Bando per progetti di rilevanza locale 2026/2027

Bando per progetti di rilevanza locale 2026/2027

Con Deliberazione di Giunta regionale n. 29  del 19 gennaio 2026 la Regione Emilia-Romagna ha approvato il sesto bando per il finanziamento e il sostegno di progetti di rilevanza locale per una somma complessiva di euro 2.685.212,00 di cui euro 1.736.303,50 come quota massima attribuibile alle Fondazioni, derivante dall’Accordo di programma con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali approvato con propria deliberazione n. 1680 del 20/10/2025.

I progetti possono essere presentati da:

  • Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale e Fondazionidel Terzo Settore iscritte nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) alla data di approvazione del presente bando aventi la sede legale nel territorio della Regione Emilia-Romagna; 
  • Fondazioni iscritte nell’anagrafe delle Onlus,di cui all’articolo 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1996, n, 460 alla data di approvazione del presente bando aventi la sede legale nel territorio della Regione Emilia-Romagna;
  • Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale e Fondazioni del Terzo Settore aventi la sede legale fuori dal territorio della Regione Emilia-Romagna,che hanno adottato un modello organizzativo interno decentrato, caratterizzato da un unico codice fiscale cui fanno capo varie sedi operative regionali, provinciali e sub-provinciali, attraverso le quali gli ETS operano declinando territorialmente le proprie attività, aventi una o più sedi operative nella Regione Emilia-Romagna (dovranno dimostrare di avere sede operativa stabile e di svolgere sul territorio regionale attività comprovabili da almeno un anno alla data di approvazione del presente bando)

I progetti dovranno essere ideati e realizzati da partnership interassociative composte da soggetti aventi le stesse caratteristiche dei capofila (par. 4 lettera c).

Il soggetto capofila e gli enti partner devono – di norma – avere sede legale nell’ambito distrettuale nel quale viene presentata la proposta progettuale.  Per i soli soggetti di cui al paragrafo 2 lett. c), la sede operativa è equiparata a quella legale.

Possono derogare al requisito della sede legale nel distretto solo i partenariati formati da almeno 5 enti e nella misura massima del 20% degli Enti che compongono il partenariato. In tal caso, gli Enti partner che non avessero sede legale nell’ambito distrettuale dovranno avere sede operativa stabile/i sul territorio distrettuale e svolgere attività comprovabili da almeno un anno.

I progetti dovranno riferirsi ad una o più delle seguenti Aree di bisogno e attività:

  1. contrasto delle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana;
  2. sostegno all’inclusione sociale, in particolare delle persone con disabilità e non autosufficienti;
  3. contrasto delle condizioni di fragilità e di svantaggio al fine di intervenire su marginalità ed esclusione sociale;
  4. promozione della partecipazione dei minori e dei giovani, quali agenti del cambiamento;
  5. sostegno scolastico fuori dell’orario scolastico ed extra-scolastico;
  6. sviluppo e rafforzamento dei legami sociali, in aree urbane o extraurbane disgregate o disagiate;
  7. sviluppo di welfare generativo di comunità;
  8. rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni comuni;
  9. sensibilizzazione sulla necessità di adottare comportamenti responsabili per minimizzare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici; promozione buone pratiche di economia circolare volte a ridurre l’impatto sull’ambiente delle attività umane.

Il finanziamento massimo per singolo progetto è di € 25.000,00. Al fine di garantirne la sostenibilità non saranno ammessi progetti che presentano un costo totale inferiore a € 12.000,00.

La copertura tramite il contributo regionale è pari al 100%, salvo che si preveda un co-finanziamento della partnership oppure di altri enti pubblici o privati. In questo caso il progetto avrà un punteggio aggiuntivo.

I progetti dovranno terminare entro il 31 dicembre 2027.

Le domande potranno essere compilate e trasmesse esclusivamente per via telematica a partire dalle ore 9.00 del 16 febbraio ed entro le ore 13.00 del 13 marzo 2026.

