Bando per la valorizzazione dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale UNESCO sul territorio regionale

Bando per la valorizzazione dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale UNESCO sul territorio regionale

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Il presente bando dispone le modalità di ammissione a finanziamento di interventi di valorizzazione dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale UNESCO sul territorio regionale, tramite una procedura a sportello.

Gli interventi ammissibili consistono nel recupero, nel restauro, nella ristrutturazione e nella rifunzionalizzazione e valorizzazione di beni culturali compresi nell’ambito territoriale dei siti UNESCO (territorio comunale su cui insiste sito UNESCO, riconosciuto ed incluso nella lista del Patrimonio mondiale.

Possono partecipare:

  • Enti locali
  • Consorzi pubblici

Tali soggetti, sin dal momento della presentazione della domanda di contributo, devono disporre per un periodo di almeno 10 anni della proprietà o della disponibilità dei beni culturali oggetto degli interventi di valorizzazione proposti per l’ammissione a finanziamento, da comprovare tramite atto di proprietà, atto di conferimento del bene o analoga documentazione probatoria la cui adeguatezza sarà valutata dalla struttura Responsabile della gestione del presente bando.

Le domande possono essere inviate a partire dalle ore 9 del giorno 01/10/2018 e fino ad esaurimento delle risorse.

Riapertura dei termini per la presentazione delle istanze di erogazione

Riapertura dei termini per la presentazione delle istanze di erogazione

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Sono riaperti i termini per la presentazione delle domande di contributo relativamente a progetti attinenti i settori dell’arte, attività e beni culturali e dell’assistenza, beneficenza e attività di volontariato, pur potendo valutare anche interventi nei settori 3) Educazione, istruzione e formazione, 4) Ricerca scientifica e tecnologica.

Le domande potranno essere presentate sino al 15 OTTOBRE 2019, utilizzando l’apposito modulo scaricabile dalla pagina della fondazione ed inviandolo al seguente indirizzo:  contributi@fondazionebanconapoli.it. La candidatura di ciascuna organizzazione con relativa domanda di contributo deve essere corredata da anagrafica e proposta progettuale da redigere, a pena di esclusione, su apposito format scaricabile. Possono presentare domanda di contributo gli enti ed i soggetti che non perseguono finalità di lucro e che svolgono attività coerenti con le finalità statutarie della Fondazione; gli enti iscritti ai registri regionali delle cooperative sociali, delle organizzazioni di volontariato o all’albo nazionale delle ONG

Bando “Progetto pilota – Piattaforma per l’innovazione dei contenuti culturali”

Bando “Progetto pilota - Piattaforma per l’innovazione dei contenuti culturali”

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La DG Connect della Commissione europea ha aperto un bando per il “Progetto pilota – Piattaforma per l’innovazione dei contenuti culturali”. L’obiettivo è incentivare le industrie europee dei contenuti a voler essere sempre più innovative e ad adottare nuove tecnologie che gli consentano di divenire pionieri creativi nell’era digitale.

Le industrie dei contenuti, vale a dire quelle che investono fortemente su beni immateriali, in particolare sulla proprietà intellettuale, sono tra le ICC più dinamiche e raggiungono una quota di mercato significativa in settori quali cinema, editoria, multimedia, animazione, musica. Il passaggio al digitale non ha risparmiato queste industrie e ha avuto un profondo impatto sul modo in cui i contenuti culturali vengono creati, prodotti, diffusi, resi accessibili e monetizzati, portando alla trasformazione e persino all’interruzione delle catene del valore esistenti.

Il bando intende pertanto incoraggiare a testare e sviluppare nuovi approcci e modelli di business per la creazione, distribuzione e promozione di contenuti, sfruttando le tecnologie digitali e tenendo conto delle nuove caratteristiche e comportamenti del pubblico. A tal fine, vuole promuovere lo sviluppo di una piattaforma per l’innovazione dei contenuti culturali. La piattaforma dovrebbe riunire attori dei diversi settori delle industrie dei contenuti e instillare una mentalità di innovazione e collaborazione attraverso la condivisione di esperienze, dati e conoscenze che dovrebbero favorire una maggiore innovazione e lo sviluppo di nuovi modelli di business.

