Economia sociale: incentivi per le imprese. Dal 13 ottobre le domande

Economia sociale: incentivi per le imprese. Dal 13 ottobre le domande

Training

A partire alle ore 12 del 13 ottobre ottobre potranno essere presentate le nuove domande relative alla misura agevolativa “Imprese dell’economia sociale” che il Ministero dello sviluppo economico ha deciso di riformare con l’obiettivo di semplificare e facilitare i finanziamenti per i programmi di investimento proposti dalle imprese sociali, culturali e creative, nonché dalle società cooperative con qualifica di onlus.

La misura si rivolge alle:

  • imprese sociali, comunque costituite, iscritte nell’apposta sezione del Registro delle imprese;
  • cooperative sociali e i loro consorzi di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 e successive modifiche e integrazioni, iscritti nell’apposito albo e nell’apposita sezione del Registro delle imprese in base a quanto disposto dall’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo n. 112 del 2017 e successive modifiche e integrazioni;
  • società cooperative aventi qualifica di ONLUS, nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 101, comma 2, e 102, comma 2, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 e successive modificazioni e integrazioni;
  • le imprese culturali e creative, costituite in forma di società di persone o di capitali, che operano o intendono operare nei settori economici elencati nell’allegato n. 1 del decreto direttoriale 8 agosto 2022;

che alla data di presentazione della domanda devono:

 

  1. essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e inserite negli elenchi, albi, anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento, ivi incluso il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS);
  2. trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  3. avere sede legale e operativa ubicata nel territorio nazionale. Le imprese che non hanno sede nel territorio italiano devono essere costituite secondo le norme di diritto civile e commerciale vigenti nello Stato di residenza e iscritte nell’omologo registro delle imprese;
  4. trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi contributivi;
  5. essere in regime di contabilità ordinaria;
  6. aver ricevuto una positiva valutazione del merito di credito da parte di una Banca finanziatrice e disporre di una delibera di finanziamento adottata dalla medesima Banca finanziatrice per la copertura finanziaria del programma di investimenti proposto. Nel caso di grandi imprese la valutazione della capacità economico-finanziaria deve assegnare all’impresa richiedente un rating comparabile almeno a B -;
  7. non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento e assumere l’impegno a non procedere alla delocalizzazione nei due anni successivi al completamento dell’investimento stesso.

Le imprese possono presentare i programmi anche in forma congiunta, fino ad un massimo di sei soggetti coproponenti. In tali casi, il programma d’investimento deve essere realizzato nel rispetto di un accordo di collaborazione. L’accordo di collaborazione deve rappresentare una stabile collaborazione tra i proponenti, coerente con l’articolazione delle attività finalizzate alla realizzazione del programma d’investimento proposto e deve prevedere:

  1. la suddivisione delle competenze, dei costi e delle spese a carico di ciascun proponente;
  2. l’individuazione, nell’ambito dei proponenti, del soggetto capofila, che agisce in veste di mandatario dei partecipanti, attraverso il conferimento da parte dei medesimi, con atto pubblico o scrittura privata autenticata, di un mandato con rappresentanza per tutti i rapporti con il Ministero.

La misura agevolativa finanzia i programmi di investimento proposti dalle imprese operanti nell’ambito dell’economia sociale. I programmi di investimento devono prevedere spese ammissibili, al netto di IVA, non inferiori a 100.000,00 euro e non superiori a 10.000.000,00 di euro.

I programmi devono determinare positive ricadute sul territorio, avendo riguardo ad almeno uno o più degli obiettivi previsti all’art. 8, comma 4, del decreto direttoriale 8 agosto 2022, ossia:

  1. incremento occupazionale di categorie svantaggiate;
  2. inclusione sociale di soggetti vulnerabili;
  3. raggiungimento di specifici obiettivi volti alla valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente, alla rigenerazione urbana e al turismo sostenibile nonché alla sostenibilità ambientale dell’attività d’impresa, anche attraverso la decarbonizzazione, il riuso e l’utilizzo di materiali riciclati, di prodotti e sottoprodotti derivanti dai cicli produttivi in alternativa alle materie prime vergini, la riduzione della produzione dei rifiuti, l’eco design, la riduzione dell’uso della plastica e la sostituzione della plastica con materiali alternativi;
  4. raggiungimento di specifici obiettivi volti alla salvaguardia e valorizzazione dei beni storico-culturali o al perseguimento di finalità culturali e creative o di utilità sociale, di rilevante interesse pubblico, all’interno di una comunità o di un territorio.

Sono ammissibili le spese relative alle immobilizzazioni materiali ed immateriali rientranti nelle categorie di seguito indicate, nei limiti in cui le stesse risultino necessarie al raggiungimento delle finalità del programma di investimento e coerenti e funzionali con lo svolgimento dello stesso:

  1. suolo aziendale e sue sistemazioni. Le spese relative all’acquisto del suolo aziendale possono essere ammesse nel limite del 10% dell’investimento produttivo complessivamente agevolabile;
  2. fabbricati, opere edili/murarie, comprese le ristrutturazioni. Tali spese non possono da sole costituire un programma organico e funzionale agevolabile;
  3. infrastrutture specifiche aziendali;
  4. macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica;
  5. programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi. Le predette spese devono figurare nell’attivo di bilancio dell’impresa beneficiaria per almeno 3 anni per le PMI e 5 anni per le grandi imprese. Qualora le agevolazioni siano concesse ai sensi dell’articolo 14 del Regolamento n. 651/2014, per le grandi imprese le spese di cui alla presente lettera sono ammissibili in misura non superiore al 50% delle complessive spese ammissibili dell’investimento.