Scadenza: 13 marzo 2026

Aree interne, finanziamento di percorsi di inclusione attraverso interventi di welfare culturale

Aree interne, finanziamento di percorsi di inclusione attraverso interventi di welfare culturale

Bene culturale emilia

Promuovere lo sviluppo economico locale sostenendo azioni di welfare culturale nel settore dei beni culturali e dello spettacolo nel territorio regionale delle Aree Interne. Sostenere la realizzazione di progetti di welfare culturale inteso come nuovo modello integrato di promozione del benessere degli individui e della comunità attraverso pratiche fondate sulle arti visive, performative e sul patrimonio culturale.  Sono queste le finalità che si prefigge la Regione Toscana con l’avviso pubblico per il finanziamento di attività in concessione di percorsi di inclusione attraverso iniziative di welfare culturale, che attua la Strategia regionale per le aree interne.

Beneficiari del bando sono:

  • i Comuni / le Unioni di Comuni/Comuni capofila delle sei Aree interne della Toscana (enti coordinatori della strategia delle aree interne);
  • uno dei Comuni facenti parte della coalizione locale che in esito alle attività negoziali avviate ai sensi della delibera 397 del 31 marzo 2025 hanno proposto schede di intervento che interessano l’azione Fse+ 3.k.3; e
  • soggetti privati, individuati in qualità di partner(costituiti in qualsiasi forma in forma singola o associata ad eccezione delle persone fisiche), con
    sede operativa in Toscana, operanti nei territori e negli ambiti di riferimento del progetto.

Il soggetto capofila del progetto (UC/Comune capofila dell’Area interna o altro Comune facente parte della coalizione) si può costituire in partenariato con altri soggetti pubblici e/o privati che saranno a loro volta attuatori di attività progettuali e gestori di una parte del budget.
Sarà necessario quindi un atto di partenariato sottoscritto dal capofila e da tutti i partner di progetto in cui sono specificati le Unioni di Comuni/Comuni facenti parte della coalizione che aderiranno al Progetto e il relativo ruolo assunto.

Sono ammissibili progetti di welfare culturale quale modello capace di coinvolgere diversi settori come sanità, politiche sociali, cultura e terzo settore, col fine di generare un impatto positivo sulla vita delle persone e delle comunità.

I progetti utilizzeranno un approccio pratico a sostegno della partecipazione attiva, si baseranno sull’idea che la partecipazione a esperienze culturali può avere effetti positivi sulla salute fisica e mentale, sull’apprendimento e sviluppo personale, oltre che contrastare le disuguaglianze e favorire la coesione sociale.

Scadenza: 7 ottobre 2025

Bando ACT – Disuguaglianze, mobilità, welfare

Bando ACT – Disuguaglianze, mobilità, welfare

Fondazione ​Unipolis, in linea con il nuovo piano strategico triennale 2024-2026, promuove il Bando ACT – Aspirare. Coinvolgere. Trasformare. per contribuire a realizzare nel Paese una società maggiormente solidale, equa e coesa, sostenendo le persone più fragili nell’accesso alle opportunità, all’autonomia e ai diritti. Un contesto all’interno del quale gli individui possano conseguire una cittadinanza piena e raggiungere autonomia, i giovani possano diventare protagonisti del futuro, quanti provengono da percorsi migratori possano sentirsi parte attiva di una nuova collettività, le donne possano vedere realizzato un orizzonte di reale parità, concorrendo così a una trasformazione positiva della società per tutte e tutti.

Il Bando si articola in tre aree ed ogni organizzazione o ente proponente, sia come capofila sia come partner, può presentare esclusivamente un progetto, esplicitando la categoria all’interno della quale candida la proposta:

Disuguaglianze:

  • Ridurre le disuguaglianze educative
  • Favorire accesso equo ed inclusivo alla formazione e all’istruzione
  • Contrastare le disuguaglianze economiche e sociali.

Mobilità:

  • Accrescere la consapevolezza sulla sicurezza stradale
  • Realizzare infrastrutture fisiche e digitali per la sicurezza stradale
  • Rendere più vivibile e accessibile la mobilità nelle aree urbane ed extra-urbane.

Welfare:

  • Combattere le disuguaglianze nei servizi
  • Tutelare il diritto al benessere psico-fisico
  • Contrastare la denatalità e supportare l’invecchiamento attivo.

Le attività oggetto del progetto dovranno essere realizzate nel territorio italiano a partire da ottobre 2025 ed avere una durata massima di 24 mesi.

I progetti possono essere presentati dai seguenti soggetti in qualità di organizzazione proponente capofila:

  • associazioni di volontariato
  • associazioni di promozione sociale
  • altri Enti del Terzo Settore
  • cooperative sociali e/o loro consorzi
  • imprese sociali.