Il progetto proposto dovrebbe basarsi su un’analisi di mercato che: (a) identifichi le principali sfide per le industrie dei contenuti e le aree in cui la collaborazione con le industrie tecnologiche è già esistente e sono già stati ottenuti risultati; (b) spieghi come il progetto abbia valore aggiunto rispetto alle iniziative esistenti e possa aiutare le industrie dei contenuti a promuovere nuovi approcci, servizi, prodotti, modelli di business innovativi in risposta alle sfide individuate.

Sono ammissibili le seguenti attività:

– attività di curation di una piattaforma che promuove la sperimentazione delle tecnologie più recenti e lo sviluppo di nuovi approcci, servizi, prodotti, modelli di business nelle industrie dei contenuti;

– attività legate alla diffusione dei risultati della sperimentazione, alla condivisione di dati ed esperienze tra i settori dei contenuti culturali;

– attività legate all’organizzazione di eventi, conferenze, workshop, ecc. (online e offline) che mostrano i progressi e i risultati delle attività della piattaforma;

– sostegno finanziario a terzi.

Il bando è aperto a persone giuridiche stabilite negli Stati UE che siano attive nelle industrie dei contenuti (audiovisivo, multimediale, editoria libraria e della stampa, musica e recording). I progetti possono essere presentati da un singolo proponente (anche come “sole applicant”) o da un consorzio.

Lo stanziamento complessivo a disposizione del bando ammonta a 1.038.000 euro. La Commissione europea prevede di finanziare fino a 3 progetti. Il cofinanziamento UE per singolo progetto potrà coprire fino al 60% dei costi totali ammissibili.

Scadenza: 20 settembre 2019

Patrimonio Culturale – Conservazione, Protezione e Uso sostenibile

Patrimonio Culturale – Conservazione, Protezione e Uso sostenibile

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Invito a presentare proposte del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) rivolto a team di ricercatori che si occupano del patrimonio culturale.

Obiettivo

– Finanziare una ricerca eccellente che sia collaborativa, transnazionale, interdisciplinare, inter-istituzionale, riflessiva e innovativa sul tema del patrimonio culturale;

– costruire un quadro basato sulla conoscenza e la ricerca per la comprensione, la salvaguardia, la conservazione e l’uso sostenibile del patrimonio culturale;

– creazione di buone pratiche per le politiche e le strategie basate sulla conoscenza per l’accesso, la gestione, la protezione e l’uso del patrimonio culturale.

 

Il bando prevede la realizzazione di nuovi metodi, approcci e materiali, per lo studio, la comprensione, l’interpretazione, la presentazione, la diffusione, la conservazione, la protezione e l’uso del patrimonio culturale.

 

I progetti dovranno focalizzarsi principalmente sul patrimonio tangibile (compreso quello archeologico, mobile, costruito e paesaggistico), pur riconoscendo il modo in cui l’eredità digitale e intangibile giocano un ruolo inseparabile nella odierna comprensione olistica del patrimonio culturale nelle diverse società.

 

I progetti dovranno avere una durata massima di 36 mesi e avere inizio tra il 1° gennaio e il 1° luglio 2020.

 

Possono partecipare team di ricercatori facenti parte delle università, dei centri di ricerca e PMI.

Finanziamento per le PMI e per i centri di ricerca privati distinti in base alle dimensioni aziendali:

– piccole imprese:

ricerca base – 40% dei costi ammissibili

ricerca industriale – 40% dei costi ammissibili

ricerca sperimentale – 30% dei costi ammissibili

– medie imprese:

ricerca base – 30% dei costi ammissibili

ricerca industriale – 30% dei costi ammissibili

ricerca sperimentale – 20% dei costi ammissibili

– grandi imprese:

ricerca base – 20% dei costi ammissibili

ricerca industriale – 20% dei costi ammissibili

ricerca sperimentale – 10% dei costi ammissibili

Finanziamento per le università e i centri di ricerca pubblici:

ricerca base – 70% dei costi ammissibili

ricerca industriale – 50% dei costi ammissibili

ricerca sperimentale – 25% dei costi ammissibili

Il finanziamento massimo per progetto è pari a 250.000 euro se il progetto è coordinato da un partecipante italiano.