Le agevolazioni consistono nella concessione di un finanziamento di durata fino a 15 anni, comprensivo di un periodo di preammortamento massimo di 4 anni, al tasso agevolato dello 0,5% annuo.

Al finanziamento agevolato deve essere associato un finanziamento bancario, a tasso di mercato e di pari durata, erogato da una banca finanziatrice individuata dall’impresa.

Il finanziamento agevolato e il finanziamento bancario sono regolati in modo unitario da un unico contratto di finanziamento, per una percentuale di copertura delle spese ammissibili che può raggiungere l’importo massimo dell’80%. Nell’ambito del contratto di finanziamento, una quota pari al 30% del finanziamento è costituita dal finanziamento bancario e la restante parte, pari al 70%, è costituita dal finanziamento agevolato; il finanziamento agevolato consente, pertanto, una copertura delle spese ammissibili per un importo massimo del 56%.

Per i programmi di investimento produttivi di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), del decreto direttoriale 8 agosto 2022, riguardanti attività diverse da quelle agricola, silvicola e della pesca di cui alla sezione A della classificazione delle attività economiche ATECO 2007, è concesso un contributo non rimborsabile nel rispetto dei seguenti limiti:

  • 20% delle spese ammissibili per i programmi presentati da PMI nelle aree del territorio nazionale ammesse alla deroga di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del TFUE previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale. La somma del finanziamento agevolato e del contributo non rimborsabile non può, in ogni caso, eccedere il limite del 75% delle spese ritenute ammissibili;
  • 15% delle spese ammissibili per i programmi presentati da grandi imprese nelle aree del territorio nazionale ammesse alla deroga di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del TFUE previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale;
  • 15% delle spese ammissibili per i programmi presentati da PMI nelle aree del territorio nazionale ammesse alla deroga di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale;
  • 5% delle spese ammissibili per i programmi presentati da grandi imprese nelle aree del territorio nazionale ammesse alla deroga di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale;
  • 5% delle spese ammissibili per i programmi presentati da PMI o da grandi imprese nelle restanti aree del territorio nazionale.

Scadenza: fino ad esaurimento fondi

Le misure per le imprese nel decreto energia

Le misure per le imprese nel decreto energia

energia-nucleare

 

È stato approvato dal Consiglio dei ministri il decreto legge con misure urgenti per contrastare gli effetti del conflitto in Ucraina sull’economia del nostro Paese.

Il provvedimento mobilita risorse provenienti dagli extraprofitti delle società energetiche destinandole, in particolare, al finanziamento di interventi a tutela delle imprese nazionali e delle famiglie.

Tra le misure volute dal ministro Giancarlo Giorgetti e accolte nel decreto ci sono interventi a sostegno delle imprese, dalla rateizzazione delle bollette di energia e gas alle garanzie SACE per operazioni finanziarie relative a siti industriali strategici, mentre sono stati estesi il bonus per le famiglie e il credito d’imposta previsto per gli energivori anche alle altre imprese con contatori di potenza pari almeno a 16,5 kw.

È stato inoltre tagliato il costo delle accise dei carburanti di 25 centesimi sino a fine aprile e introdotta una importante novità come quella dei buoni benzina esentasse fino a 200 euro per i dipendenti di aziende: “È una proposta di buonsenso che aiuta i pendolari in questa fase critica di aumento dei carburanti”, ha sottolineato il ministro dello sviluppo economico.

Per una maggiore efficacia nell’azione di contrasto alle speculazioni sono stati potenziati i poteri e gli strumenti del Garante per la sorveglianza dei prezzi già istituito presso il Ministero che, oltre ad avvalersi di una Unità di missione dedicata all’analisi ed elaborazione dei dati, potrà intervenire direttamente rivolgendosi alle imprese.

Per l’ex Ilva è stato previsto nel provvedimento uno stanziamento fino a 150 milioni di euro per favorire la decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto.

Altre risorse sono state infine destinate a sostegno dei lavoratori di imprese in difficoltà.

Sostegni a imprese e famiglie per costi energetici

Piani di rateizzazione per le imprese, con sedi in Italia, delle bollette di energia elettrica e gas di maggio e giugno fino a 24 rate mensili. La garanzia potrà essere rilasciata da SACE, fino al 90% degli importi dovuti ai fornitori.

Garanzie da SACE, fino al 90% dell’importo di finanziamento concesso, in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, che assistono imprese energivore che gestiscono stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale individuati su proposta del ministro dello sviluppo economico. Analoga garanzia è concessa per il finanziamento di operazioni di acquisto e riattivazione di impianti dismessi situati sul territorio nazionale per la produzione di ghisa destinata all’industria siderurgica.

