Migliorare la consapevolezza dei diritti di cittadinanza e l’inclusione dei cittadini «mobili» dell’UE, sostenere la collaborazione fra autorità nazionali competenti in materia elettorale

Migliorare la consapevolezza dei diritti di cittadinanza e l’inclusione dei cittadini «mobili» dell’UE, sostenere la collaborazione fra autorità nazionali competenti in materia elettorale

group-418449_1280

L’obiettivo del bando è di sostenere gli sforzi degli Stati membri nell’affrontare le sfide derivanti dalla mobilità all’interno dell’UE e allo stesso tempo promuovere e facilitare l’esercizio effettivo dei diritti di libera circolazione dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari, in particolare per i gruppi sottorappresentati come le donne e i giovani.

Le attività dovrebbero favorire la partecipazione alla vita democratica dell’Unione europea, in particolare in vista delle elezioni europee 2019.

AZIONI FINANZIABILI

Priorità 1 – Promuovere la sensibilizzazione sui diritti di cittadinanza dell’UE e promuovere l’inclusione dei cittadini europei mobili e la partecipazione democratica dei cittadini europei mobili e dei gruppi sottorappresentati

Priorità 2 (rivolta solo alle autorità pubbliche) – Sostenere il coordinamento delle reti elettorali nazionali e un loro coordinamento europeo

DESTINATARI: Cittadini dell’UE in mobilità geografica, in particolare donne e giovani e le loro famiglie, autorità competenti in materia elettorale

ENTITA’ DEL CONTRIBUTO: Il contributo UE può coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili del progetto.

  • Per la priorità 1 la sovvenzione richiesta per il progetto non può essere inferiore a 75.000 euro. Non c’è limite massimo.
  • Per la priorità 2 la sovvenzione richiesta per il progetto non può essere inferiore a 75.000 euro e superiore a 100.000 euro.

Il riferimento del bando è REC-RCIT-CITI-AG-2019

Scadenza: 11/04/2019

Iniziativa UE di costruzione della pace – bando 2018-2019

Iniziativa UE di costruzione della pace – bando 2018-2019

hand-1137977_1280

Bando 2018-19 nel quadro dello strumento ENI relativo all’Iniziativa di costruzione della pace (EUPI), tesa a sostenere e promuovere le condizioni per una risoluzione sostenibile del conflitto arabo-israeliano nei termini di soluzione “a due Stati” attraverso il coinvolgimento attivo della società civile e dei cittadini.

I progetti devono essere realizzati in Israele e/o Palestina

Obiettivo:

  1. Sostenere azioni innovative e orientate ai risultati volte a superare l’attuale impasse politico e/o invertire le attuali tendenze negative, promuovendo la tolleranza, per contribuire a raggiungere infine una soluzione a due stati.
  2. Sostenere azioni innovative e orientate ai risultati che, attraverso un cambiamento di atteggiamento e l’inclusione di gruppi chiave, promuovano le condizioni necessarie per una soluzione negoziata del conflitto, che alla fine porterà a una soluzione a due stati e/o a invertire le tendenze negative influenzando la sfera politica.
  3. Sostenere la cooperazione tra israeliani e palestinesi, in particolare a livello di comunità, nella creazione di settori di influenza su accordi politici in settori chiave di reciproco interesse, come istruzione superiore, progresso scientifico e tecnologico, ambiente, agricoltura, salute, cambiamenti climatici, commercio e affari (compreso il turismo), con l’obiettivo, tra le altre cose, di creare fiducia reciproca e contribuire a mantenere le condizioni per la fattibilità della soluzione dei due stati (saranno presi in considerazione solo i progetti transfrontalieri attuati congiuntamente da partner israeliani e palestinesi).

