Finanziamento attività dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio esistenti

Finanziamento attività dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio esistenti

 

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Finanziamenti delle attività svolte dai Centri Antiviolenza e dalle Case Rifugio esistenti sul territorio regionale, a favore delle donne vittime di violenza, sole, con o senza figli e figlie.

Gli interventi, attraverso l’accesso a finanziamenti disposti dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM 9.11.2018) e dal fondo regionale, sostengono la prosecuzione delle attività svolte dai Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio esistenti sul territorio regionale

Le attività oggetto di finanziamento sono descritte nell’allegato 1) del bando.

Le attività e gli interventi che saranno oggetto di finanziamento potranno realizzarsi sino al 31.10.2020, purché le spese ammissibili siano state effettuate a partire dal giorno successivo alla data di pubblicazione del bando.

I soggetti beneficiari del finanziamento dovranno presentare la rendicontazione attestante le spese sostenute e gli interventi realizzati entro il 15.11.2020.

Il termine entro il quale presentare le istanze è fissato per il 10 settembre 2019.

Finanziamenti per creare nuovi Centri antiviolenza e nuovi sportelli

Finanziamenti per creare nuovi Centri antiviolenza e nuovi sportelli

 

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L’intervento, attraverso l’accesso a finanziamenti disposti dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM 9.11.2018) prevede la creazione nel territorio regionale di nuovi Centri antiviolenza e di nuovi sportelli collegati ai Centri antiviolenza esistenti.

Soggetti proponenti:

  1. per i nuovi centri Antiviolenza:
  2. a) comuni e/o soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali di cui alla legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 (Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento).
  3. b) associazioni ed organizzazione operanti nel settore del sostegno ed aiuto alle donne vittime di violenza, in possesso dei requisiti di cui alla LR 4/2016, del DPGR n. 10R del 7.11.2016 e dell’Intesa CU n. 146 del 2014
  4. c) soggetti di cui alle lettere a) e b) di concerto, di intesa o in forma consorziata.
  5. per i nuovi sportelli collegati ai Centri Antiviolenza:
  6. a) enti locali e soggetti titolari di Centri Antiviolenza già iscritti all’albo regionale o che abbiano presentato formale istanza di iscrizione all’albo regionale alla data del 30.6.2019.

Le attività oggetto di finanziamento sono descritte nell’allegato 1) del bando.

Il termine entro il quale presentare le istanze secondo le modalità indicate negli allegati 1), 2) e 3) del bando è fissato per il 10 settembre 2019.

Per la valutazione delle istanze sarà costituito da parte della Direzione competente uno specifico nucleo di valutazione.

Le attività e gli interventi che saranno oggetto di finanziamento potranno realizzarsi sino al 15.10.2020 purché le spese ammissibili siano state effettuate a partire dal giorno successivo alla data di pubblicazione del bando (6.6.2019).

I soggetti beneficiari del finanziamento dovranno presentare la rendicontazione attestante le spese sostenute e gli interventi realizzati entro il 15.11.2020.

Le domande possono essere inoltrate fino alle ore 24.00 del 10/09/2019.

Accesso a finanziamenti per nuove soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello per donne vittime di violenza, sole e con figli/e

Accesso a finanziamenti per nuove soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello per donne vittime di violenza, sole e con figli o figlie

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L’intervento prevede la realizzazione di soluzioni volte all’accoglienza di donne vittime di violenza sole o con figli e figlie.

Per la valutazione delle istanze sarà costituito da parte della Direzione competente uno specifico nucleo di valutazione.

Le attività e gli interventi che saranno oggetto di finanziamento potranno realizzarsi sino al 15.10.2020 purché le spese ammissibili siano state effettuate a partire dal 7.6.2019 (giorno successivo alla data di pubblicazione del bando).

I soggetti beneficiari del finanziamento dovranno presentare la rendicontazione attestante le spese sostenute e gli interventi realizzati entro il 15.11.2020.

Il termine entro il quale presentare le istanze è fissato per il 10 settembre 2019.