Credito d’imposta del 20% a beneficio delle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica. Il credito d’imposta è cedibile ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Incrementati i crediti d’imposta già in vigore a favore delle imprese energivore (dal 20% al 25%) e delle imprese a forte consumo di gas naturale (dal 15% al 20%).

Ampliata fino a 5,2 milioni la fascia di famiglie protette dal caro bollette. Dal 1 aprile al 31 dicembre 2022 il valore ISEE di accesso ai bonus sociali elettricità e gas è pari a 12.000 euro.

Contrasto aumento prezzi carburanti

Riduzione di 25 centesimi del prezzo dei carburanti, benzina e gasolio, attraverso un taglio delle accise sino a fine aprile. Il costo della misura viene finanziato dalla tassazione del 10% degli extraprofitti delle società energetiche.

Buoni benzina fino a 200 euro esenti da tasse per il 2022, ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti.

Potenziati gli strumenti di Mister Prezzi

È istituita presso il Mise un’apposita Unità di Missione a supporto del Garante per la sorveglianza dei prezzi per le attività istruttorie, di analisi, valutazione e di elaborazione dei dati.

Il Garante potrà richiedere alle imprese dati, notizie ed elementi specifici sulle motivazioni che hanno determinato le variazioni di prezzo.

Previste sanzioni, da un minimo di 500 euro ad un massimo di 5.000 euro per le imprese che non forniscano entro 10 giorni, se richiesto loro: dati, notizie ed elementi specifici sulle motivazioni che hanno determinato le variazioni di prezzo.

Imprese in difficoltà

Fino al 31 dicembre 2022 le imprese che dovessero trovarsi in situazioni di particolare difficoltà economica e che non potessero più ricorrere ai trattamenti ordinari di integrazione salariale potranno sfruttare altre settimane di Cig in deroga nei limiti di spesa di 150 milioni di euro. La misura si applica anche alle imprese del settore turistico.

L’agevolazione contributiva (esonero totale) per l’assunzione, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, di lavoratori subordinati provenienti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale è estesa anche ai lavoratori licenziati per riduzione di personale nei 6 mesi precedenti e a quelli impiegati in rami d’azienda oggetto di trasferimento.

Decarbonizzazione ex Ilva

Fino a 150 milioni di euro da destinare a progetti di decarbonizzazione del ciclo produttivo dell’acciaio presso lo stabilimento siderurgico di Taranto.

Golden power

Rafforzata la disciplina del Golden power finalizzata al controllo degli investimenti stranieri in Italia, in considerazione dell’accresciuta strategicità di alcuni settori: dalla difesa a quello della sicurezza, per arrivare ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G e al ‘cloud’ nazionale.

Cybersecurity

Rafforzata la disciplina sulla cybersicurezza attraverso la diversificazione dei prodotti in uso, al fine di proteggere la sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche.

MUR: pubblicato il bando per la ricerca in campo economico e sociale

MUR: pubblicato il bando per la ricerca in campo economico e sociale

 

È stato pubblicato il bando del “Fondo per la ricerca in campo economico e sociale”.

La dotazione complessiva è di 17 milioni di euro per il 2021 e il 2022. L’obiettivo del fondo è di finanziare progetti per ampliare la conoscenza dei fenomeni e delle dinamiche economiche e sociali.

I beneficiari del bando potranno essere:

  • fondazioni;
  • associazioni;
  • gli organismi di ricerca;
  • altri soggetti di diritto privato senza scopo di lucro che abbiano ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica e che siano iscritti, o che abbiano presentato domanda di iscrizione entro il 31 gennaio 2022, nella sezione “Enti, istituzioni e organismi privati di ricerca” dell’Anagrafe nazionale delle ricerche.

Non possono invece partecipare al bando le università, gli enti universitari o riconducibili all’attività di ricerca svolta in ambito universitario e gli enti disciplinati dal codice del Terzo settore.

È possibile chiedere contributi per una cifra compresa tra 100.000 e 200.000 euro. Le domande potranno essere inviate dal 15 marzo 2022 utilizzando la piattaforma dedicata.

Scadenza: 15 aprile 2022.

Dall’UNESCO un fondo per sostenere l’economia creativa nei paesi in via di sviluppo

Dall’UNESCO un fondo per sostenere l’economia creativa nei paesi in via di sviluppo

hand-1917895_640

L’UNESCO ha recentemente aperto le candidature al Fondo internazionale per la diversità culturale (IFCD). Si tratta di un ente costituito dalla Convenzione del 2005 sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, l’IFCD è un fondo multi-donatore volontario che sostiene l’emergere di settori culturali dinamici nei paesi in via di sviluppo. Quest’anno vista la celebrazione dell’Anno internazionale dell’economia creativa per lo sviluppo sostenibile, il fondo vuole sostenere soprattutto progetti che mirano a dare un forte contributo all’economia creativa nei paesi in via di sviluppo che sono parti della Convenzione.