Una proposta progettuale deve proporsi di contribuire ad almeno uno degli obiettivi indicati; in particolare saranno finanziate le seguenti tipologie di azione (elenco non esaustivo):

  • azioni volte a costruire comprensione reciproca e fiducia, decostruendo le narrative tradizionali su “l’altro”, contrastando l’incitamento e la disinformazione e rigettando la violenza negli spazi pubblici (compresi media e social media), promuovendo una cultura di pace sia nella società israeliana sia in quella palestinese.
  • sforzi cooperativi tra israeliani e palestinesi, anche nei settori del commercio, dell’agricoltura, della salute, dell’ambiente, dell’istruzione, della cultura, dell’informazione e dello sport
  • azioni che coinvolgono stakeholder e gruppi politici, compresi i leader religiosi, sia in Israele sia in Palestina nell’adozione/sostegno di programmi per la pace e la giustizia
  • azioni che coinvolgono stakeholder e circoscrizioni elettorali, compresi gruppi e leader religiosi, di entrambe le parti che sono tradizionalmente meno esposti o meno impegnate per il Processo di pace in Medio Oriente, nell’affrontare passi concreti di costruzione della fiducia in vista di una soluzione a due stati
  • advocacy e sensibilizzazione per iniziative di elaborazione delle politiche anche a livello popolare
  • azioni volte a raccogliere, ricercare, documentare e diffondere informazioni al servizio della risoluzione del conflitto, comprese le conseguenze del suo proseguimento, e proporre risposte
  • azioni che sviluppano le capacità e la legittimazione pubblica delle organizzazioni che lavorano per promuovere le condizioni per una soluzione negoziata del conflitto
  • azioni che influenzano positivamente l’ambiente politico che regola la collaborazione transfrontaliera
  • azioni che sfruttano l’interesse reciproco di israeliani e palestinesi a costruire una cooperazione transfrontaliera di lunga durata che sia resiliente a rinnovate ondate di violenza e autosufficiente, con l’obiettivo di creare fiducia reciproca.

I beneficiari di seguente bando sono persone giuridiche senza fini di lucro ed in particolare: ONG, operatori del settore pubblico, autorità locali, organizzazioni (intergovernative) internazionali.

Il proponente può avere nazionalità di uno degli Stati UE o dei Paesi terzi del Mediterraneo beneficiari di ENI o dei Paesi in pre-adesione o EFTA/SEE.

Il contributo comunitario per ogni progetto può coprire dal fino all’80% dei costi ammissibili di progetto, per un massimo di 750.000 euro.

Il bando scade: 18/02/2019.

Bando 2019 Reti di città

Bando 2019 Reti di città

world-1264062_1280

Il bando intende sviluppare una cooperazione tematica e duratura tra le città contribuendo così a massimizzare l’impatto del programma Europa per i Cittadini.

Tra le azioni finanziabili rientrano progetti di municipalità e enti senza scopo di lucro che operano insieme su temi comuni, con una prospettiva di lunga durata e che siano in grado di creare reti per stabilire e rafforzare la cooperazione internazionale. I progetti devono altresì promuovere lo scambio di esperienze, opinioni e “buone pratiche” sui temi posti al centro del dibattito sull’Europa e sul suo futuro. A tal fine, dovranno proporre una serie di attività tra loro integrate, imperniate su un argomento o più temi di comune interesse, fortemente connessi agli obiettivi del Programma e alle priorità annuali.

Priorità tematiche:

  • Discutere il futuro dell’Europa e sfidare l’euroscetticismo
  • Promuovere la solidarietà in tempi di crisi
  • Promuovere il dialogo interculturale e la comprensione reciproca e combattere la stigmatizzazione degli immigrati e delle minoranze
  • 2018 Anno europeo del Patrimonio Culturale

Le reti di città dovrebbero:

  • integrare una gamma di attività attorno a tematiche d’interesse comune da affrontare nel contesto degli obiettivi del programma o delle sue priorità annuali;
  • avere definito gruppi bersaglio per cui le tematiche selezionate sono particolarmente rilevanti e coinvolgere membri della collettività attivi in tali ambiti (ad esempio, esperti, associazioni locali, cittadini e gruppi di cittadini direttamente interessati alla tematica, ecc.);
  • servire da base per iniziative e azioni future tra le città coinvolte, sulle questioni trattate o, possibilmente, su ulteriori questioni di interesse comune.

La massima sovvenzione richiedibile a valere sul presente bando è di 150.000 euro.