È auspicato il coinvolgimento di ulteriori soggetti in qualità di partner, che contribuiscano a diverso titolo alla realizzazione del progetto. Possono essere partner di progetto anche altre tipologie di soggetti giuridici non rientranti nelle categorie sopra elencate, quali istituzioni pubbliche (Comuni, Regioni, Ministeri, Università, etc.) e imprese private.

Il bando mette a disposizione un ammontare complessivo di 400 mila euro.

La richiesta di contributo non potrà essere superiore a 100.000 euro. Inoltre, il contributo richiesto non potrà essere superiore al 75% dei costi totali e non inferiore ad almeno il 20% del budget complessivo.

Scadenza: 5 giugno 2025

Startup per il welfare: al via l’acceleratore Personae

Startup per il welfare: al via l'acceleratore Personae

CDP Venture Capital Sgr, in collaborazione con SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale e a|cube, lancia la call “Personae”, un acceleratore per startup, con scadenza il 24 Settembre 2023.

Il programma sosterrà imprese che sviluppano nuove soluzioni o servizi per il welfare legati alla persona, alla comunità e alle aziende, contribuendo al benessere individuale e collettivo. L’obiettivo è migliorare l’accesso ai servizi, facilitare il bilanciamento tra vita personale e carriera, promuovere l’inclusione e adottare nuovi approcci alle esigenze di relazione e vita sociale.

La soluzione proposta dovrebbe presentare caratteristiche di accessibilità, personalizzazione, flessibilità, inclusione e innovazione in uno dei seguenti ambiti:

  • benessere individuale
  • benessere lavorativo
  • benessere familiare e di comunità
  • benessere economico

Possono partecipare startup italiane già costituite o in fase di costituzione, che abbiano un prodotto o servizio validato sul mercato e che offrano un’innovativa risposta alle sfide attuali e rilevanti nel campo del welfare in Italia.

Personae selezionerà fino a 30 startup che riceveranno un investimento iniziale di 100 mila euro. Inoltre, le startup parteciperanno a un programma di accelerazione di 4 mesi incentrato sulla crescita per l’accesso al mercato, che includerà sessioni di mentoring e tutoring.

I migliori progetti avranno accesso ad ulteriori investimenti fino a 300 mila euro.

Scadenza: 24 settembre 2023

Bando Realizziamo il cambiamento con il Sud 2023

Bando Realizziamo il cambiamento con il Sud 2023

Fondazione CON IL SUD e ActionAid Italia con la collaborazione di Fondazione Realizza il Cambiamento, intendono proseguire nel loro impegno di finanziare azioni sistematiche e virtuose nel Sud Italia promuovendo la seconda edizione del bando “Realizziamo il cambiamento con il Sud” per contrastare la povertà economica e tutelare i diritti dei più fragili nelle regioni meridionali.

Il bando vuole sostenere interventi di contrasto alla povertà e promozione dei diritti, con un approccio fondato sul welfare comunitario e caratterizzato dalla piena partecipazione e messa in rete di portatori e portatrici di diritto e di tutti gli attori coinvolti (istituzioni, enti privati e pubblici, gruppi formali e informali) e da una presa di responsabilità degli stessi enti promotori.

Le proposte potranno intervenire in uno o in entrambi gli ambiti di intervento, concentrandosi su una o più aree di intervento di seguito riportate

  • Ambito POVERTÀ: favorire la fuoriuscita da condizioni di povertà economica e marginalità sociale, promuovere soluzioni di welfare comunitario e di welfare generativo che coinvolgano attivamente le persone più vulnerabili.
  • Ambito DIRITTI: favorire l’empowerment socio-economico e la tutela dei diritti umani e civili di persone in condizione di vulnerabilità e a contrastare la violenza di genere in ogni sua forma.

In entrambi gli ambiti gli interventi potranno promuovere un migliore accesso ai servizi (abitativi, scolastici, lavorativi, socio-sanitari) e sarà rilevante la capacità di facilitare la partecipazione alla vita della comunità delle persone coinvolte, a partire dalla progettazione di iniziative e servizi, favorendo il protagonismo dei portatori e portatrici di diritto.