Il finanziamento massimo per progetto è pari a 150.000 euro se il progetto non è coordinato da un partecipante italiano.

Scadenza: 11/09/2019

Contributi per attività internazionali 2020

Contributi per attività internazionali 2020

cooperativa sociale

La Fondazione Europea per la Gioventù è stata fondata dal Consiglio d’Europa nel 1972 per fornire sostegno economico e formativo alle organizzazioni europee attive nell’ambito giovanile. La fondazione offre supporto alle organizzazioni giovanili attraverso differenti tipologie di bandi che finanziano iniziative, progetti pilota o le attività ordinarie delle organizzazioni.

 

Le aree prioritarie di intervento valide per il biennio 2020-2021 comprendono:

 

  • Accesso ai diritti per i giovani, ovvero attività che prevedano la rimozione delle barriere legali, politiche e sociali. Ad esempio, corsi di alfabetizzazione mediatica per giovani e bambini, e identificazione e rimedi degli effetti del restringimento dello spazio civico su giovani e organizzazioni giovanili.
  • Partecipazione e lavoro giovanile: attività che rafforzano la consapevolezza politica dei giovani, la cittadinanza attiva e la partecipazione a livello locale e regionale in collaborazione con le autorità locali, nonché l’importanza del lavoro giovanile e dell’educazione non formale.
  • Società inclusive e pacifiche: attività che promuovano l’inclusione sociale, la partecipazione attiva, l’uguaglianza di genere e combattano le forme di discriminazione con un’attenzione specifica alle minoranze LGBTQ+, Rom Sinti Camminanti, giovani rifugiati, giovani donne; attività che permettano ai giovani di avere un ruolo attivo per la promozione di società pacifiche.

Le attività internazionali sono incontri di giovani volti all’apprendimento interculturale, quali seminari, festival, laboratori o conferenze. Contribuiscono al lavoro del settore giovani del Consiglio d’Europa per argomenti e metodologia, tenendo sempre in considerazione la dimensione europea. Le attività devono:

  • collegarsi chiaramente alle aree prioritarie definite al momento dello svolgimento;
  • rappresentare tra i partecipanti almeno 7 stati membri del Consiglio d’Europa;
  • essere organizzato da un team internazionale (almeno 4 nazionalità devono essere rappresentate nel team di progetto);
  • avere il 75% dei partecipanti sotto i 30 anni;
  • assicurare un bilanciamento di genere e geografico;
  • adottare una prospettiva di genere per tutta la durata dell’attività;
  • prevedere principi di educazione non formale: se l’attività dura meno di quattro giorni, l’organizzazione dovrà spiegare come questa si basi su un approccio non formale.

Il contributo massimo stanziato per le attività internazionali è di 20.000 euro. L’importo può andare a coprire massimo i due terzi del costo dell’attività, e verrà elargito per l’80% prima dell’inizio e per il 20% alla consegna del report finale. Possono rientrare nei costi finanziabili: viaggio e alloggio dei partecipanti, cibo, pagamenti agli esperti, produzione di materiali e affitto di stanze e strumenti. Il contributo di tempo dei volontari può essere incluso fino al 10% del budget.

I moduli online vanno compilati in lingua inglese o francese, entro il 1° ottobre 2019. La Fondazione non accetterà la registrazione di nuove Organizzazioni a due settimane di distanza dalla scadenza di ottobre.

Contributi per piani annuali di lavoro per l’anno 2020

Contributi per piani annuali di lavoro per l’anno 2020

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La Fondazione Europea per la Gioventù è stata fondata dal Consiglio d’Europa nel 1972 per fornire sostegno economico e formativo alle organizzazioni europee attive nell’ambito giovanile. La fondazione offre supporto alle organizzazioni giovanili attraverso differenti tipologie di bandi che finanziano iniziative, progetti pilota o le attività ordinarie delle organizzazioni.