I progetti devono coinvolgere municipalità di almeno 4 Paesi ammissibili al programma, dei quali almeno 2 siano Stati UE. Ciascun progetto deve realizzare almeno 4 eventi e prevedere almeno un 30% di partecipanti internazionali provenienti dalle municipalità partner.

Massima durata: 24 mesi. I progetti devono avere inizio tra il 1 settembre 2019 e il 28 febbraio 2020

Scadenza: 01/02/2019 (prima scadenza) 01/09/2019 (seconda scadenza)

Memoria europea, Gemellaggio di città, Reti di città, Progetti della società civile

Europa per i cittadini: candidature 2018 per le azioni “Memoria europea, Gemellaggio di città, Reti di città, Progetti della società civile”

connect-20333_1280

Asse 1. Memoria europea

Sostegno a:

  • progetti di riflessione sulle cause dei regimi totalitari nella storia moderna dell’Europa (soprattutto, ma non esclusivamente, il nazismo che ha portato all’olocausto, il fascismo, lo stalinismo e i regimi totalitari comunisti), nonché progetti volti a commemorare le vittime dei loro crimini.
  • progetti riguardanti altri momenti cruciali e punti di riferimento nella recente storia europea.

Sarà data preferenza ad azioni che promuovono la tolleranza, la comprensione reciproca, il dialogo interculturale e la riconciliazione quale strumento per superare il passato e costruire il futuro, in particolare al fine di raggiungere le giovani generazioni.

Un progetto deve coinvolgere organizzazioni di almeno 1 Stato membro UE. Tuttavia sarà data preferenza a progetti transnazionali. La durata massima di un progetto deve essere di 18 mesi.

Priorità tematiche per l’Asse 1:

  1. Commemorazione dei momenti storici cruciali nella recente storia europea:

– 1918 La fine della I Guerra Mondiale – l’ascesa degli stati nazione e l’incapacità di creare una Cooperazione europea e una coesistenza pacifica

– 1938/1939 L’inizio della II Guerra mondiale

– 1948 L’inizio della Guerra Fredda

– 1948 Il Congresso dell’Aia e l’integrazione dell’Europa

– 1968 I movimenti di protesta e per i diritti civili, l’invasione della Cecoslovacchia, la contestazione studentesca e la campagna antisemita in Polonia

  1. Società civile e partecipazione civica sotto i regimi totalitari
  2. Antisemitismo, Antigitanismo, xenofobia, omofobia e altre forme di intolleranza: trarre insegnamenti per i tempi odierni
  3. Transizione democratica e adesione all’Unione europea

Asse 2. Impegno democratico e partecipazione civica

Misura 1. Gemellaggio di città

Progetti che favoriscono gemellaggi tra città attorno a temi in linea con gli obiettivi e le priorità tematiche del programma. Mobilitando i cittadini a livello locale e europeo per dibattere su questioni concrete dell’agenda politica europea, questi progetti mirano a promuovere la partecipazione civica al processo decisionale dell’UE e a sviluppare opportunità d’impegno civico e di volontariato.

I gemellaggi devono essere intesi in senso ampio, riferendosi sia ai comuni che hanno sottoscritto o si sono impegnati a sottoscrivere accordi di gemellaggio, sia ai comuni che attuano altre forme di partenariato volte a intensificare la cooperazione e i legami culturali.

Ciascun progetto deve coinvolgere municipalità di almeno 2 Paesi ammissibili al programma, dei quali almeno 1 deve essere Stato UE e prevedere un minimo di 25 partecipanti internazionali provenienti dalle municipalità partner. L’evento di gemellaggio deve avere una durata massima di 21 giorni.

Misura 2. Reti di città

Progetti per la creazione di reti tematiche tra città gemellate. Questi progetti promuovono lo scambio di esperienze e buone pratiche su temi d’interesse comune, da affrontare nel contesto degli obiettivi o delle priorità tematiche del programma, e favoriscono lo sviluppo di una cooperazione duratura tra le città coinvolte.

I progetti devono coinvolgere municipalità di almeno 4 Paesi ammissibili al programma, dei quali almeno 2 siano Stati UE. Ciascun progetto deve realizzare almeno 4 eventi e prevedere almeno un 30% di partecipanti internazionali provenienti dalle municipalità partner. La durata massima dei progetti deve essere di 24 mesi.