I progetti dovranno realizzarsi nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia e dovranno prevedere una durata complessiva tra i 18 e i 24 mesi.

Le proposte dovranno essere presentate da partnership composte da almeno 3 organizzazioni non profit, a cui potranno aggiungersi il mondo delle istituzioni, dell’università, della ricerca e quello economico.

I promotori mettono a disposizione complessivamente la somma di 1 milione di euro (di cui il 50% messo a disposizione da Fondazione CON IL SUD e il 50% da Action Aid). Il contributo sarà erogato da Fondazione Realizza il Cambiamento attraverso due edizioni del bando, nelle annualità 2022 e 2023, con le seguenti modalità:

  • 000 euro assegnati nella prima edizione del bando;
  • 000 euro assegnati nella seconda edizione del bando.

Il contributo richiedibile deve essere non inferiore a € 40.000 e non superiore a € 80.000. Le proposte di progetto devono prevedere una quota di co-finanziamento, costituita interamente da risorse finanziarie, pari ad almeno il 10% del costo complessivo del progetto, indicando le fonti del finanziamento.

Scadenza: 26 giugno 2023

Attivazione di piani di welfare aziendale e territoriale nel tessuto imprenditoriale piemontese

Attivazione di piani di welfare aziendale e territoriale nel tessuto imprenditoriale piemontese

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Obiettivo del bando è favorire l’implementazione di esperienze virtuose di welfare aziendale di secondo livello, da parte di aziende private, in risposta alla domanda di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sviluppare e/o ottimizzare i servizi per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, dei loro familiari nonché della cittadinanza in generale.

L’intervento si rivolge prioritariamente alle Piccole e Medie imprese, anche incoraggiando la collaborazione inter-aziendale, ed è finalizzata all’attivazione e implementazione, soprattutto condivisa, di servizi di welfare aziendale. Le grandi imprese possono presentare proposte progettuali purché fortemente condivise con il territorio, anche in ATI con PMI del territorio stesso.

L’intervento finanzierà, con obbligo di cofinanziamento, progetti di Imprese singole o di Associazioni Temporanee di Imprese – ATI che sviluppino sistemi di welfare destinati al loro personale dipendente ed, eventualmente, ad altri/e lavoratori o lavoratrici del territorio di riferimento.

In particolare, saranno finanziate le attività inerenti la definizione e l’avvio dei Piani di welfare finalizzati all’erogazione di servizi nelle macro-aree “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, “politiche per le pari opportunità”, “sostegno alla cultura di benessere globale delle lavoratrici e dei lavoratori” e “sviluppo sostenibile”, nonché azioni di volontariato aziendale.

Possono partecipare:

  • Piccole e medie imprese, singole o raggruppate in Associazioni Temporanee di Imprese costituende o già costituite;
  • Grandi imprese, a condizione che venga adottato un nuovo Piano di welfare territoriale oppure che un Piano di welfare aziendale esistente venga ampliato e messo a disposizione del territorio di riferimento. In entrambi i casi dovrà avere una forte condivisione con Enti o altri soggetti locali, e/o si dovrà configurare come forma di integrazione/sinergia con iniziative di welfare locale e di comunità già esistenti o fase di definizione.

Scadenza: 29 dicembre 2022

Startup per il welfare: al via l’acceleratore Personae

Startup per il welfare: al via l'acceleratore Personae

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CDP Venture Capital Sgr, in collaborazione con SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale e a|cube, lancia la call “Personae”, un acceleratore per startup che sviluppano nuove soluzioni o servizi per il welfare legati alla persona, alla comunità e alle aziende.

In particolare, il programma fa parte della Rete Nazionale Acceleratori CDP, presente in tutto il territorio per contribuire alla crescita di giovani imprese specializzate nei mercati ad alto potenziale, e dispone di un budget totale di 6,1 milioni di euro per gli investimenti nella fase di accelerazione e per i successivi step di crescita.

Personae selezionerà ogni anno per tre anni fino a 10 startup che riceveranno un investimento iniziale di 100 mila euro. Inoltre, le startup parteciperanno a un programma di accelerazione di 4 mesi incentrato sulla crescita per l’accesso al mercato, che includerà sessioni di mentoring e tutoring.

I migliori progetti avranno accesso ad ulteriori investimenti fino a 300 mila euro.