Le aree prioritarie di intervento valide per il biennio 2020-2021 comprendono:

  • Accesso ai diritti per i giovani, ovvero attività che prevedano la rimozione delle barriere legali, politiche e sociali. Ad esempio, corsi di alfabetizzazione mediatica per giovani e bambini, e identificazione e rimedi degli effetti del restringimento dello spazio civico su giovani e organizzazioni giovanili.
  • Partecipazione e lavoro giovanile: attività che rafforzano la consapevolezza politica dei giovani, la cittadinanza attiva e la partecipazione a livello locale e regionale in collaborazione con le autorità locali, nonché l’importanza del lavoro giovanile e dell’educazione non formale.
  • Società inclusive e pacifiche: attività che promuovano l’inclusione sociale, la partecipazione attiva, l’uguaglianza di genere e combattano le forme di discriminazione con un’attenzione specifica alle minoranze LGBTQ+, Rom Sinti Camminanti, giovani rifugiati, giovani donne; attività che permettano ai giovani di avere un ruolo attivo per la promozione di società pacifiche.

Il piano di lavoro annuale comprende attività successive e interconnesse che si sviluppano nel corso di un anno, che riguardano almeno un elemento della strategia dell’organizzazione. Dovrà essere dimostrato il valore di queste attività ai fini della crescita dell’organizzazione, nonché la connessione con i valori e gli obiettivi del Consiglio d’Europa. Il piano di lavoro deve:

  • essere composto da diverse attività, di cui almeno una internazionale;
  • dimostrare una chiara connessione tra le diverse attività, che dovranno puntare allo stesso obiettivo;
  • collegarsi a priorità, missione e visione della sezione giovanile del Consiglio d’Europa;
  • prevedere almeno un terzo di co-finanziamento per le attività internazionali;
  • adottare una prospettiva di genere per tutta la durata dell’attività;
  • prevedere principi di educazione non formale: se l’attività dura meno di quattro giorni, l’organizzazione dovrà spiegare come questa si basi su un approccio non formale.

Oltre alle attività internazionali, possono essere previste campagne, visite di studio, serie di workshop, attività che comprendono viaggi e altri esempi consultabili su questo documento. Non possono essere richiesti fondi per incontri statutari o interni, per finanziare i quali si può richiedere un finanziamento strutturale.

Il contributo massimo stanziato per il piano di lavoro annuale è di 50.000 euro. L’importo verrà elargito per il 60% alla firma del contratto, per il 25% alla consegna del report intermedio e per il 15% alla consegna del report finale.

I moduli online vanno compilati in lingua inglese o francese, entro il giorno 1° ottobre 2019. La Fondazione non accetterà la registrazione di nuove Organizzazioni a due settimane di distanza dalla scadenza di ottobre.

Europa Creativa – “Schema di mobilità per artisti e/o professionisti della cultura”

Europa Creativa - "Schema di mobilità per artisti e/o professionisti della cultura"

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Nell’ambito del programma Europa Creativa è stato aperto il bando “Mobility scheme for artists and/or cultural professionals”. Si tratta della seconda iniziativa messa in atto dalla Commissione europea per favorire la messa a punto di un sistema di sostegno alla mobilità nel settore culturale, dopo il progetto pilota i-Portunus attualmente in corso.

 

L’obiettivo del bando è, infatti, sviluppare e attuare azioni di mobilità individuale di breve durata attraverso la fornitura di sostegno finanziario ad artisti e/o professionisti del settore culturale. Più in particolare, tenendo conto anche dei risultati di i-Portunus, il bando è orientato a:

– testare uno schema di mobilità praticabile ed efficiente per artisti e professionisti della cultura che agisca in complementarità con schemi di mobilità già esistenti a livello locale, regionale e/o nazionale.

– formulare raccomandazioni politiche per la piena attuazione di tale schema nella prossima generazione di programmi dell’UE.