Le istituzioni pubbliche e le organizzazioni non governative (ONG) dei paesi ammissibili sono invitate a presentare le loro proposte, così come le ONG internazionali registrate nei paesi che sono parti della Convenzione. I progetti devono chiaramente portare a cambiamenti strutturali attraverso:

  • Introduzione e /o elaborazione di politiche e strategie che hanno un impatto diretto e strutturale sulla creazione, produzione, distribuzione e accesso a una diversità di beni e servizi culturali;

Rafforzamento delle competenze nel settore pubblico e nelle organizzazioni della società civile per sostenere industrie e mercati culturali locali e regionali sostenibili nei paesi in via di sviluppo.

  • Tutti i progetti contribuiranno in ultima analisi all’ecosistema creativo sostenibile e all’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Dal 2010, l’IFCD ha investito 8,7 milioni di dollari attraverso 120 progetti in 60 paesi in via di sviluppo. Queste diverse iniziative hanno favorito l’emergere di sistemi sostenibili di governance culturale, in particolare creando un ambiente favorevole per gli imprenditori culturali, l’accesso a nuovi mercati di beni e servizi culturali e l’accessibilità a diverse espressioni culturali. Ogni progetto potrà essere sostenuto con un grant di massimo 100.000 USD e la durata dei progetti dovrà essere compresa tra 12 e 24 mesi.

Nel 2021, mentre il settore creativo deve affrontare una sfida senza precedenti causata dalla pandemia COVID-19, l’IFCD ribadisce il suo impegno a continuare a investire in cultura e creatività come motori dello sviluppo sostenibile. Questa Call for Applications ha scadenza il 16 giugno 2021.

 

 

Contributi per la capitalizzazione delle PMI

Contributi per la capitalizzazione delle PMI

business-561387__340

La Regione Piemonte, con Determinazione Dirigenziale n. 74 del 3 marzo 2021 ha approvato il Bando “Emergenza Covid-19 – Contributi a sostegno della capitalizzazione delle PMI”.

La Misura è finalizzata alla concessione di contributi a fondo perduto destinati alle micro, piccole e media società di capitali, attive in Piemonte nei settori manifatturiero, costruzioni e informatica, che effettuino un’operazione di aumento di capitale, sottoscritta da parte di uno o più soci o investitori terzi e finalizzata a consentire la prosecuzione e il rilancio dell’attività d’impresa attraverso un programma di investimento, sviluppo e consolidamento, anche a seguito delle difficoltà economiche e finanziarie generate dalla emergenza sanitaria da Covid 19.

Le domande si presentano su piattaforma telematica Sistema Piemonte dalle ore 9.00 del 29 marzo 2021 e fino alle ore 12.00 del giorno 31 dicembre 2021, fatte salve eventuali comunicazioni di termine/sospensione da parte di Finpiemonte, in considerazione della progressiva saturazione della dotazione finanziaria della Misura.

FEAMP – Supporto all’attuazione della direttiva sulla strategia per l’ambiente marino

FEAMP - Supporto all'attuazione della direttiva sulla strategia per l'ambiente marino

jellyfish-698521_640

La Commissione – DG Ambiente ha aperto un bando a valere su Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) al fine di sostenere la preparazione del prossimo ciclo di attuazione della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (MSFD) attraverso le strategie marine. Ciò comporta, in particolare:
– l’aggiornamento del Buono stato ambientale (GES) e la relativa valutazione
– l’analisi e contrasto delle pressioni subite dalle acque marine e del loro impatto
–  la realizzazione di analisi economiche e sociali dell’uso delle acque marine e dei costi di degrado dell’ambiente marino
– il contributo alla definizione dei target ambientali da comunicare alla Commissione entro il 2024.

Per fare questo il bando sostiene e promuove la cooperazione regionale e sub-regionale fra Stati membri che insistono su una stessa regione marina nell’attuazione della MSFD.

Le regioni marine interessate sono: il Mar Baltico (Convenzione di Helsinki – HELCOM), l’Oceano Atlantico nord-orientale (Convenzione OSPAR), il Mar Mediterraneo (Convenzione di Barcellona, UNEP-MEP) e il Mar Nero (Convenzione di Bucarest)

Le proposte devono essere orientate in modo molto pratico e concentrarsi su risultati e obiettivi concreti da raggiungere. Tali obiettivi dovrebbero chiaramente contribuire all’attuazione della MSFD.

Il bando prevede 3 macro-obiettivi e al loro interno finanzia azioni di cooperazione riguardanti specifiche priorità e specifiche regioni. Un progetto deve riguardare (almeno) una regione marittima ammissibile.