Scadenza: 2 ottobre 2022

Welfare in Ageing – Potenziare la capacità delle comunità di rispondere ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie

Welfare in Ageing - Potenziare la capacità delle comunità di rispondere ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie

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Il bando è emesso dall’Area Servizi alla Persona di Fondazione Cariplo nell’ambito dell’obiettivo strategico “Sfide demografiche. Sperimentare nuove risposte per una società che cambia”.

Fondazione Cariplo, con questo bando “Welfare in Aging”, intende sostenere progetti capaci di connettere, rafforzare e/o innovare, i servizi a supporto delle persone anziane e delle loro famiglie attraverso la ricomposizione delle risorse disponibili e il coinvolgimento della comunità.

L’obiettivo è quello di potenziare i servizi territoriali per renderli più flessibili, accessibili e attivabili in tempi adeguati all’insorgere del bisogno, in una logica di sistema/filiera in grado di connettersi con le risposte già attive e con le risorse informali della comunità.

Scadenza: 15 settembre 2022.

#Riparto – percorsi di welfare aziendale per le lavoratrici madri

#Riparto – percorsi di welfare aziendale per le lavoratrici madri

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“#RiParto” – Percorsi di welfare aziendale per agevolare il rientro al lavoro delle madri, favorire la natalità e il work-life balance” è la misura del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri volta a promuovere la realizzazione di progetti di welfare aziendale, con il fine di sostenere il rientro al lavoro delle lavoratrici madri e di favorire l’armonizzazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia.

Finalità dell’avviso è quindi quella di incentivare lo sviluppo di progetti capaci di fornire un sistema integrato di strumenti quali benefit, facility e servizi alla persona atti a concorrere sinergicamente alla risoluzione di problematiche comuni alle lavoratrici madri dopo l’arrivo di un nuovo figlio, anche alla luce della rilevanza delle misure di sostegno in relazione allo sviluppo psicofisico dei bambini con particolare riferimento ai primi 1000 giorni di vita.

Le proposte progettuali potranno riguardare una o più azioni coerenti tra loro, anche in considerazione delle dimensioni aziendali e del contesto lavorativo di riferimento, nell’ambito delle categorie di azioni riportate nell’Allegato 3, ovvero:

  1. Flessibilità oraria e organizzativa: banca del tempo, telelavoro, part-time, assunzioni a termine in sostituzione delle lavoratrici in maternità, permessi e congedi aggiuntivi.
  2. Promozione e sostegno della natalità e della maternità, nonché reinserimento delle lavoratrici dopo un periodo di assenza dal lavoro per motivi legati ad esigenze di conciliazione: incentivi alla natalità, iniziative di formazione e aggiornamento rivolte alle lavoratrici per l’accompagnamento al rientro al lavoro.
  3. Interventi e servizi: servizi di supporto alla famiglia, tutela della salute, sostegno psicologico e fisico, time saving, flexible benefit e ulteriori misure di sostegno alle lavoratrici, attività organizzative, informative e di comunicazione, azioni volte alla creazione e al mantenimento di reti territoriali.

Destinatarie delle azioni progettuali sono le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato e determinato, anche in part time, del soggetto proponente sia in forma singola che associata, incluse le dirigenti, le socie lavoratrici di società cooperative, le lavoratrici in somministrazione nonché le titolari di un rapporto di collaborazione purché la natura e le modalità di esecuzione del rapporto siano compatibili con la tipologia e con la durata dell’azione proposta con la domanda di finanziamento.

La durata delle azioni progettuali è fissata in 24 mesi e ai fini del computo della durata del progetto non sono presi in considerazione la rilevazione dei dati e le attività di studio finalizzati alla redazione del progetto.

Possono presentare domanda di finanziamento:

  • le imprese, ai sensi dell’articolo 2082 c.c e dell’articolo 2083 c.c., aventi sede legale o unità operative sul territorio nazionale;
  • i consorzi e i gruppi di società collegate o controllate ai sensi dell’articolo 2359 c.c.

Imprese, consorzi e gruppi di società collegate o controllate possono partecipare anche in forma associata con altri soggetti aventi gli stessi requisiti richiesti dall’Avviso per i partecipanti singoli, costituendosi in associazione temporanea di scopo (ATS), contratto di rete o associazione temporanea d’impresa (ATI) e individuando un capofila che presenti una unica domanda di finanziamento, un unico progetto ed un unico piano finanziario.