Misura 3. Progetti della società civile

Progetti promossi da partenariati e reti transnazionali che coinvolgono direttamente i cittadini. Questi progetti uniscono cittadini di contesti diversi in attività direttamente legate alle politiche dell’Ue, dando loro l’opportunità di partecipare concretamente al processo decisionale dell’Unione.

A tal fine il progetto deve puntare a stimolare dibattiti e altre attività legate alle  tematiche prioritarie del programma oltre ad assicurare una correlazione concreta con il processo decisionale di cui sopra.

Un progetto deve comprendere almeno due delle seguenti attività:

– promozione dell’impegno sociale e della solidarietà: attività volte a promuovere dibattiti/campagne/azioni su temi d’interesse comune, istituendo una correlazione con l’agenda politica e il processo decisionale Ue;

– raccolta di opinioni: attività volte a raccogliere le opinioni individuali dei cittadini su una tematica specifica, privilegiando un approccio dal basso verso l’alto (facendo anche ricorso ai social, a webinar, ecc.) e l’alfabetizzazione mediatica;

– volontariato: attività volte a promuovere la solidarietà tra i cittadini dell’UE e oltre.

Ciascun progetto deve coinvolgere almeno 3 Paesi ammissibili al programma, di cui almeno 2 devono essere Stati UE. La durata massima di un progetto deve essere di 18 mesi.

Priorità tematiche per l’Asse 2

  1. Discutere il futuro dell’Europa e sfidare l’euroscetticismo
  2. Promuovere la solidarietà in tempi di crisi
  3. Promuovere il dialogo interculturale e la comprensione reciproca e combattere la stigmatizzazione degli immigrati e delle minoranze
  4. 2018 Anno europeo del Patrimonio Culturale

Per entrambi gli Assi, la Commissione Ue incoraggia i promotori di progetto a coinvolgere partecipanti/volontari del Corpo Europeo di Solidarietà.

Beneficiari del bando sono organismi pubblici o organizzazioni non-profit aventi personalità giuridica stabiliti in uno dei Paesi attualmente ammissibili al programma (vedi voce “Aree geografiche coinvolte”). Nello specifico:

Asse 1: autorità locali/regionali o organizzazioni non-profit, comprese le organizzazioni della società civile, le associazioni dei sopravvissuti, le organizzazioni culturali, giovanili, educative e di ricerca.

Asse 2

– Misura 1: città/comuni o i loro comitati di gemellaggio o altre organizzazioni non-profit che rappresentano le autorità locali.

– Misura 2: città/comuni o i loro comitati o reti di gemellaggio; altri livelli di autorità locali/regionali; federazioni/associazioni di autorità locali; organizzazioni non-profit rappresentanti le autorità locali. In questi progetti possono partecipare in qualità di partner le organizzazioni non-profit della società civile.

– Misura 3: organizzazioni non-profit, comprese le organizzazioni della società civile, le istituzioni educative, culturali o di ricerca. In questi progetti possono partecipare in qualità di partner autorità locali/regionali

Asse 1: contributo UE di massimo € 100.000 per progetto.

Asse 2 – Misura 1: contributo UE di massimo € 25.000 per progetto.

Asse 2 – Misura 2 e 3: contributo UE di massimo € 150.000 per progetto.

La sovvenzione è calcolata sulla base di importi forfettari diretti a coprire i costi ammissibili del progetto.

Asse 1: 01/03/2018, per progetti aventi inizio tra il 1° agosto 2018 e il 31 gennaio 2019.

Asse 2 – Misura 1:

01/03/2018, per progetti aventi inizio tra il 1° luglio 2018 e il 31 marzo 2019.

03/09/2018, per progetti aventi inizio tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2019.

Asse 2 – Misura 2:

01/03/2018, per progetti aventi inizio tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2018.

03/09/2018, per progetti aventi inizio tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2019.

Asse 2 – Misura 3: 01/03/2018, per progetti aventi inizio tra il 1° agosto 2018 e il 31 gennaio 2019.