Obiettivi e priorità
1. Supportare la valutazione (sub) regionale della misura in cui il GES è stato raggiunto, concentrandosi sull’attuazione della decisione GES del 2017, in particolare migliorando la coerenza delle determinazioni dei GES, tenendo conto di ulteriori sfide quali le condizioni naturali prevalenti o i cambiamenti climatici e sviluppando ulteriormente e rendendo operativi gli indicatori sullo stato, le pressioni e gli impatti dell’ambiente marino e l’istituzione di valori soglia per ciascuna (sotto) regione
a. D1: valutazioni coordinate (regionali), in particolare dei gruppi di specie altamente mobili e di quelli sottorappresentati (ad es. cetacei, squali e altre specie ittiche non commerciali); supporto al lavoro delle reti di esperti MSFD (tutte le regioni)
b. D1C6 e D6: identificazione di scale e aree ecologicamente rilevanti per la valutazione dei tipi di habitat pelagici e bentonici (ampi), tenendo conto del lavoro di Gruppo tecnico Seabed7, degli approcci di modellazione EUSeaMap e dati di Copernicus (in particolare Oceano Atlantico nord-orientale e Mar Mediterraneo)
c. D8-D9: sostegno al lavoro della rete di esperti MSFD sui contaminanti e alla realizzazione di  una valutazione integrata dei contaminanti chimici e dei loro effetti sull’ambiente marino e al monitoraggio di questi ultimi (Mar Mediterraneo, Mar Nero)
d. D10: supporto al lavoro del Gruppo tecnico Litter; promozione dell’armonizzazione delle attività regionali su protocolli di monitoraggio, indicatori e valori soglia con il lavoro del Gruppo tecnico Litter (tutte le regioni)
e. D11: identificazione e consolidamento di indicatori pertinenti per il rumore subacqueo, in stretto coordinamento con il lavoro di Gruppo tecnico Noise, e promozione dell’armonizzazione del lavoro regionale sui valori soglia con il lavoro di Gruppo tecnico Noise (tutte le regioni)
f. coordinamento e consegna delle valutazioni (sub) regionali previste dall’articolo 8 per descrittori specifici, contribuendo anche al QSR 2023 dell’UNEP/MAP e integrando il progetto EcAp III per i paesi del Mediterraneo meridionale (Mar Mediterraneo)
g. Coordinamento e consegna delle valutazioni tematiche (sub) regionali sulla biodiversità previste dall’articolo 8 (D1, D6), contribuendo anche al processo QSR 2023 di OSPAR (Oceano Atlantico nord-orientale)
h. Coordinamento e consegna delle valutazioni previste dall’articolo 8 per la sottoregione Macaronesia e il resto della regione dell’Oceano Atlantico nord-orientale, tenendo conto anche della proposta integrazione della Macaronesia nell’area marittima OSPAR, almeno per quelle pressioni che si riversano da un’area all’altra (Macaronesia)

2. Supportare la quantificazione (in particolare ex-post) degli effetti dei programmi di misurazione, incluso il collegamento dei programmi di monitoraggio con le misure
a.
 supporto al processo QSR 2023 per OSPAR, con particolare attenzione temi specifici quali l’efficacia delle misure per ridurre le pressioni e migliorare lo stato (Oceano Atlantico nord-orientale)
b. supporto alla valutazione ex post dei programmi e delle misure adottati nell’ambito dell’UNEP/MAP, con particolare attenzione ai loro costi e benefici e agli aspetti transfrontalieri che coinvolgono sia il contesto dell’UE che i paesi terzi (Mar Mediterraneo)

3. Sostenere l’istituzione di nuove misure di coordinamento di livello (sub)regionale
a. 
sostegno allo sviluppo di misure regionali efficaci nel ridurre i livelli di disturbo fisico del fondale marino dovuti alla pesca e ad altre attività rilevanti, tenendo conto del lavoro svolto da Gruppo tecnico Seabed (tutte le regioni)
b. supporto al lavoro di coordinamento delle misure nel Gruppo tecnico Litter e alla compatibilità delle misure regionali con questo lavoro; in particolare nel Mar Nero, sostegno a Bulgaria e Romania nell’attuazione del piano regionale recentemente adottato contro i rifiuti marini della Convenzione di Bucarest (Mar Nero)
c. sostegno allo sviluppo di efficaci misure regionali, tenendo conto delle priorità istituite a livello regionale e dell’UE per ridurre le pressioni esistenti sul Baltico e dello stato di avanzamento dell’analisi della Sufficiency of Measures (SOM) dell’HELCOM (Mar Baltico)
d. supporto tecnico e amministrativo per l’attuazione congiunta della MSFD da parte degli Stati membri dell’UE che si affacciano sul Mar Nero e sostegno all’attuazione delle azioni del piano d’azione per il Mar Nero che facilitano l’attuazione della MSFD da parte degli Stati membri dell’UE e dei paesi associati (Mar Nero)

Attività ammissibili (elenco non esaustivo):
– progettazione, attuazione, coordinamento e gestione del progetto;
– attività di sensibilizzazione, formazione e diffusione;
– meccanismi per monitorare la raccolta dati e le campagne;
– organizzazione di workshop, incontri, conferenze, seminari, che contribuiscono agli obiettivi del progetto;
– azioni volte alla creazione e al miglioramento di reti, scambi di buone pratiche;
– studi, analisi, piani d’azione e attività di mappatura correlate direttamente al progetto;
– attività di ricerca, in particolare relative alla raccolta di dati.
– istituzione di strumenti per la gestione dei dati e delle informazioni, compreso l’aggiornamento regolare dei dati e dei prodotti di informazione online.

