo progettuale minimo di euro 20.000,00, mentre l’importo progettuale massimo è pari: per gli investimenti aziendali € 80.000,00; per quelli extra aziendali € 150.000,00.
La compilazione e la presentazione delle domande di aiuto è effettuata in via telematica utilizzando le funzionalità on-line messe a disposizione dall’OP AGEA sul portale SIAN.
l termine per la presentazione delle domande è fissato alla data del 15 novembre del 2019.

POR FESR, Digital Impresa Lazio

POR FESR, Digital Impresa Lazio

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Rafforzare la competitività del sistema produttivo laziale promuovendo l’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico attraverso l’utilizzo di servizi e di soluzioni ICT, in coerenza con l’Agenda Digitale Europea, con la Strategia Nazionale per la Crescita Digitale, con l’Agenda Digitale Lazio e con le priorità della Smart Specialization Strategy (S3).

E’ questo l’obiettivo del bando POR FESR Digital Impresa Lazio, per il quale la Regione Lazio ha stanziato 5 milioni di euro, con una riserva di 1,5 milioni per le imprese del commercio.

È prevista inoltre una riserva del 20% per le imprese con sede operativa in uno dei Comuni ricadenti nelle Aree di Crisi Complessa della Regione Lazio.

Beneficiari: PMI, in forma singola, inclusi i Liberi Professionisti, titolari di partita IVA, con Sede Operativa nel Lazio. Possono presentare istanza anche le PMI e i Liberi Professionisti che non hanno Sede Operativa nel Lazio al momento della presentazione della domanda, purché intendano localizzarsi nel Lazio e si impegnino ad attivare tale Sede Operativa entro la data dell’erogazione. In ogni caso il Progetto deve essere riconducibile alla Sede Operativa nel Lazio.

Progetti ammissibili: Sono agevolabili Progetti che prevedono l’adozione di una o più soluzioni tecnologiche e/o sistemi digitali, tra quelle di seguito elencate (le Tipologie di Intervento del Progetto), alcune delle quali sono meglio esplicitate nel “Glossario Tecnico” (vedi l’Appendice 3 all’Avviso pubblico):

  • digital marketing: soluzioni di digital marketing: interventi SEO (Search Engine Optimization), SEM (Search Engine Marketing), Web, Social e Mobile marketing;
  • e-commerce: siti di e-commerce su piattaforme software CMS (Content Management System);
  • punto vendita digitale: soluzioni digitali per lo sviluppo di servizi front-end e customer experience nel punto vendita (chioschi, totem, touchpoint, segnaletica digitale, vetrine intelligenti, specchi e camerini smart, realtà aumentata, sistemi di accettazione di couponing e loyalty, di Electroning Shelf Labeling, di sales force automation e di proximity marketing);
  • prenotazione e pagamento: sistemi di prenotazione e pagamento via internet e/o mobile; sistemi Self scanning e Self checkout;
  • stampa 3D: attrezzature ed applicazioni per la progettazione e la stampa 3D;
  • internet of things: sistemi e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni grazie a una rete di sensori intelligenti;
  • logistica digitale: software e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica;
  • amministrazione digitale: soluzioni digitali a supporto della fatturazione elettronica e per l’ottimizzazione del magazzino;
  • sicurezza digitale: sistemi di sicurezza informatica;
  • sistemi integrati: sistemi di informazione integrati: quali i sistemi ERP (Enterprice Resource Planning), sistemi di gestione documentali e sistemi di Customer Relationship Management (CRM); sistemi e applicazioni a supporto dello smart-working e del coworking.

Ciascuna Tipologia di Intervento deve essere realizzata sotto la responsabilità di un unico fornitore in conformità alle distinte tecniche contenute nel suo preventivo. Licenze, hardware, ecc. possono essere acquistati da altri fornitori solo se il preventivo del fornitore principale le indichi come necessarie per la funzionalità della soluzione o sistema digitale da adottare.

I sistemi di elaborazione dei dati devono basarsi su piattaforme sperimentate e già affermate commercialmente, chiaramente indicate nel preventivo del fornitore.

Tutti i Progetti devono:

  • essere realizzati da PMI in forma singola; ogni PMI può presentare un unico Progetto;
  • essere realizzati nella o nelle Sedi Operative localizzate nel Lazio;
  • presentare un importo complessivo non inferiore a 7.000 e non superiore a 25.000 euro;
  • essere composti da una o più Tipologie di Intervento;
  • essere avviati dopo il 1° gennaio 2019 e non includere spese sostenute prima del 1° gennaio 2019;
  • non risultare completati (data ultima fattura) alla data della presentazione della domanda;
  • non riguardare attività imprenditoriali che rientrino nei Settori Esclusi o che hanno ottenuto un sostegno da un programma operativo cofinanziato dai Fondi SIE e sono state rilocalizzate al di fuori dell’area interessata dal programma.