Il bando è aperto a organizzazioni senza scopo di lucro, autorità pubbliche nazionali, regionali e locali, organizzazioni internazionali, università, istituti d’istruzione, centri di ricerca, organizzazioni profit. Questi soggetti devono avere esperienza nei settori culturali e creativi, nell’organizzazione di attività di mobilità a livello europeo o internazionale e nella gestione di progetti a livello europeo o internazionale. Devono inoltre essere stabiliti nei seguenti Paesi: Stati UE, Paesi ETFA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), Paesi candidati all’UE e Paesi non-UE che, alla data dell’assegnazione del finanziamento, siano ammissibili al programma Europa Creativa (vedi lista).

I progetti devono essere presentati da un consorzio costituito da almeno 3 soggetti di diversi Paesi. La loro durata deve essere al massimo di 16 mesi con inizio indicativamente a febbraio 2020.

Il budget a disposizione del bando è di 1,5 milioni di euro con i quali la Commissione Ue prevede di finanziare massimo 2 progetti. Il contributo Ue per singolo progetto potrà coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili per un massimo di 750.000 euro.

La scadenza per presentare proposte è il 27 settembre 2019.

Avviso per la selezione di progetti sperimentali di innovazione sociale

Avviso per la selezione di progetti sperimentali di innovazione sociale

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Il Dipartimento ha avviato la sperimentazione delle attività riferite al Fondo per l’innovazione sociale, disciplinato dal dPCM 21 dicembre 2018, per la promozione di interventi innovativi che mirano alla soddisfazione di bisogni sociali emergenti. Sarà previsto il coinvolgimento di diversi attori tra cui il settore privato, per finanziamenti che seguano lo schema della finanza di impatto.
La sperimentazione si articola in un Programma triennale che finanzia progetti di innovazione sociale in tre settori:
– inclusione sociale, che comprende attività finalizzate al miglioramento delle condizioni di inclusione sociale dei gruppi svantaggiati o vulnerabili;
– animazione culturale, che comprende attività volte a favorire la produzione e/o la fruizione di iniziative in ambito culturale e/o formativo, che coinvolgano individui, piccoli gruppi e comunità, con particolare attenzione al recupero delle periferie urbane;
– lotta alla dispersione scolastica, che comprende attività mirate alla prevenzione e contrasto di situazioni che determinano l’evasione dell’obbligo scolastico.
I progetti saranno presentati dalle amministrazioni locali, che dovranno avvalersi del contributo e dei finanziamenti del settore privato.
Il Fondo finanzia, in successione, i seguenti interventi:
Intervento I – Studio di fattibilità e pianificazione esecutiva di un’idea progettuale di innovazione sociale. Lo studio di fattibilità deve contenere un’analisi accurata del bisogno sociale su cui si intende intervenire, una comparazione su scala nazionale e internazionale delle migliori esperienze per generare risposte di innovazione sociale al bisogno individuato, gli indicatori attraverso cui misurare e valutare i risultati conseguibili, un modello di misurazione e valutazione dell’impatto sociale, il piano esecutivo per l’implementazione dell’intervento II.
Intervento II – Sperimentazione dell’idea progettuale di innovazione sociale di cui al punto precedente.
Intervento III – Sistematizzazione della sperimentazione, per favorire la scalabilità e replicabilità dell’idea progettuale.
I soggetti beneficiari/proponenti presentano la domanda di ammissione al finanziamento e la relativa proposta progettuale a partire esclusivamente dall’Intervento I.
Possono presentare proposte progettuali i comuni capoluogo e le città metropolitane. I soggetti non possono presentare più di un progetto a valere sul Fondo in qualità di proponente, a pena di esclusione.
Sarà necessario coinvolgere nella sperimentazione: una pubblica amministrazione proponente (soggetto beneficiario), un soggetto fornitore del servizio o attuatore dell’intervento (soggetto privato o del privato sociale), un investitore o finanziatore privato, e un soggetto valutatore. Possono inoltre far parte del partenariato, oltre ai soggetti precedentemente indicati, altri soggetti pubblici (Regioni, altri Comuni, Università, Enti di ricerca, etc.) e soggetti del settore privato.
La dotazione complessiva messa a disposizione è di 21.250.000 euro a valere sul capitolo di spesa 243 “Fondo per l’innovazione sociale”. Le risorse sono così ripartite tra gli interventi:
intervento I: l’importo massimo stanziato per singolo progetto è di euro 150.000, fino ad esaurimento delle risorse totali ammontanti a euro 3.150.000;
intervento II: l’importo massimo stanziato per singolo progetto è di euro 450.000, fino ad esaurimento delle risorse totali ammontanti a euro 8.100.000;
intervento III: l’importo massimo stanziato per singolo progetto è di euro 1.000.000, fino ad esaurimento delle risorse totali ammontanti a euro 10.000.000.
Le proposte progettuali dovranno essere inviate nel periodo che va dal 15 giugno 2019 al 31 maggio 2020 tramite PEC (comprensiva di tutta la documentazione richiesta e firmata digitalmente) al seguente indirizzo: progetti.uvp@pec.governo.it specificando nell’oggetto “FIS – titolo del progetto – soggetto beneficiario/proponente – INTERVENTO I”.
Scadenza: 31 maggio 2020