Per il bando sono stati stanziati 4.700.000 euro con i quali la Commissione prevede di finanziare 5-10 progetti; l’ammontare di contributo per progetto dovrebbe essere compreso indicativamente fra 400.000 e 1.000.000 euro; la Commissione auspica di finanziare almeno una proposta per ogni area geografica.

Una proposta progettuale deve essere presentata da un partenariato di almeno 2 soggetti ammissibili di 2 diversi Stati firmatari della Convenzione relativa all’area marittima nella quale si svolge il progetto.

Possono presentare una proposta progettuale: organizzazioni no-profit (pubbliche o private), autorità pubbliche di livello nazionale, regionale e locale, organizzazioni internazionali, università, istituzioni di istruzione, centri di ricerca e enti profit. Saranno particolarmente incoraggiate le proposte che coinvolgono le autorità pubbliche per l’attuazione della MSFD.

Possono essere co-proponenti di progetto anche dei partner di Paesi non UE che sono parti contraenti di una delle convenzioni marittime regionali europee che insistono sulle aree destinatarie del bando (ovvero: Convenzione per la protezione dell’ambiente marittimo dell’Atlantico del Nord-Est, del 1992 – Convenzione OSPAR; convenzione di Helsinki per la protezione dell’ambiente marittimo nell’area del Mar Baltico, del 1992 – HELCOM; Convenzione per la protezione dell’ambiente marittimo e della regione costiera del Mediterraneo, del 1995 -Convenzione di Barcellona, UNEP-MAP; Convenzione per la protezione del Mar nero del 1992 – Convenzione di Bucarest). Questi partner possono essere associati all’azione senza costi (o per un costo fino al massimo al 10% per ogni Paese terzo partner, per un massimo complessivo del 20% dei costi) se necessario per l’attuazione dell’azione.

Scadenza per la presentazione delle proposte progettuali: 30/09/2020

Distretti del Commercio per la ricostruzione economica territoriale urbana

Distretti del Commercio per la ricostruzione economica territoriale urbana

Training

Il bando è finalizzato a sostenere i Distretti del Commercio, iscritti all’apposito Elenco regionale, come volano per la ricostruzione economica territoriale urbana nei settori del commercio, artigianato, ristorazione e terziario, a seguito dell’impatto negativo dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

In particolare, il bando finanzia:

– bandi emanati dai Comuni, Comunità Montane e Unioni di Comuni aderenti al Distretto per sostenere gli interventi realizzati dalle imprese per l’apertura di nuove attività o il rilancio di attività esistenti, l’adattamento dei punti vendita alle nuove esigenze di sicurezza e protezione di lavoratori e consumatori, l’adozione di nuove modalità di vendita quali vendita online e consegna a domicilio;

– interventi realizzati direttamente dai Comuni, Comunità Montane e Unioni di Comuni per la qualificazione e l’adeguamento dell’area del Distretto e la realizzazione di servizi comuni per le imprese

Per i Distretti che si impegnano ad emanare i bandi per le imprese e concedere i relativi aiuti entro il 31 dicembre 2020 è prevista una premialità di contributo.

Sono beneficiari diretti i Comuni, le Comunità Montane e le Unioni di Comuni rientranti in uno dei Distretti del Commercio iscritti all’Elenco regionale in data 5 maggio 2020.

Sono beneficiari indiretti, tramite i bandi emanati dai Comuni, Comunità Montane e Unioni di Comuni, le PMI e gli aspiranti imprenditori con unità locale nel territorio del Distretto che svolgano attività di:

– somministrazione o vendita diretta al dettaglio di beni o servizi, con vetrina su strada o situata al piano terreno degli edifici;

– logistica, trasporto e consegna a domicilio.

L’agevolazione è suddivisa come segue:

Per la generalità dei Distretti

– € 100.000 in capitale per bandi alle imprese

– € 30.000 in capitale ai Comuni;

– € 20.000 in corrente ai Comuni;

– Ulteriori € 30.000 in capitale ai Comuni come premialità.

Per i Distretti presso Comuni capoluogo di provincia:

– € 170.000 in capitale per bandi alle imprese

– € 50.000 in capitale al Comune;

– € 20.000 in corrente al Comune;

– Ulteriori € 50.000 in capitale al Comune come premialità.

Per i Distretti del Comune di Milano:

– € 400.000 in capitale per bandi alle imprese

– € 120.000 in capitale al Comune;

– € 50.000 in corrente al Comune;

– Ulteriori € 120.000 in capitale al Comune come premialità.

Scadenza: 30/09/2020

ENI CBC MED – Bando per progetti di capitalizzazione

ENI CBC MED – Bando per progetti di capitalizzazione

business-561387__340

Il 6 maggio è stato pubblicato il nuovo bando per progetti di capitalizzazione su ENI CBC MED il programma di cooperazione transfrontaliera che riguarda le regioni che si affacciano sul Mediterraneo e si occupa di promuovere uno sviluppo economico, sociale e territoriale giusto, equo e sostenibile, favorevole all’integrazione transfrontaliera e che valorizzi i territori e i valori dei paesi partecipanti .