Bando REC-RDAP-GBV-AG-2019: progetti volti a prevenire e combattere tutte le forme di violenza contro bambini, giovani e donne

Bando REC-RDAP-GBV-AG-2019: progetti volti a prevenire e combattere tutte le forme di violenza contro bambini, giovani e donne

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Bando nell’ambito del programma “Diritti, uguaglianza e cittadinanza”: sostegno a progetti volti a prevenire e combattere tutte le forme di violenza contro i bambini, i giovani e le donne.
Progetti nazionali e transnazionali riguardanti le seguenti priorità:
1. Prevenire e combattere la violenza di genere (risorse disponibili: 7.020.000 euro)
1.1 Prevenzione, protezione e/o supporto alle vittime di violenza domestica
L’attenzione è posta sulla violenza di genere nella sfera domestica, comprese le pratiche dannose, in linea con le disposizioni della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica (Convenzione di Istanbul).
I progetti possono affrontare questa forma di violenza attraverso:
– Prevenzione: azioni che favoriscono cambiamenti attitudinali e comportamentali e la sensibilizzazione in merito alla violenza domestica; sviluppo di strumenti per aiutare a riconoscere e ad affrontare i primi segnali di violenza domestica; programmi volti ad incoraggiare le vittime a denunciare la violenza, contribuendo a raggiungere tassi di denuncia che rispecchino la reale portata del fenomeno.
– Protezione: misure volte a promuovere la cooperazione multidisciplinare e lo sviluppo di capacità dei professionisti coinvolti nelle attività di protezione e sostegno alle vittime; sviluppo di metodi e protocolli per la valutazione del rischio e loro effettiva attuazione;
– Supporto: azioni di formazione e di sviluppo di capacità dei professionisti che supportano e assistono le vittime, per garantire che siano pienamente informate dei loro diritti e indirizzate ai servizi appropriati; sviluppo di programmi per consentire alle vittime di raggiungere l’indipendenza economica.

1.2 Protezione e sostegno alle vittime di violenza di genere all’interno di gruppi particolarmente vulnerabili
L’attenzione è posta sulla protezione e il sostegno alle persone adulte vittime di violenza di genere, compresa la violenza sessuale, provenienti da gruppi particolarmente vulnerabili, tra cui donne giovani, persone con background migratorio, richiedenti asilo, rifugiati, LGBTI, minoranze etniche (compresi i Rom), donne con disabilità, donne che vivono e/o lavorano per strada.
Le azioni dovrebbero concentrarsi sul facilitare l’accesso ai servizi di protezione e sostegno che rispondono alle esigenze specifiche di queste vittime e sulla cooperazione multidisciplinare e lo sviluppo di capacità dei professionisti a contatto con questi gruppi, per garantire protezione e supporto tempestivi ed efficaci. Possono anche essere presi in considerazione interventi di prevenzione mirati a questi gruppi (come campagne di sensibilizzazione e comunicazione).
1.3 Prevenzione e risposta alle molestie sessuali
L’attenzione è posta sulla prevenzione e reazione alle molestie sessuali, comprese le molestie perpetrate online.
Le azioni dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di strumenti per la denuncia degli episodi di molestie: sensibilizzazione tra i gruppi a rischio (ad esempio, giovani adulti utenti di social media) e le vittime di molestie, al fine di educare sui rischi e i diritti e incoraggiare le vittime a denunciare; sviluppare linee guida e manuali per servizi di supporto specializzati (ad es. sul posto di lavoro, nelle scuole, università, online); sviluppo di capacità dei professionisti pertinenti. Possono essere prese in considerazione anche azioni con un focus più ampio, come la sensibilizzazione del pubblico per combattere pregiudizi e stereotipi di genere e le convenzioni che incoraggiano o giustificano le molestie sessuali.
Sono incoraggiati progetti rivolti a giovani adulti.

2. Prevenire e combattere la violenza contro i bambini (risorse disponibili: 4.680.000 euro)
L’attenzione è posta su tre aree di intervento:
2.1 Sviluppo di capacità del personale medico e degli specializzandi, degli operatori dei servizi sociali, della polizia e del settore dell’istruzione, con l’obiettivo di sistematizzare la prevenzione, individuazione, identificazione e reazione alle esperienze infantili avverse (ACE).
2.2 Sviluppo di capacità degli operatori forensi specializzati nell’audizione dei minori vittime di violenza, con l’obiettivo di prevenire la ri-traumatizzazione delle vittime, assicurare un percorso terapeutico e l’aumento del tasso dei procedimenti penali.
2.3 Sviluppo di capacità degli operatori specializzati e in tirocinio che offrono servizi terapeutici e trattamento dei minori vittime di violenza, con l’obiettivo di sistematizzare l’adeguata copertura nazionale dei servizi terapeutici per le vittime.