Bando EAC/S12/2019: Progetto pilota per le industrie culturali e creative – FLIP for CCIs 2

Bando EAC/S12/2019: Progetto pilota per le industrie culturali e creative - FLIP for CCIs 2

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La Commissione europea ha pubblicato il bando “Pilot project – Finance, Learning, Innovation and Patenting for Cultural and Creative Industries – FLIP for CCIs 2”.

La call costituisce la seconda fase dell’azione pilota FLIP for CCI, che è stata lanciata lo scorso anno con il bando EAC/S11/2018. L’obiettivo di FLIP è definire e testare politiche e azioni per sostenere lo sviluppo delle ICC e generare benefici trasversali ed effetti spill-over nei settori con i quali le ICC si interfacciano. La prima fase di FLIP si è concentrata sui seguenti aspetti che interessano le industrie culturali e creative: Finanza, Apprendimento, Innovazione e Brevetti (Finance, Learning, Innovation e Patenting). Poiché le aree Finanza e Brevetti sono state ampiamente trattate nella prima fase, la seconda fase di FLIP si concentrerà sulle aree Apprendimento e Innovazione.

L’obiettivo principale in questa fase è esplorare attività che mirano a colmare il divario tra educazione al patrimonio culturale e sviluppo delle competenze, da un lato, e mercato del lavoro, dall’altro, e incoraggiare una più forte interazione del settore del patrimonio culturale con le industrie creative e realtà quali hub creativi, maker space, fab lab, centri e comunità culturali.

Il bando intende pertanto finanziare 1 progetto focalizzato sul settore del patrimonio culturale e sullo sviluppo delle competenze professionali per le ICC in questo settore, considerando anche quelle aree correlate al patrimonio culturale dei settori dell’industria dei contenuti, della moda, del design. Il progetto dovrebbe inoltre mostrare in che modo le regioni possono promuovere la creazione di posti di lavoro attraverso approcci innovativi per lo sviluppo delle competenze e la mobilità geografica e professionale nelle ICC correlate al patrimonio culturale.

Possono partecipare al bando persone giuridiche pubbliche e private stabilite in uno degli Stati UE. Può trattarsi di organizzazioni non-profit, organizzazioni internazionali, autorità pubbliche (a livello nazionale, regionale, locale), università, istituti di istruzione, centri di ricerca, enti a scopo di lucro.

Le proposte possono essere presentate singolarmente o da un consorzio: più precisamente, applicant di progetto può essere una singola entità coinvolta nel supporto strategico – relativo agli aspetti fondamentali del progetto – alle ICC, in particolare PMI e microimprese, attiva nei settori culturali e creativi, o un consorzio di cui la maggior parte dei partner siano attivi nei settori culturali

Il progetto da finanziare dovrà coprire almeno 3 Paesi UE e dovrà avere una durata di 28 mesi con inizio nel 2020.