I progetti di capitalizzazione sono progetti che promuovono lo sfruttamento e/o una più ampia disseminazione di progetti/programmi/iniziative finanziati in precedenza identificando pratiche efficaci e di successo, assicurandone la promozione, la diffusione, la replica e l’integrazione nelle politiche pubbliche. Oltre ai progetti finanziati nell’ambito dei programmi ENPI/ENI CBC MED, l’autorità di gestione ha lavorato in collaborazione con il segretariato dell’Unione per il Mediterraneo e il segretariato congiunto del programma Interreg MED per identificare i progetti più pertinenti e idonei con un elevato potenziale di capitalizzazione e replica. Al fine di ampliare la portata dell’invito, i proponenti sono inoltre invitati a considerare i risultati, le conoscenze e le esperienze sviluppate da altri programmi e iniziative, compresi i programmi Interreg con copertura mediterranea, WestMED e BlueMed, PRIMA, cooperazione regionale e bilaterale nell’ambito dello Strumento di vicinato (ENI), ecc.

Considerando l’attuale contesto segnato dalla pandemia di COVID-19 e in vista della attesa recessione economica globale, i proponneti sono incoraggiati a sviluppare azioni che possano favorire la rigenerazione socio-economica nell’area del Mediterraneo, in termini di creazione di posti di lavoro e imprese, transizione verso economie neutrali rispetto al clima, fornitura efficiente di servizi di assistenza sociale e sostegno alle persone più vulnerabili.

Per massimizzare l’impatto dei progetti da finanziare, il bando riguarda tutti e 4 gli obiettivi tematici e le 11 priorità del programma, ovvero:

A.1. IMPRESE E SVILUPPO DELLE PMI
A.1.1. Supporto alle start-up innovative e alle imprese di recente costituzione
A.1.2. Rafforzamento e supporto delle reti, dei distretti, dei consorzi e delle catene di valore
A.1.3. Promozione di azioni e iniziative per il turismo sostenibile

A.2. SOSTEGNO ALL’ISTRUZIONE, ALLA RICERCA, ALLO SVILUPPO TECNOLOGICO E ALL’INNOVAZIONE
A.2.1. Supporto al trasferimento tecnologico e alla commercializzazione dei risultati della ricerca
A.2.2. Supporto alle PMI nell’accesso alla ricerca e all’innovazione

A.3. PROMOZIONE DELL’INCLUSIONE SOCIALE E LOTTA CONTRO LA POVERTÀ
A.3.1. Fornire ai giovani, in particolare appartenenti alle categorie “NEETS” e alla donne, delle competenze utili alla loro partecipazione al mercato del lavoro
A.3.2. Supporto agli attori economici attivi nel campo del sociale e della solidarietà

B.4. PROTEZIONE AMBIENTALE, ADATTAMENTO E MITIGAZIONE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO
B.4.1. Supporto a soluzioni tecnologiche e innovative per incrementare l’efficienza idrica e sostenere l’uso di risorse idriche non convenzionali.
B.4.2. Riduzione della generazione di rifiuti urbani e promozione della raccolta differenziata e dell’utilizzo ottimale dei rifiuti organici.
B.4.3. Supporto alla riabilitazione energetica innovativa ed efficiente, appropriata per tipologia di edificio e per zona climatica, con focus sugli edifici pubblici
B.4.4. Misure per incorporare l’approccio di gestione basato sugli ecosistemi nella gestione integrata delle zone costiere (ICZM), all’interno della pianificazione dello sviluppo locale

Il contributo dell’UE disponibile per questo invito è di 11 milioni di euro (il budget potrebbe essere aumentato a € 15 milioni se verrà approvata una procedura di modifica di rilievo a livello di programma). Il sostegno finanziario ai progetti varia da 0,5 a 1 milione di euro e copre al massimo il 90% dei costi ammissibili.

Possono presentare una proposta di progetto le organizzazioni pubbliche e private, situate nei territori ammissibili dei 14 paesi partecipanti (come specificato nella scheda del programma): Algeria, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Italia, Giordania, Libano, Malta, Palestina, Portogallo, Spagna, Tunisia. I partenariati saranno composti da enti di almeno 5 diversi paesi ammissibili, tra cui almeno 1 Paese partner mediterraneo e 1 Paese mediterraneo UE.

Scadenza: 28 luglio 2020

Crediti di imposta alle attività economiche della montagna e delle aree progetto del basso ferrarese

Crediti di imposta alle attività economiche della montagna e delle aree progetto del basso ferrarese

bosco

Con la delibera di Giunta regionale n. 319 dell’8 aprile 2020 la Regione Emilia-Romagna intende sostenere, nell’ottica di un rafforzamento e completamento degli strumenti agevolativi a favore della montagna e delle aree meno sviluppate dell’Emilia-Romagna, le attività economiche presenti nei territori montani e nelle aree progetto del basso ferrarese svolte nella forma di impresa e nella forma libero/professionale, al fine di promuovere il benessere socioeconomico e la competitività del sistema territoriale locale

Beneficiari sono le imprese di qualsiasi dimensione, liberi professionisti e lavoratori autonomi in forma singola o associata che hanno presentato la dichiarazione Irap per il periodo di imposta 2017 e imprese che risultano soggetti passivi dell’IRAP a partire dal 1° gennaio 2018 e che pertanto, nel periodo di imposta 2017, non erano considerati tali.