Attività finanziabili
Attività di sensibilizzazione; capacity-building e formazione per i professionisti; ideazione e attuazione di protocolli, sviluppo di metodi e strumenti di lavoro; apprendimento reciproco e scambio di buone pratiche.
Si intende finanziare progetti mirati e concreti che garantiscano il massimo beneficio e un impatto tangibili e dimostrabili sui gruppi target.
Il contributo UE può coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili del progetto. La sovvenzione richiesta non può essere inferiore a € 75.000.
I progetti proposti possono essere nazionali o transnazionali e dovrebbero essere sviluppati in cooperazione e/o essere guidati da attori chiave appropriati.
È fortemente incoraggiato il coinvolgimento di un’autorità pubblica, comprese le autorità regionali e locali. Queste autorità pubbliche possono essere:
– per i progetti che trattano la violenza di genere, ministeri/agenzie/organismi responsabili per l’uguaglianza di genere e/o della fornitura di servizi alle vittime di violenza; autorità di polizia, giudiziarie, dell’istruzione o della salute in quanto pertinenti.
– per i progetti relativi alla violenza contro i bambini, ministeri e/o agenzie responsabili per i minori/infanzia (agenzie e servizi per la protezione dei minori, ministeri per l’infanzia, la protezione dei minori, l’istruzione, gli affari sociali, la giustizia, Ombudsman per i minori e/o istituti nazionali per i diritti umani dei bambini, autorità regionali responsabili, ecc.).

I progetti devono essere presentati da una partnership che coinvolga almeno due soggetti (proponente di progetto + 1 partner). Se il progetto è transnazionale, devono essere di due diversi Paesi ammissibili.

Organizzazioni a scopo di lucro possono presentare progetti solo in partnership con enti pubblici o organizzazioni non-profit. I progetti proposti devono prevedere una durata massima 24 mesi.

Scadenza: 13 giugno 2019

Progetti contro la violenza sulle donne

Progetti contro la violenza sulle donne

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UN Women ha recentemente aperto il bando per il Fondo fiduciario delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne. Questo fondo è un meccanismo multilaterale globale e sostiene azioni per prevenire e porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze, una delle più diffuse violazioni dei diritti umani nel mondo. Il fondo è gestito da UN Women per conto del sistema delle Nazioni Unite. Particolare attenzione è rivolta alle proposte progettuali provenienti organizzazioni che si occupano di diritti delle donne, guidate da donne, e dalle piccole organizzazioni di base (tra cui quelle giovanili). Il fondo darà priorità alle proposte presentate da organizzazioni della società civile che si qualificano per il finanziamento nell’ambito delle tre aree programmatiche della sua strategia 2015-2020. Aree Programmatiche

  • Migliorare l’accesso delle donne e delle ragazze ai servizi multisettoriali essenziali, sicuri e adeguati per porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze
  • Aumentare l’efficacia della legislazione, delle politiche, dei piani d’azione nazionali e dei sistemi di responsabilità per prevenire e porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze
  • Migliorare la prevenzione della violenza contro le donne e le ragazze attraverso i cambiamenti nelle conoscenze, negli atteggiamenti e nelle pratiche

All’interno di questo quadro generale, il Trust fund finanzierà proposte sulle seguenti tematiche specifiche:

  • Affrontare la violenza contro le donne e le ragazze nel contesto degli attuali spostamenti forzati e della crisi dei rifugiati
  • Affrontare la violenza contro le donne e le ragazze con disabilità

Informazioni sul finanziamento

Grant di 3 anni da 150,000 a 1 milione di dollari per tutte le organizzazioni della società civile

Grant di 3 anni da 50,000 a 150,000 dollari per piccole organizzazioni della società civile

Organizzazioni ammissibili:

  • Women-Led and Women’s Rights Organizations
  • Humanitarian Organizations
  • Organizations of Women with Disabilities, as well as Organizations of Persons with Disabilities (DPOS) and Civil Society Organizations working with Women and Girls with Disabilities
  • Regional/International Civil Society Organizations and Networks (Women-led, Women’s Rights and Humanitarian Organizations as well as Organizations of Persons with Disabilities Only)

Il richiedente deve essere registrato legalmente nel paese di esecuzione del progetto. Le organizzazioni regionali / internazionali devono dimostrare che essi o i loro partner nazionali di attuazione siano legalmente registrati nel paese (o territorio) dell’attuazione.