Lo stanziamento complessivo a disposizione del bando è pari a 1.050.000 euro. Il progetto proposto potrà essere cofinanziato fino all’80% dei costi totali ammissibili.

La scadenza per presentare candidature è il 12 agosto 2019.

Realizzazione di attività di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale – Avviso pubblico di finanziamento per l’anno 2019 rivolto a soggetti privati

Realizzazione di attività di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale – Avviso pubblico di finanziamento per l’anno 2019 rivolto a soggetti privati

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La L.r. 11/2018 stabilisce che per la realizzazione degli interventi, delle attività e delle iniziative in materia di cultura, la Regione può assegnare contributi a favore degli enti organizzatori e realizzatori con procedure di evidenza pubblica, che consentono una valutazione oggettiva degli elementi di quantità e qualità.

Sono ammissibili a contributo i progetti e le iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, ai sensi dell’articolo 13 della suddetta legge regionale.

Possono presentare domanda i soggetti che rivestono carattere giuridico di diritto privato: istituzioni culturali e formative; enti e istituzioni religiose; associazioni; fondazioni e soggetti ad essi assimilabili; altri enti che operano senza fini di lucro.

Le attività ammesse a contribuzione regionale per l’anno 2019 sono le seguenti:

Come indicato agli artt. 1 e 2 della Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale di cui in premessa, i contenuti dei progetti dovranno essere messi a punto sulla base di modalità partecipative e sollecitare azioni atte a valorizzare le risorse locali, rurali e urbane, quali sistemi di interpretazione della memoria sociale e dei processi in atto nella società contemporanea.

Tali progetti, da intendersi come elaborazioni condivise tra comunità, saperi etnoantropologici e pratiche di conoscenza interdisciplinari, dovranno contemplare la realizzazione di adeguata documentazione audio-visiva, l’elaborazione e il riuso narrativo e didattico dei materiali prodotti e porre particolare attenzione allo scambio interculturale, intergenerazionale, alle pari opportunità ed ai processi di inclusione e formazione di cittadinanza attiva.

A tal fine, per l’anno 2019, si individuano le seguenti tematiche:

-Saperi e luoghi della cultura alimentare. A tale riguardo, si intendono riti e consuetudini sociali, lessici e conoscenze trasmesse oralmente, saperi tecnici e artigianali, pratiche agro-silvo-pastorali e conoscenze della natura e dell’ambiente, queste ultime anche collegate alla cura del paesaggio posta in opera dalle comunità locali e da specifici gruppi sociali operanti sul territorio, ivi compresi quelli in cui si manifesta l’indispensabile apporto del lavoro delle comunità straniere (a titolo esemplificativo: coltivatori, raccoglitori, viticultori, allevatori, pastori, pescatori, piccoli produttori di beni alimentari).

-Saperi tecnici artigianali e, in generale, i saperi del lavoro connessi ad attività produttive e del commercio tradizionale. A tale riguardo, si intendono i saperi e il saper fare intesi quali espressione della tradizione artigianale, dei processi produttivi e della cultura del lavoro tuttora documentabili nelle forme storiche in cui essi si sono manifestati e nelle forme contemporanee in cui oggi si manifestano, compresi i saperi e le esperienze collegati a pratiche di inclusione sociale e a processi di scambio delle conoscenze e di integrazione interculturale (es. prodotti di artigianato artistico, tecniche costruttive, ecc.). I progetti dovranno essere orientati a formulare proposte di salvaguardia e valorizzazione dei valori culturali preferibilmente orientati alla messa a punto di modelli di cooperazione, didattici e di sviluppo sostenibile.

Riti e consuetudini sociali che documentino e sollecitino i processi di partecipazione, di inclusione e di conoscenza: riti religiosi e laici, pratiche sociali collettive legate ai cicli di vita e dell’anno, episodi significativi della vita culturale delle comunità, di specifici gruppi sociali e di singoli cittadini, quali testimoni della storia e della cultura dei luoghi (ivi compresi i luoghi di provenienza delle comunità straniere), sopravvivenze e riproposte contemporanee di tradizioni viventi.

Scadenza: 9 settembre 2019 ore 12,00

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