Contributo erogabile e spese ammissibili:

L’Aiuto è concesso in regime De Minimis, sotto forma di contributo a fondo perduto nella misura massima del 70% dell’importo complessivo del Progetto ammesso. L’ammontare del contributo sarà definito applicando la percentuale indicata dal richiedente nel Formulario e dovrà comunque rispettare:

  • il massimale per singola Impresa Unica previsto dal De Minimis;
  • il divieto di cumulo con altri Aiuti concessi sulle stesse spese ai sensi del Reg. (UE) 651/2014 oltre i limiti ivi stabiliti (art. 8);
  • le eventuali previsioni dalla normativa specifica riguardante l’Aiuto o il finanziamento pubblico cumulato.

Sono Costi Ammissibili quelli necessari a realizzare il Progetto e si distinguono in:

Costi di Progetto da rendicontare;

Costi del Personale a forfait (ai sensi dell’art. 68 bis, p. 1, del Reg UE 1303/2013);

Costi indiretti a forfait.

Con riferimento ai Costi di Progetto da rendicontare, sono ammissibili le seguenti tipologie di Spesa Ammissibile:

  • acquisti di beni strumentali materiali e immateriali e altri costi accessori necessari all’implementazione dell’investimento (macchinari, attrezzature, hardware, software, licenze, altro, e servizi di implementazione del Progetto);
  • canoni iniziali di nuovi servizi erogati in modalità “Software as a Service”.
  • I Costi del Personale a forfait sono relativi al personale dedicato dalla PMI Beneficiaria per la realizzazione del Progetto e/o per attività di affiancamento necessario alla realizzazione del Progetto; sono riconosciuti a forfait nella misura pari al 10% dei Costi di Progetto da rendicontare.
  • I Costi indiretti a forfait saranno riconosciuti nella misura pari al 5% dei Costi di Progetto da rendicontare.

Presentazione delle domande: compilazione e finalizzazione del Formulario tramite la piattaforma online GeCoWEB dalle ore 12:00 del 10 luglio 2019 e fino alle ore 12:00 del 2 ottobre 2019 e successivo invio della domanda tramite PEC dalle ore 12:00 del 15 luglio 2019 e fino alle ore 18:00 del 2 ottobre 2019

Il contributo sarà erogato a saldo, in un’unica soluzione, a fronte della rendicontazione delle Spese Effettivamente Sostenute che deve essere effettuata esclusivamente online tramite il sistema GeCoWEB e in conformità alle indicazioni contenute nelle “linee guida per la rendicontazione”, disponibili su questa pagina.

Scadenza: 02/10/2019

 

PSR 2014-2020, Operazione 4.1.1 “Miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità delle aziende agricole”

PSR 2014-2020, Operazione 4.1.1 "Miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità delle aziende agricole"

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Contributi pari al 40% del costo dell’investimento ammissibile. Per gli investimenti relativi al settore della produzione agricola primaria (con esclusione degli investimenti finalizzati alla trasformazione e/o commercializzazione per i quali si applica in ogni caso l’aliquota del 40%) l’aliquota di sostegno potrà essere maggiorata di un ulteriore 10% per gli investimenti in zone di montagna.

Il bando NON prevede la possibilità di presentare domanda di adesione congiunta sia alla Operazione 6.1.1 “Premio per l’insediamento di giovani agricoltori “che alla Operazione 4.1.1 “Miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità delle aziende agricole dei giovani agricoltori”.

Soggetti beneficiari: Imprenditori agricoli professionali (che inoltre risultino “agricoltori attivi” in base ai dati del fascicolo aziendale), sia persone fisiche che persone giuridiche, singoli o associati. È necessario il possesso di partita IVA riferita al settore dell’agricoltura e, salvo che per le aziende rientranti nei limiti di esenzione ai sensi della normativa di settore, l’iscrizione al Registro delle imprese presso la Cciaa. La produzione deve essere compresa nell’allegato I del Trattato dell’Unione Europe.

Le domande di sostegno dovranno essere compilate e trasmesse esclusivamente attraverso l’apposito servizio on-line entro 15.07.2019.

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