Scadenza per l’invio dei concept note 18 gennaio 2019.

Accesso a finanziamenti per nuove soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello per donne vittime di violenza, sole e con figli

Accesso a finanziamenti per nuove soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello per donne vittime di violenza, sole e con figli

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L’intervento, attraverso l’accesso a finanziamenti disposti dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, prevede la creazione di nuove soluzioni di accoglienza in emergenza e di protezione di secondo livello per le donne vittime di violenza sole e con figli/e collegati ai Centri Antiviolenza e/o alle case rifugio esistenti e iscritti all’Albo regionale.

Possono presentare domanda:

  1. a) comuni e/o soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali di cui alla legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 (Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento).
  2. b) associazioni e organizzazioni operanti nel settore del sostegno e aiuto alle donne vittime violenza, in possesso dei requisiti di cui alla L.R. 4/2016, del DPGR n.10/R del 7.11.2016 e dell’Intesa CU n. 146 del 2014
  3. c) soggetti di cui alle lettere a) e b) di concerto, di intesa o in forma consorziata.

Ciascuna richiesta di finanziamento potrà porsi nell’ambito degli interventi e delle azioni ascrivibili ai protocolli territoriali già vigenti e presentati alla Regione in sede di istanza di iscrizione all’albo regionale dei Centri Antiviolenza e delle Case rifugio esistenti e iscritte/i all’Albo regionale.

Soggetti beneficiari:

  1. a) comuni e/o soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali di cui alla legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 (Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento).
  2. b) associazioni e organizzazioni operanti nel settore del sostegno e aiuto alle donne vittime di violenza, in possesso dei requisiti di cui alla L.R. 4/2016, del DPGR n.10/R del 7.11.2016 e dell’Intesa CU n. 146 del 2014
  3. c) soggetti di cui alle lettere a) e b) di concerto, di intesa o in forma consorziata.

I soggetti devono essere collegati ai Centri Antiviolenza e/o alle case rifugio esistenti e iscritti all’Albo regionale.

Scadenza: 10 novembre 2018

Bando per l’accesso ai finanziamenti destinati alla creazione di nuovi Centri antiviolenza e di nuovi sportelli collegati ai Centri antiviolenza esistenti nel territorio regionale

Bando per l’accesso ai finanziamenti destinati alla creazione di nuovi Centri antiviolenza e di nuovi sportelli collegati ai Centri antiviolenza esistenti nel territorio regionale

 

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L’intervento, attraverso l’accesso a finanziamenti disposti dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, prevede la creazione nel territorio regionale di nuovi Centri antiviolenza e di nuovi sportelli collegati ai Centri antiviolenza esistenti.

Allo scopo di accedere ai finanziamenti, è necessario presentare specifica istanza da parte delle seguenti tipologie di soggetti:

  1. per i nuovi centri Antiviolenza:
  2. a) comuni e/o soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali di cui alla legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 (Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento).
  3. b) associazioni e organizzazioni operanti nel settore del sostegno e dell’aiuto alle donne vittime di violenza, in possesso dei requisiti di cui alla L.R. 4/2016, del DPGR n.10/R del  7.11.2016  e dell’Intesa CU n. 146 del 2014.
  4. c) soggetti di cui alle lettere a) e b) di concerto, di intesa o in forma consorziata.
  5. per i nuovi sportelli collegati ai Centri Antiviolenza già iscritti all’albo regionale: gli enti locali ed i soggetti titolari dei medesimi Centri Antiviolenza.

per i nuovi centri Antiviolenza:

  1. a) comuni e/o soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali di cui alla legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 (Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento).
  2. b) associazioni ed organizzazioni operanti nel settore del sostegno ed aiuto alle donne vittime violenza, in possesso dei requisiti di cui alla L.R. 4/2016, del DPGR n.10/R del 7.11.2016  e dell’Intesa CU n. 146 del 2014.
  3. c) soggetti di cui alle lettere a) e b) di concerto, di intesa o in forma consorziata.
  4. per i nuovi sportelli collegati ai Centri Antiviolenza già iscritti all’albo regionale: gli enti locali ed i soggetti titolari dei medesimi Centri Antiviolenza

Importo in €: € 150.000 di cui € 50.000 per creare nuovi Centri Antiviolenza (contributo massimo per ogni progetto € 25.000) € 100.000 per nuovi sportelli collegati ai Centri Antiviolenza esistenti (contributo massimo per ogni progetto € 10.000)

Scadenza: 10 novembre 2018.