Le candidature devono essere presentate entro le ore 12.00 (ora dell’Europa centrale) dei termini di scadenza indicati.

Progetti transnazionali per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi

Fondo Asilo, migrazione e integrazione: Bando AMIF-2017-AG-INTE – Progetti transnazionali per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi

hand-1137977_1280

Potranno essere finanziati progetti transnazionali riguardanti le seguenti priorità (ciascuna proposta deve focalizzarsi su una sola priorità):

Priorità 1. Sensibilizzazione sul contributo dei migranti alle società dell’UE (budget disponibile: 5.000.000 euro)

Priorità 2. Community building a livello locale per l’integrazione, anche attraverso attività di volontariato (budget disponibile: 5.000.000 euro)

Priorità 3. Sostegno pre-partenza e post-arrivo per le persone bisognose di protezione internazionale che vengono reinsediate da un Paese terzo, anche attraverso attività di volontariato (budget disponibile: 3.430.000 euro)

Priorità 4. Promuovere la rapida integrazione dei cittadini di Paesi terzi nel mercato del lavoro attraverso la cooperazione rafforzata e la mobilitazione dei datori di lavoro e delle parti economiche e sociali (budget disponibile: 8.000.000 euro)

Priorità 5. Integrazione delle vittime della tratta (budget disponibile: 3.570.000 euro)

Il bando è rivolto a enti pubblici (autorità locali, servizi pubblici per l’impiego, servizi per la gioventù, istituti di istruzione) e a enti non-profit stabiliti in uno degli Stati UE (escluso Danimarca in quanto unico Paese UE che non partecipa al Fondo), nonché a organizzazioni internazionali.

I progetti devono essere realizzati da una partnership costituita da almeno 3 organismi ammissibili stabiliti in almeno 2 diversi Stati UE. Unicamente per i progetti relativi alla priorità 5 il partenariato minimo richiesto è di 2 partner di 2 diversi Stati UE.

I progetti proposti potranno essere cofinanziati fino al 90% dei loro costi totali ammissibili. La sovvenzione richiesta deve essere compresa tra 450mila e 1milione di euro per i progetti relativi alle prime quattro priorità, tra 200mila e 500mila euro per i progetti focalizzati sulla priorità 5.

La scadenza per presentare proposte è il 1° marzo 2018.

Alfabetizzazionea mediatica per tutti

Invito a presentare proposte per un progetto pilota su “Alfabetizzazione mediatica per tutti”

tree-200795_1280

La Commissione europea ha lanciato un invito a presentare proposte per un progetto pilota sull’Alfabetizzazione mediatica per Tutti.

L’obiettivo è quello di testare azioni innovative volte ad aumentare la capacità dei cittadini di pensare criticamente al contenuto che ricevono attraverso i social media, inclusi i contenuti originati dai media tradizionali; ad aumentare la consapevolezza degli utenti circa la veridicità delle informazioni on-line e allo stesso tempo promuovere un uso più responsabile di Internet; e a verificare la fattibilità e l’utilità di tali azioni.

L’alfabetizzazione mediatica comprende tutte le capacità tecniche, cognitive, sociali, civiche e creative che consentono a un cittadino di accedere ai media, di avere una comprensione critica dei media e di interagire con questi. Tutte queste capacità consentono al cittadino di partecipare agli aspetti economici, sociali e culturali della società e di svolgere un ruolo attivo nel processo democratico. “Media” va intesa in modo ampio: compresi tutti i tipi di media (televisione, radio, stampa) e attraverso tutti i tipi di canali (tradizionali, internet, social media).

Una proposta di finanziamento deve avere obiettivi chiaramente definiti per promuovere/mirare verso specifiche aree/obiettivi nell’ambito dell’alfabetizzazione mediatica. Dovrebbe proporre un’adeguata miscela di strumenti e attività per raggiungere tali obiettivi.

La Commissione invita i candidati a individuare e ampliare le buone pratiche esistenti e a provare azioni innovative che non duplichino le attività intraprese da altri soggetti.

Il termine per presentare una proposta è l’8 dicembre 2017.