Il contributo previsto nel presente bando è concesso nella forma di credito di imposta da utilizzare per la riduzione della somma dovuta a titolo di Imposta regionale sulle Attività produttive (Irap) totale lorda dovuta alla Regione Emilia-Romagna con riferimento agli anni 2019, 2020 e 2021.

Le domande di contributo dovranno essere presentate, pena la non ammissibilità delle stesse, a decorre dalle ore 10 del giorno 27/04/2020 fino alle ore 13 del giorno 29/05/2020.

COSME – Bando 2020 Social Economy Missions

COSME – Bando 2020 Social Economy Missions

group-418449_1280

L’obiettivo generale del bando è dare seguito all’iniziativa pilota European Social Economy Regions 2018 (ESER) che ha gettato le basi per la creazione di reti efficaci di stakeholder dell’economia sociale a livello regionale, in tutta Europa, e per il rafforzamento della collaborazione interregionale nel campo dell’economia sociale. In particolare gli obiettivi specifici del bando sono:

– aumentare l’interazione e migliorare la collaborazione tra le reti esistenti dell’economia sociale e gli stakeholder a livello regionale e locale nell’ambito delle priorità delle “Missioni dell’Economia Sociale”;

– incrementare l’apprendimento interregionale tra gli stakeholder dell’economia sociale (pubblici e privati) nell’ambito delle priorità delle “Missioni dell’Economia Sociale”;

– contribuire a una graduale costruzione di una comunità dell’economia sociale.

Sostegno a “Missioni dell’Economia Sociale” che riuniranno autorità regionali e locali con priorità simili di economia sociale, accompagnate da stakeholder dell’economia sociale regionali e locali (imprese sociali, cooperative, PMI, ecc.). Le “Missioni dell’Economia Sociale” aiuteranno a costruire gradualmente un ecosistema di attori dell’economia sociale, incoraggiando l’interazione tra differenti partner pubblici e privati, contribuendo così allo sviluppo della comunità dell’economia sociale europea.

I progetti dovranno chiaramente identificare un tema che verrà affrontato nella “Missione dell’Economia Sociale”, spiegare perché esso è rilevante per tutti i partner del consorzio coinvolti e specificare gli obiettivi che la Missione dovrà raggiungere.

I temi prioritari possono essere:

– Costruzione di ecosistemi regionali e/o locali resilienti;

– Appalti pubblici socialmente responsabili;

– Creazione di Cluster di Innovazione Sociale ed Ecologica o partecipazione a cluster tradizionali;

– Sostegno allo sviluppo del business dell’economia sociale;

– Sostegno alle iniziative locali e regionali nell’ambito della transizione verde e digitale;

– Misure locali o regionali per combattere la disoccupazione;

– Agricoltura sostenibile e sviluppo rurale;

– Istruzione e formazione per lo sviluppo dell’ecosistema dell’economia sociale;

– Sviluppo di politiche orizzontali per supportare l’economia sociale a livello locale o regionale;

– Iniziative di economia sociale per l’integrazione dei migranti.

Le “Missioni dell’Economia Sociale” devono prevedere alcune attività obbligatorie, tra cui tre workshop organizzati dal consorzio di partner nei loro territori e mirati alla condivisione di best practice. Qualora la pubblica amministrazione non sia coordinatore ma solo partner del consorzio, si richiede che partecipi ai workshop con delegazioni costituite da stakeholder dell’economia sociale attivi in un determinato territorio. Questi workshop obbligatori possono essere seguiti da ulteriori attività di apprendimento tra i partner del consorzio, come seminari supplementari, webinar, apprendimento peer-to-peer, ecc.

Si intende finanziare 19 progetti.

Beneficiari del bando sono consorzi costituiti da pubbliche amministrazioni di livello regionale o locale stabilite in uno dei Paesi ammissibili a COSME. Tali Paesi sono, oltre agli Stati membri UE, i Paesi non UE indicati in questo documento.

Per ciascun progetto è prevista una sovvenzione massima di 100.000 €

I progetti devono essere realizzati da un consorzio costituito da almeno 3 pubbliche amministrazioni regionali o locali di 3 diversi Paesi ammissibili.

In aggiunta al numero minimo di partner richiesto, possono essere partner del consorzio anche reti o organizzazioni ombrello attive nel campo dell’economia sociale o dell’imprenditoria sociale, o su questioni correlate, a vari livelli (europeo, nazionale, interregionale).

Una pubblica amministrazione regionale o locale non può partecipare a più di una proposta. Le organizzazioni ombrello o le reti, nonché gli stakeholder delle delegazioni territoriali, possono invece partecipare a più di una proposta.

I progetti devono avere una durata massima di 12 mesi, indicativamente con inizio a febbraio 2021.

Scadenza: 9 giugno 2020, ore 17 (ora di Bruxelles)

1 2