 

 

 

Empowerment delle donne africane

Empowerment delle donne africane

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Il Fondo per lo sviluppo delle donne africane (African Women’s Development Fund – AWDF) sostiene organizzazioni che lavorano per l’empowerment delle donne africane e il raggiungimento della parità di genere nel continente. Il Fondo sta attualmente invitando le organizzazioni che si occupano di diritti delle donne in Africa e in Medio Oriente a presentare proposte per il programma “Leading from the South”. Grant da 50.000 a 500.000 dollari per progetti biennali.

Scadenza 15 gennaio 2018.

Nell’ambito dell’iniziativa Leading from the South, AWDF mira a potenziare le attività di advocacy per promuovere i diritti delle donne, amplificare le loro voci, aumentare le opportunità economiche e migliorare l’accesso agli spazi decisionali.

Aree d’impatto

  • Eliminare la violenza contro donne e le ragazze e sostenere il rispetto per l’integrità e l’autonomia fisica delle donne
  • Proteggere i diritti economici e la giustizia per le donne
  • Espandere lo spazio democratico, sostenere una governance inclusiva e una partecipazione politica paritaria delle donne

Tipologia di grant

  • Yala!

Dimensioni: da 20.000 a 50.000 dollari all’anno fino a 2 anni

Ambito geografico: locale e nazionale.

  • Anase

Dimensioni: da 51.000 a 199.000 dollari all’anno fino a 2 anni

Ambito geografico: nazionale, transnazionale (2 o più paesi), regionale.

  • Pamoja

Dimensioni: da 200.000 a 500.000 dollari all’anno fino a 2 anni

Ambito geografico: nazionale, transnazionale (2 o più paesi), regionale, internazionale.

AWDF accetta candidature da organizzazioni per i diritti delle donne registrate e che lavorano in paesi destinataviolenri DAC in Africa e in Medio Oriente. Le organizzazioni devono esistere da almeno 3 anni. Le domande saranno accettate in inglese o francese.

Paesi eleggibili

Africa: Algeria, Angola, Benin, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Capo Verde, Africa centrale, Ciad, Comore, Repubblica democratica del Congo, Repubblica del Congo, Gibuti, Egitto, Guinea equatoriale, Eritrea, Etiopia, Gabon , Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Costa d’Avorio, Kenya, Lesotho, Liberia, Libia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mauritius, Marocco, Mozambico, Namibia, Niger, Nigeria, Ruanda, Sao Tomé e Principe, Senegal , Seychelles, Sierra Leone, Somalia, Sud Africa, Swaziland, Tanzania, Togo, Tunisia, Uganda, Zambia, Zimbabwe.

Medio Oriente: Iraq, Giordania, Libano, Palestina e Yemen.

Prevenire e combattere la violenza di genere e sui minori

Bando REC-RDPA-GBV-AG-2017: progetti volti a prevenire e combattere la violenza di genere e sui minori

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Progetti nazionali e transnazionali focalizzati sulle seguenti priorità:
1. Prevenzione dalla violenza di genere (risorse disponibili: 2.500.000 euro)
L’attenzione è posta sulla prevenzione primaria, vale a dire sulla necessità di cambiare atteggiamenti e comportamenti sociali per porre fine alla tolleranza verso tutte le forme di violenza. Ciò comprende la lotta a pregiudizi e stereotipi di genere e a consuetudini che incoraggiano o condonano la violenza, nonché la prevenzione dalla vittimizzazione.

2. Protezione e sostegno delle vittime della violenza di genere e sui minori, compreso l’affrontare il fenomeno della scarsità di denunce e la promozione della cooperazione multidisciplinare tra i pertinenti professionisti (risorse disponibili: 3.206.000 euro)
L’obiettivo è contribuire all’attuazione della Direttiva 2012/29/UE (norme minime sui diritti, il sostegno e la protezione delle vittime di reato), della Direttiva 2011/99/UE (Ordine di protezione europeo) e/o del Regolamento 606/2013 (reciproco riconoscimento delle misure di protezione in materia civile).

3. Coordinamento e/o adattamento dei servizi di sostegno sulla violenza sessuale e di genere per includere rifugiati e migranti (bambini, donne, persone LGBTQI, giovani uomini e ragazzi) (risorse disponibili: 3.000.000 euro)
Non si intende creare servizi nuovi o paralleli, ma adattare quelli esistenti in maniera inclusiva. L’obiettivo è costruire capacità e adattare contesti per includere, in modo concreto, i migranti.