Le risorse finanziarie dedicate all’avviso sono pari a 50 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo per le politiche della famiglia stanziate dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178.

La richiesta di finanziamento per ciascuna iniziativa progettuale deve essere compresa:

  • tra un minimo di € 15.000,00 e un massimo di € 50.000,00 per le microimprese (cofinanziamento minimo 10%);
  • tra un minimo di € 30.000,00 e un massimo di € 100.000,00 per le piccole imprese (cofinanziamento minimo 15%);
  • tra un minimo di € 80.000,00 e un massimo di € 250.000,00 medie imprese (cofinanziamento minimo 20%).
  • tra un minimo di € 200.000,00 e un massimo di € 1.000.000,00 per le grandi imprese (cofinanziamento minimo 30%).

Per i consorzi, le reti di imprese, i gruppi di società collegate o controllate, le associazioni temporanee di scopo e le associazioni temporanee d’impresa il progetto viene finanziato – applicando la medesima percentuale di cofinanziamento – tenendo conto della somma del numero dei dipendenti e della somma dei ricavi, relativo all’ultimo esercizio contabile concluso, del soggetto collettivo.

Scadenza: 12 agosto 2022

Bando “Welfare, che impresa!” – sesta edizione

Bando “Welfare, che impresa!” – sesta edizione

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Il bando “Welfare, che impresa!” giunge nel 2022 alla sua sesta edizione e mira a premiare i migliori progetti di welfare promossi da Enti in grado di produrre benefici in termini di sviluppo locale nei settori:

Welfare inclusivo e di comunità: soluzioni e servizi diretti a rispondere, in un’ottica di generatività sociale, ai bisogni di cura, socioassistenziali, sanitari e/o con il fine di includere soggetti vulnerabili.

Rigenerazione del patrimonio e del paesaggio: azioni volte a rigenerare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale attraverso progettualità eco-sostenibili e/o capaci di includere la cittadinanza e alimentare opportunità di sviluppo territoriale.

Valorizzazione delle aree interne: valorizzare in termini di attrattività economica, turistica e culturale aree vulnerabili, aree interne a rischio di abbandono e spopolamento.

Sostenibilità ambientale e circular economy: progetti e soluzioni in grado di guidare imprese e società verso una transizione ecologica, mitigare l’impatto ambientale delle infrastrutture sul territorio, promuovere un uso più efficiente e sostenibile dell’energia, ridurre complessivamente l’impiego di risorse, nonché minimizzare scarti e perdite;

Agricoltura sociale: progetti e iniziative che attraverso l’agricoltura promuovono l’inclusione di soggetti svantaggiati, azioni riabilitative, assistenziali e di cura, attività educative e formative.

CARATTERISTICHE DEI PROGETTI

Gli Enti dovranno presentare un progetto che:

  • ha come obiettivo primario la generazione di impatto sociale, secondo criteri e metriche predeterminate;
  • favorisce l’occupazione, in particolare dei giovani e delle categorie svantaggiate;
  • sia promuovibile sul territorio attraverso la creazione di reti;
  • utilizzi la tecnologia, anche digitale;
  • consenta l’elaborazione di un piano prospettico di sostenibilità economica;
  • abbia già validato la fattibilità, e possa esibire un proof of concept o un prototipo.

Possono presentare domanda Enti giuridici che non abbiamo finalità lucrative (es. fondazioni, associazioni, comitati, organizzazioni di volontariato, cooperative e imprese sociali, associazioni di promozione sociale, società benefit, reti associative, startup innovative a vocazione sociale, etc) che:

  • siano costituite da non più di 5 anni;
  • siano da costituire, fermo restando l’obbligo di costituirsi entro 6 mesi dalla data di proclamazione dei vincitori.

Ai primi quattro enti classificati andrà un premio da € 20.000 ciascuno.

Tutti i progetti vincitori potranno accedere a un percorso di mentorship individuale e personalizzato erogato dagli Incubatori partner e a un finanziamento a condizioni agevolate erogato da Intesa Sanpaolo fino a € 50.000 e un conto corrente a condizioni agevolate per 36 mesi che include una carta di debito con canone mensile gratuito.

Scadenza: 27 aprile 2022