4. Trattamento dei colpevoli di violenza (risorse disponibili: 1.000.000 euro)
Si intende sostenere lo sviluppo di programmi per il trattamento dei colpevoli e la capacity building dei professionisti che lavorano in questo ambito, al fine di prevenire le recidive e proteggere ulteriormente le vittime.

5. Quadri di coordinamento nazionali o piani d’azione in materia di violenza sui minori (risorse disponibili: 3.000.000 euro)
L’obiettivo è sostenere gli Stati membri nello sviluppo e attuazione di quadri di coordinamento nazionali per eliminare tutte le forme di violenza verso i minori, in linea con i Principi per i sistemi integrati di protezione dei minori e tenendo conto delle Guidelines del Consiglio d’Europa sulle Strategie nazionali integrate per proteggere i minori dalla violenza e della Convenzione ONU sui diritti dei minori

Attività finanziabili
Per tutte le priorità: apprendimento reciproco, scambio di buone pratiche, cooperazione; definizione e attuazione di protocolli, sviluppo di metodi di lavoro che possono essere trasferiti ad altri Paesi o regioni; capacity-building e formazione per i professionisti.
Per priorità 1 e 2: attività di sensibilizzazione ed educative
Per priorità 3: empowerment delle comunità migranti/rifugiati; adattamento dei servizi/strutture/contesti/metodologie esistenti
Per priorità 5: sviluppo o adattamento e/o attuazione di quadri di coordinamento nazionali o piani d’azione in materia di violenza sui minori, tenendo conto dei diversi punti di partenza nazionali; attività di sensibilizzazione e capacity building per promuovere la partecipazione e la responsabilità nello sviluppo dei quadri di coordinamento nazionali o piani d’azione citati.
Relativamente alle priorità 1, 2, 3 e 4 sono benaccetti progetti focalizzati su forme specifiche di violenza o gruppi particolari di vittime.
Il contributo UE può coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili del progetto. La sovvenzione richiesta non può essere inferiore a € 75.000.
Scadenza: 14/11/2017

Bandi per Accordi quadro di partenariato a sostegno di reti europee

Bandi per Accordi quadro di partenariato a sostegno di reti europee

La Commissione europea, attraverso il programma “Diritti, uguaglianza e cittadinanza”, ha lanciato 5 bandi per la conclusione di Accordi quadro di partenariato con reti europee che operano nei settori di intervento del programma. I network selezionati potranno così beneficiare di un sostegno finanziario per la durata di 4 anni.
I bandi, che rimangono aperti fino al 16 maggio 2017, sono i seguenti:
1. Bando REC-RCHI-NETW-2017 – Accordi quadro di partenariato a sostegno di reti europee attive nel campo dei diritti dei minori
2. Bando REC-RDAP-NETW-2017- Accordi quadro di partenariato a sostegno di reti europee attive nel campo della prevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne e dei bambini (Daphne)
3. Bando REC-RDIS-NETW-2017- Accordi quadro di partenariato a sostegno di reti europee attive nel campo della lotta contro la discriminazione
4. Bando REC-RGEN-NETW-2017 – Accordi quadro di partenariato a sostegno di reti europee attive nel campo della parità di genere
5. Bando REC-RRAC-NETW-2017- Accordi quadro di partenariato a sostegno di reti europee attive nel campo della lotta al razzismo, alla xenofobia, all’omofobia e altre forme di intolleranza
Gli Accordi quadro di partenariato supporteranno i network che conducono attività con un valore aggiunto europeo che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi del programma nei settori coperti dai bandi, ovvero: attività analitiche, formazione, apprendimento reciproco, diffusione di buone pratiche, cooperazione, sensibilizzazione e informazione. L’Accordo quadro consentirà di coprire i costi correlati allo svolgimento di queste attività, nonché al funzionamento delle reti.
Possono partecipare ai bandi reti formalmente stabilite con personalità giuridica, oppure organizzazioni che rappresentano una rete (es. segretariato congiunto o coordinatore nominato ufficialmente). La rete deve essere di livello europeo con organizzazioni membri o autorità in almeno 14 Paesi partecipanti al programma “Diritti, uguaglianza e cittadinanza” (10 Paesi se trattasi di rete attiva nel campo della lotta alle mutilazioni genitali femminili).

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